• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06785 il Consiglio dei ministri n. 52 del 3 marzo 2015 ha approvato la cosiddetta «Strategia italiana per la banda ultralarga» con l'obiettivo dichiarato «[...] di rimediare a questo gap...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06785presentato daLIUZZI Mirellatesto diMartedì 27 ottobre 2015, seduta n. 511

LIUZZI, DELL'ORCO, NICOLA BIANCHI, CARINELLI, DE LORENZIS, PAOLO NICOLÒ ROMANO e SPESSOTTO. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
il Consiglio dei ministri n. 52 del 3 marzo 2015 ha approvato la cosiddetta «Strategia italiana per la banda ultralarga» con l'obiettivo dichiarato «[...] di rimediare a questo gap infrastrutturale e di mercato, creando le condizioni più favorevoli allo sviluppo integrato delle infrastrutture di telecomunicazione fisse e mobili, con azioni quali: 1) agevolazioni tese ad abbassare le barriere di costo di implementazione, semplificando e riducendo gli oneri amministrativi; 2) – coordinamento nella gestione del sottosuolo attraverso l'istituzione di un Catasto del sotto e sopra suolo che garantisca il monitoraggio degli interventi e il miglior utilizzo delle infrastrutture esistenti; 3) adeguamento agli altri Paesi europei dei limiti in materia di elettromagnetismo; 4) incentivi fiscali e credito a tassi agevolati nelle aree più redditizie per promuovere il “salto di qualità”; 5) incentivi pubblici per investire nelle aree marginali; 6) realizzazione diretta di infrastrutture pubbliche nelle aree a fallimento di mercato»;
tale strategia propone lo stanziamento di fondi pubblici per circa 7 miliardi di euro cui si aggiungerebbero, secondo quanto affermato dal Governo, i fondi collegati del cosiddetto «Piano Juncker». Al momento risultano disponibili 4,3 miliardi di euro, di cui 2,1 provenienti da fondi strutturali europei già stanziati e 2,2 di fondi nazionali messi a disposizione con delibera Cipe del 6 agosto 2015. Mancano dunque all'appello 2,7 miliardi di euro, per arrivare ai 7 miliardi di fondi pubblici considerati necessari. Tali ulteriori somme dovrebbero derivare dal Fondo Sviluppo e Coesione ma da quanto si apprende da recenti resoconti giornalistici non vi è alcuna certezza circa la disponibilità dei fondi annunciati dal Governo;
secondo quanto previsto nella delibera Cipe sopra richiamata la parte più consistente dei finanziamenti arriveranno a partire dal 2017 e si pensa di destinare risorse fino al 2022, oltre quindi il termine del 2020 originariamente previsto per lo sviluppo della strategia sia a livello europeo che nazionale;
la richiamata delibera prevede, infatti, di ripartire le prime risorse messe a disposizione secondo le scadenze che seguono: 40 milioni di euro nel 2016, 350 milioni di euro nel 2017 e 2018, 400 milioni di euro nel 2019, 450 milioni di euro nel 2020 e 2021 e 160 milioni di euro nel 2022;
allo stato attuale, bandi per lo sviluppo della banda larga e ultralarga destinati alle regioni meridionali e finanziati con i fondi derivanti dalla programmazione comunitaria 2007-2013 sono stati tutti aggiudicati a Telecom Italia S.p.A. Tale circostanza appare del tutto singolare e come tale idonea a rafforzare la posizione anche finanziaria di Telecom Italia e mette in luce le lacune, sotto un profilo concorrenziale, registrate nella formulazione dei suddetti bandi di gara;
il 14 settembre 2015 il sottosegretario Antonello Giacomelli ha annunciato che entro la fine dell'anno in corso verranno pubblicati i primi bandi afferenti alle risorse finanziate con la suddetta delibera Cipe;
in proposito il vice segretario della Presidenza del Consiglio Raffaele Tiscar, che ha coordinato i lavori della strategia ha annunciato che talune misure attuative della strategia saranno presenti nel disegno di legge di stabilità ma dai testi della stessa presentati nelle ultime settimane non emerge alcuna misura in tal senso;
nel quadro descritto, il 19 ottobre 2015 sono stati pubblicati i risultati della consultazione pubblica indetta da Infratel per verificare i piani di investimento degli operatori in banda ultralarga in particolare nelle zone cosiddette a fallimento di mercato;
le risultanze della consultazione confermano come, senza un deciso intervento pubblico l'Italia non avvicinerà nemmeno lontanamente gli obiettivi di copertura per la banda ultralarga previsti a livello europeo;
dai dati raccolti emerge, infatti, che i piani degli operatori prevedono al 2018 la copertura con la banda ultralarga solo per il 29 per cento delle unità immobiliari;
sul versante degli investimenti pubblici nelle infrastrutture da resoconti giornalistici si apprende che il Fondo strategico italiano (Cdp) e il fondo infrastrutturale F2i hanno intenzione di cambiare completamente strategia sulla rete in fibra di Metroweb essendo disponibili, una volta effettuati gli investimenti necessari, a trasferire la proprietà della suddetta rete nelle mani di Telecom Italia;
stato attuale, dunque, anche in conseguenza dell'assenza di una strategia pubblica coordinata nonché di una società della rete pubblica che si occupi di realizzare l'infrastruttura, l'Italia si attesta al 25o posto su 28 Paesi europei per livello di penetrazione del digitale, secondo gli ultimi dati diffusi dalla Commissione europea nel cosiddetto Digital Scoreboard. La classifica europea considera diversi fattori rilevanti tra i quali i dati di estensione della banda larga e ultralarga rispetto alla quale il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa;
secondo taluni accreditati analisti, tra i quali la società britannica Analysis Mason in uno studio intitolato «International benchmarking report», commissionato da BT, l'Italia non riuscirà a raggiungere gli obiettivi prefissati nella strategia del Governo secondo i termini prestabiliti che, come ricordato sopra, hanno già registrato uno slittamento dal 2020 al 2022 –:
alla luce di quanto sopra quali iniziative urgenti intenda adottare il Ministro interrogato per ridare centralità all'intervento pubblico in materia e per evitare che nella predisposizione dei prossimi bandi per la realizzazione della richiamata strategia si verifichino le distorsioni concorrenziali registrate nel passato nell'allocazione delle risorse disponibili. (5-06785)