• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00890 D'AMBROSIO LETTIERI, BRUNO - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che nonostante i ripetuti appelli della magistratura barese e le sollecitazioni rivolte, dal primo...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00890 presentata da LUIGI D'AMBROSIO LETTIERI
martedì 24 settembre 2013, seduta n.109

D'AMBROSIO LETTIERI, BRUNO - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che nonostante i ripetuti appelli della magistratura barese e le sollecitazioni rivolte, dal primo firmatario della presente interrogazione con appositi atti di sindacato ispettivo (3-00134 e 3-00135), sull'annosa e grave situazione dell'edilizia giudiziaria nella città di Bari, nessuna iniziativa, di nessun tipo e genere, è stata fin qui assunta dal Ministero della giustizia, a cui, anche nel rispetto delle sentenze definitive del Consiglio di Stato (n. 2153/2010 ed altre), spetta la definitiva decisione per risolvere l'emergenza dell'edilizia giudiziaria nella città di Bari, divenuta ormai insostenibile e non rinviabile;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

in assenza di definitive decisioni ministeriali, il sindaco di Bari, peraltro anche magistrato in aspettativa, pur avendo l'obbligo, ai sensi della legge n. 392 del 1941, di dotare gli uffici giudiziari della città di idonee e adeguate sedi, invece, nel corso degli anni, con ciclica e dubbia cadenza, ha proposto, a giudizio degli interroganti in modo inconcludente, inopportuno e dannoso per il bene della città, le più disparate soluzioni (Manifattura dei tabacchi; secondo palazzo di giustizia in via della Carboneria, "Arcipelago della giustizia", edificio Agorà di via Fanelli; edificio direzionale del quartiere San Paolo), risultate irrealizzabili e persino risibili, sino ad essere dichiarate tutte "irricevibili" dalla Commissione di Manutenzione della Corte di Appello di Bari, come risulta dai relativi verbali;

il sindaco di Bari, anche in recenti incontri ufficiali con i Ministri dell'interno, della giustizia e della difesa, ha ripetutamente sostenuto e proposto come sede degli uffici giudiziari di Bari la soluzione dell'ex ospedale militare Bonomo, già ritenuta inidonea e addirittura "irricevibile" dalla commissione di manutenzione della Corte di appello di Bari, come risulta dalle valutazioni contenute nel verbale del 9 febbraio 2011, successivamente ribadite in altri verbali;

agli interroganti risulta che l'ex ospedale Bonomo è tecnicamente inidoneo e inadeguato come sede degli uffici giudiziari di Bari, in ragione della vetustà della struttura che abbisogna di imponenti opere di riqualificazione generale e anche strutturale, in particolare sismica, e dispone di spazi addirittura inferiori a quelli già insufficienti della sola attuale sede degli uffici penali, oltre ad essere assai limitativi della funzione giudiziaria, in relazione al rigido assetto distributivo interno tipico delle vecchie strutture ospedaliere; si tratta inoltre di edificio sottoposto a vincolo storico-architettonico e, quindi, soggetto a procedure di intervento delicate e regolate da rigidi protocolli, con evidenti elevati costi e lunghi tempi di realizzazione; dispone di ridottissime aree a parcheggio per il pubblico, oltre ad essere ubicato in un contesto già pesantemente congestionato, che non ha alcuna possibilità di accogliere ulteriori carichi di utenza;

la varietà di proposte avanzate dal sindaco di Bari, risultate a giudizio degli interroganti tutte inconcludenti e inefficaci, ha lasciato irrisolto uno dei problemi principali della vita civile e democratica della comunità, con evidenti ripercussioni per la funzione svolta dalla giustizia a garanzia della legalità e con incolmabile danno per i cittadini e per gli operatori della giustizia;

le iniziative del sindaco appaiono a giudizio degli interroganti ancor più gravi considerato che il Consiglio di Stato ha estromesso il Comune di Bari e il suo sindaco dalla procedura relativa alla realizzazione della nuova sede degli uffici giudiziari di Bari (sentenza n. 3817/2008 e successive) e ha valutato il comportamento del sindaco viziato da "immotivato ostruzionismo", "reiterata elusione del dictum del Giudice" e "assunzione di falsi presupposti in atti pubblici" (sentenza n. 2153/2010, pagg. 30-36), ravvisandosi dunque anche ipotesi di reato;

il presidente della Corte di appello di Bari ha presentato una denuncia alla Procura della Corte dei conti di Bari per gravi comportamenti assunti dal Comune e dal suo sindaco (denuncia di "danno erariale"; di "danno da disservizio" e di "danno all'immagine dell'Amministrazione giudiziaria"), così acclarati e denunciati dalla commissione di manutenzione della Corte di appello di Bari con proprio verbale del 24 gennaio 2012;

il sindaco di Bari, dopo aver inutilmente esperito tutte le vie giudiziarie nazionali, risultando sempre soccombente, ha perseverato nel suo conclamato "ostruzionismo immotivato", presentando un esposto alla Commissione europea datato 22 febbraio 2011, per denunciare presunte violazioni del diritto comunitario da parte dello Stato italiano;

a detta denuncia la Commissione europea, con lettera del 27 settembre 2012, ha fatto seguire l'apertura di una procedura di infrazione nei confronti dello Stato Italiano;

considerato che in conseguenza della situazione gli uffici giudiziari di Bari continuano a permanere nell'attuale stato di assoluta precarietà e insufficienza, non solo per assolvere alle funzioni attualmente svolte, ma anche e soprattutto per rispondere alle esigenze previste dal "piano di accorpamento delle sedi periferiche",

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro della giustizia abbia sin qui assunto o intenda assumere, con riferimento alle svariate proposte formulate alla casuale occorrenza, dal sindaco di Bari e, in ultimo, la proposta di riutilizzo dell'ex ospedale militare Bonomo;

se ritenga che la proposta del Bonomo costituisca soluzione provvisoria, come sostiene il sindaco di Bari, o porzione iniziale di un intero progetto che prevede altre allocazioni variamente disseminate nella città, in evidente contrasto con il requisito fondamentale dell'accorpamento di tutti gli uffici giudiziari in un'unica sede, inderogabilmente e unanimemente invocato da magistratura, avvocatura e operatori di giustizia dell'intero distretto della Corte di appello di Bari;

se e quali risorse pubbliche abbia previsto e/o assegnato con riferimento alle suddette proposte formulate dal sindaco di Bari e, per ultimo, quella formulata dell'ex ospedale militare Bonomo;

se e quali iniziative abbia assunto o intenda assumere, con riferimento alla proposta di realizzare la nuova sede unica degli uffici giudiziari di Bari, individuata a seguito della ricerca di mercato effettuata nel 2003, unanimemente e sempre ritenuta dalla commissione di manutenzione della Corte di appello di Bari quale unica soluzione idonea e adeguata per rispondere a tutte le esigenze della giustizia barese (si vedano i verbali della citata commissione del 22 dicembre 2003; 16 ottobre 2008; 24 febbraio 2009; 29 aprile 2009; 9 giugno 2010; 9 febbraio 2011; 24 gennaio 2012 e 10 maggio 2013);

se e quali iniziative il Ministro dell'interno abbia posto in essere per accertare eventuali violazioni di legge, e in particolare della legge n. 392 del 1941, da parte del sindaco di Bari, che, fino ad oggi, a giudizio degli interroganti ha impedito alla giustizia barese, con comportamenti di reiterato "ostruzionismo immotivato" (così acclarato con sentenze definitive), di dotarsi di un'idonea e adeguata sede unica, costringendola sin qui ad operare in condizioni precarie e persino indecorose, che certamente hanno causato disfunzioni e disservizi, con relativi incalcolabili danni alla funzione giustizia e, quindi, alla collettività e all'ordine pubblico, di cui è prova la crescente criminalità e il sempre più dilagante malaffare sul territorio;

se risultino le determinazioni cui è pervenuta la Corte dei conti di Bari a seguito della citata denuncia del presidente della Corte d'appello per i comportamenti assunti dal sindaco e dal Comune di Bari.

(4-00890)