• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/06730 è in costante crescita il mercato degli affitti brevi ovvero le locazioni per brevi periodi (a volte anche di una sola notte) di case o appartamenti e porzioni di esse, praticate dai...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06730presentato daPESCO Danieletesto diMercoledì 21 ottobre 2015, seduta n. 507

PESCO, VILLAROSA, ALBERTI, FICO, RUOCCO e PISANO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
è in costante crescita il mercato degli affitti brevi ovvero le locazioni per brevi periodi (a volte anche di una sola notte) di case o appartamenti e porzioni di esse, praticate dai proprietari in forma privata e non imprenditoriale; il settore interessa diverse categorie di soggetti: dal semplice possessore di un immobile che vuole renderlo produttivo senza ricorrere alle tradizionali forme di affitto a chi, soprattutto in conseguenza della crisi economica degli ultimi anni, cerca di arrotondare il proprio reddito affittando una stanza della propria casa in occasione di eventi particolari; in tutti questi casi, la locazione breve del proprio immobile rappresenta una sicura e concreta fonte di guadagno; i dati ISTAT, relativi all'ultima rilevazione annuale (riferita all'anno 2012) contano oltre nove milioni di presenze presso «esercizi ricettivi diversi da quelli tradizionali»; numeri significativi, insomma (considerato che gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale nonché i tradizionali bed & breakfast hanno visto presenze per complessivi 18.288.521), e che confermano le potenzialità economiche di tale settore;
questa nuova forma di ricettività rappresenta, dunque, un nuovo ed efficiente volano turistico e crea un doppio vantaggio sia per l'economia del Paese, che vede ampliato il proprio indotto legato al turismo, sia per i proprietari fondiari che in questo periodo congiunturale hanno la possibilità di incrementare i propri redditi concedendo in affitto le proprie case o porzioni di esse;
sul piano fiscale, i compensi derivanti dalle locazioni brevi andrebbero indicati in dichiarazione dei redditi e sottoposti a tassazione IRPEF; al riguardo, come di recente precisato dall'Agenzia delle entrate, è ammessa l'applicazione della cedolare secca e dunque l'applicazione dell'imposta sostitutiva nella misura del 20 per cento (15/10 in caso di canone concordato);
sussistono tuttavia non poche difficoltà nel controllo e verifica della regolare dichiarazione dei detti compensi; l'insussistenza dell'obbligo di registrazione del contratto (previsto solo per i periodi di locazione superiori ai 30 giorni), consente al proprietario locatore di evadere le imposte omettendo di dichiarare al fisco le entrate conseguenti alla locazione dell'immobile;
se da un lato, dunque, il settore degli affitti a breve merita di essere incentivato e sviluppato, rappresentando esso una valida fonte reddituale soprattutto in un periodo di crisi quale quello attuale, al contempo non può prescindersi dall'individuazione di validi strumenti diretti a garantire adeguati controlli sul piano fiscale, dell'ordine pubblico e della leale concorrenza; in tale direzione, un efficace contributo potrebbe allora derivare non solo da una chiara regolamentazione giuridica delle locazioni brevi (ad oggi sottratte sia alla disciplina delle locazioni ordinarie di cui alla legge n. 431 del 1998 sia alle regole previste per l'esercizio dell'attività in forma imprenditoriale), ma soprattutto dalla individuazione di misure di controllo e di prelievo che vedono il coinvolgimento anche di soggetti terzi (quali potrebbero essere le stesse piattaforme di prenotazione online o le agenzie specializzate che supportano il proprietario nella locazione del proprio immobile): si pensi all'introduzione dell'obbligo per gli intermediari di operare una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta sulle somme girate ai proprietari a titolo di canone di locazione; alla previsione di modalità di pagamento attraverso banche e sportelli postali che agiscano da sostituto d'imposta prelevando, sull'importo del solo canone, come ritenuta a titolo di imposta sostitutiva, una cedolare secca del 10 per cento (che sulla sola base dei dati Istat 2012, ipotizzando una spesa media pari ad euro 100 e trascurando cautelativamente l'espansione di questo mercato, potrebbe garantire un gettito fiscale non inferiore ai 100 milioni di euro) –:
quale sia il gettito conseguente dalle locazioni brevi di immobili ad uso abitativo rilevate in Italia (specificando in particolare la base imponibile e l'imposta in relazione all'IRPEF ordinaria e alla cedolare secca nella misura del 20, 15 e 10 per cento) e quali effetti finanziari in termini di gettito conseguirebbero se si applicasse un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali nella misura fissa del 10 per cento del canone di locazione stabilito dalle parti, nonché se ritenga in ogni caso proficui in termini di gettito l'applicazione di un'imposta sostitutiva in misura fissa e l'obbligo per gli intermediari di operare una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta. (5-06730)