• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00348 diversi lavoratori stagionali comunitari, in prevalenza rumeni e polacchi, che hanno prestato la propria collaborazione professionale presso gli alberghi siti nei comuni della costa romagnola,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00348presentato daPALMIZIO Elio Massimotesto diMercoledì 25 settembre 2013, seduta n. 84

PALMIZIO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
diversi lavoratori stagionali comunitari, in prevalenza rumeni e polacchi, che hanno prestato la propria collaborazione professionale presso gli alberghi siti nei comuni della costa romagnola, hanno eletto il proprio domicilio presso l'albergo stesso;
la normativa vigente, al termine del lavoro stagionale presso gli alberghi, consente l'accesso alla indennità di disoccupazione mini Aspl (Assicurazione sociale per l'impiego), la prestazione che sostituisce l'indennità di disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti ed è erogata per i nuovi eventi di disoccupazione che si verificano dal 1o gennaio 2013;
l'indennità è riconosciuta ai lavoratori che, a partire dal 1o gennaio 2013, abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino i seguenti requisiti: possano far valere lo status di disoccupato; possano far valere almeno 13 settimane di contribuzione da attività lavorativa negli ultimi 12 mesi precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, per la quale siano stati versati o siano dovuti contributi per l'assicurazione obbligatoria. Non è richiesto il requisito dell'anzianità assicurativa. L'indennità è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel periodo;
per far valere lo status di disoccupato, è determinante il fatto che il lavoratore sia domiciliato in Italia dove si presume sia in cerca di altro lavoro. Ricordato infatti che il diritto al sussidio di disoccupazione implica che il lavoratore, oltre a percepire il sussidio, rimanga in zona alla ricerca di un lavoro e non che vada all'estero per mesi spesso a svolgere altre attività lavorative e tornare in Italia solo per il completamento dell’iter e per la riscossione dell'indennità di disoccupazione;
la provincia di Forlì-Cesena, servizio provinciale per l'impiego, aveva nei mesi scorsi predisposto e distribuito un modulo di comunicazione di domicilio dove si chiedeva al comunitario richiedente l'indennità di disoccupazione, di dichiarare il nominativo con allegata copia del documento di chi lo ospita in Italia dove ha eletto il domicilio che spesso, nel periodo estivo, è lo stesso albergo dove lavora;
nell'agosto 2013 si è svolta una riunione fra i rappresentanti della provincia e dei centri per l'impiego della provincia di Forlì-Cesena con i sindacati, a seguito della quale il citato modulo di comunicazione di domicilio, pare su richiesta dei Sindacati, è stato eliminato dai documenti richiesti per la richiesta della mini ASpl, prendendo come assodato che il lavoratore che ha lavorato durante la stagione estiva in riviera, si tratterrà sul territorio, con domicilio presso l'albergo che in inverno sarà chiuso, permettendo così l'erogazione dell'indennità di disoccupazione a migliaia di lavoratori comunitari che potranno lavorare nel loro paese percependo contemporaneamente «euro italiani» per l'indennità di disoccupazione;
peraltro molti di questi lavoratori stagionali comunitari hanno familiari a carico e richiedono anche gli assegni familiari per marito e figli residenti all'estero, compresi gli arretrati nei termini prescrizionali dei 5 anni, dichiarando redditi che nessuno potrà mai verificare, come nessuno potrà verificare l'eventuale stato di disoccupazione nel loro paese nonostante gli accordi bilaterali tra lo Stato italiano e questi Stati comunitari; i numeri che si sviluppano sono enormi: nel solo mese di settembre e soltanto a Cesenatico, Cesena, Savignano e Forlì, ci saranno oltre 1000 lavoratori comunitari che termineranno il proprio lavoro stagionale;
la mancanza di controlli sull'effettività del domicilio è arrivata a livelli tali che pare che nei mesi invernali i suddetti lavoratori arrivino con pullman organizzati solo con l'unico scopo di recarsi nei patronati sindacali per firmare la documentazione necessaria e inoltrare la domanda di disoccupazione e, una volta espletate queste formalità, ripartire nella medesima giornata per la Romania o la Polonia;
questa distorto uso della protezione offerta dalla mini-ASpl avviene non solo per i lavoratori stagionali della riviera Romagnola ma anche per chi lavora nel settore agricolo con contratto a tempo determinato scadente in ottobre e novembre;
oltre alle somme impropriamente erogate, a giudizio dell'interrogante, da questa situazione deriva anche l'innalzamento del tasso di disoccupazione in quanto i suddetti lavoratori si iscrivono pur non essendo presenti sul nostro territorio;
appare assurdo che in un periodo in cui lo Stato italiano non ha risorse per coprire la spesa per le Casse integrazioni in deroga o per le pensioni dei suoi cittadini sia consentito di rilasciare sussidi di disoccupazione anche a chi non rimane in Italia nel periodo di disoccupazione e se questo non configuri un abuso di diritto –:
se corrisponda al vero che il sindacato per ogni disoccupazione erogata per conto di un lavoratore incasserà in delega il 3 per cento sull'indennità che l'INPS liquiderà al lavoratore (circa 80,00 euro), incasserà il compenso richiesto per l'invio della richiesta degli arretrati dell'ANF e se il lavoratore torna a lavorare l'anno successivo e sarà a credito di imposte, potrà redigere il modello 730 per i conguagli delle imposte (altri 40/50 euro per ogni mod. 730). (3-00348)