• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/01873/001/ ... in sede di esame del disegno di legge n. 1873 di modifica all'articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, in materia di ricercatori a tempo determinato, premesso che: l'Italia è...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/1873/1/07 presentato da FABRIZIO BOCCHINO
mercoledì 21 ottobre 2015, seduta n. 226

Il Senato
in sede di esame del disegno di legge n. 1873 di modifica all'articolo 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, in materia di ricercatori a tempo determinato,
premesso che:
l'Italia è ultima tra i Paesi europei per investimenti in università e ricerca sia rispetto al PIL che rispetto alla spesa pubblica nazionale;
la lettera b), comma 2, articolo 24, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante "Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario", nel disciplinare la possibilità per le università di stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, non contempla, tra i soggetti ammessi alle procedure pubbliche di selezione, i titolari di assegni di ricerca;
l'articolo 1 dell'atto Senato attualmente in esame in Commissione introduce una modifica alla norma suesposta finalizzata ad ampliare la platea dei soggetti interessati consentendo al maggior numero di precari della ricerca la possibilità di accedere ai contratti di ricercatore senza privilegiare i soli assegnisti di cui alla legge n. 449 del 1997, permettendo di accedere, altresì, ai soggetti in possesso di abilitazione scientifica nazionale (ASN) che dispongono già del titolo che sarebbe loro richiesto in vista della trasformazione in professori associati;
tenuto conto, altresì, che:
circa 300 dipendenti delle Università italiane inquadrati a tempo indeterminato come personale tecnico amministrativo (PTA) operano nell'area tecnico-scientifica e chiedono da tempo una modifica al loro status giuridico al fine di rimediare all'ambiguità esistente tra il loro inquadramento e l'attività lavorativa realmente svolta;
sono in possesso, infatti, sia di un'elevata formazione (laurea, dottorato di ricerca e/o scuola di specializzazione) sia di specifiche competenze nel campo della ricerca, testimoniate da numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, brevetti e partecipazioni a progetti di ricerca e a molti di loro sono conferiti incarichi di insegnamento. Inoltre partecipano assiduamente ai congressi internazionali e svolgono attività di peer reviewers per riviste scientifiche internazionali. È per questo che molti di loro hanno ottenuto l'abilitazione scientifica nazionale a posti di seconda fascia;
nonostante le competenze specifiche e le attività dai PTA svolte, sono tuttora assimilati al personale amministrativo che ha funzioni e competenze diverse e ciò impedisce il pieno riconoscimento del loro ruolo e delle loro competenze e nonostante i sensibili recenti miglioramenti, nessuna proposta di riforma dell'università attuata in anni recenti ha considerato l'opportunità di riqualificare il ruolo del personale tecnico in possesso di specifiche competenze nel campo della ricerca come una delle misure volte alla valorizzazione del merito professionale e al miglioramento dell'efficienza del sistema universitario;
considerato che:
se non verranno presi opportuni provvedimenti, la categoria dei PTA laureati non potrà accedere ad alcuna evoluzione professionale in quanto coloro che hanno conseguito l'ASN vengono difficilmente chiamati su posti da Professore di II fascia, nonostante l'articolo 18, comma 1, lettera b) della legge n. 240 del 2010, preveda per la chiamata dei professori l'ammissione al procedimento di studiosi in possesso dell'abilitazione per il settore concorsuale e per le funzioni oggetto del procedimento. Di fatto finora, per l'accesso al ruolo di professore di II fascia, il PTA con ASN è stato discriminato rispetto ai ricercatori universitari a tempo indeterminato perché le procedure di chiamata possono essere utilizzate "per la chiamata nel ruolo di professore di I e II fascia, i professori di II fascia e i ricercatori a tempo indeterminato in servizio nell'università medesima, che abbiano conseguito l'abilitazione scientifica di cui all'articolo 16" (articolo 24, comma 6, della legge n. 240 del 2010). Inoltre, per queste chiamate vengono destinati fondi appositi (decreto ministeriale 8 giugno 2015 n. 335, articolo 10), fatto salvo il 20 per cento dei posti riservati agli esterni; coloro che non hanno conseguito l'ASN non vengono presi in considerazione per posizioni da ricercatore a tempo determinato di tipo b (di seguito indicati come RTDb), mentre a norma di legge, l'ASN non è richiesta per diventare RTDb e la valutazione per il passaggio al ruolo di professore di II fascia avviene al termine del terzo anno di servizio come RTDb,
si impegna il Governo a:
- delineare per il PTA laureato ed in possesso di specifiche competenze nel campo della ricerca un ruolo diverso dall'attuale, separato da quello amministrativo e analogo al ruolo del tecnologo suddiviso in vari livelli, come già accade in altri enti di ricerca pubblici (esempio il CNR);
- eliminare ogni discriminazione che attualmente impedisce a chi è in possesso dell'ASN ma non è ricercatore universitario a tempo indeterminato di accedere ai ruoli di professore di II fascia;
- eliminare ogni discriminazione che attualmente impedisce l'accesso alla posizione di RTDb a coloro che non hanno conseguito l'ASN.
(0/1873/1/7)
BOCCHINO, CAMPANELLA, LIUZZI