• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06787 la «Maker Faire» è un evento mondiale dedicato all'esposizione di invenzioni e progetti prodotti in tutto il mondo dai cosiddetti Maker, inventori e artigiani sia digitali che tradizionali, i...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06787presentato daD'UVA Francescotesto diMartedì 27 ottobre 2015, seduta n. 511

D'UVA, FRUSONE, VIGNAROLI, DAGA, DI BENEDETTO, GRANDE, VACCA, LOMBARDI, DI BATTISTA e BRESCIA. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca . — Per sapere – premesso che:
la «Maker Faire» è un evento mondiale dedicato all'esposizione di invenzioni e progetti prodotti in tutto il mondo dai cosiddetti Maker, inventori e artigiani sia digitali che tradizionali, i quali sviluppano e realizzano conoscenze e scoperte di nuovi modelli di produzione manifatturiera, anche attraverso l'utilizzo di nuove generazioni di stampanti 3D e del digital design;
tali eventi, ospitati ogni anno in varie località del mondo, intendono favorire lo scambio di informazioni e progetti tra Maker di ogni Paese, condividendo con i loro visitatori le invenzioni e innovazioni presenti;
la «Maker Faire Rome», così come riportato dal sito internet ufficiale dedicato all'evento, è «l'edizione europea del Maker Faire, con oltre 600 invenzioni in mostra nel 2014 e 90 mila visitatori», ed è «organizzata da Asset Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma», la cui la mission è mettere la città di Roma al centro del dibattito sull'innovazione, attraverso la diffusione della cultura digitale e lo sviluppo dell'imprenditorialità individuale e collettiva, propria del movimento dei Makers;
la terza edizione della «Maker Faire Rome» si è svolta dal 16 al 18 ottobre 2015 presso i locali dell'Università di Roma «La Sapienza», la quale ha ospitato, negli spazi altrimenti dedicati alla formazione universitaria, oltre 600 espositori maker insieme a PMI innovative, scuole e Fab Labs, limitando, di conseguenza, il regolare svolgimento delle attività didattiche e dei vari servizi per gli studenti e i docenti dell'ateneo;
benché dal programma dell'evento si evidenzi come il Maker Faire Rome non sia «solo una fiera per addetti ai lavori», dal momento che al suo interno è possibile trovare «invenzioni in campo scientifico e tecnologico (dalle stampanti 3D ai wearables, passando per droni, robot e il digital manifacturing) ma anche nuove forme di arte, spettacolo, artigianato, sperimentazioni sul cibo e attrazioni mai viste prima», alcune agenzie di stampa riportavano rilevanti incongruenze tra le finalità perseguite dalla manifestazione e l'effettiva organizzazione della stessa;
in data 17 ottobre 2015, un articolo pubblicato dal quotidiano consultabile online Il Fatto Quotidiano, e relativo alla manifestazione tenutasi presso l'Ateneo romano, titolava «Maker Faire: la Sapienza ospita la camera di commercio, ma caccia studenti e lavoratori»;
secondo quanto riportato dal quotidiano, infatti, «quella di quest'anno sembrerebbe un'edizione diversa proprio perché svolta in quella che dovrebbe essere la “casa” degli studenti, luogo di studio, di formazione, come di confronto, eppure, in qualche modo l'accesso a pagamento per matricole e non sembrerebbe non, favorire la partecipazione degli stessi»;
così come evidenziato dall'articolo, «Per Maker Faire dell'Università La Sapienza nessuno avrebbe pensato, infatti, di coinvolgere gli studenti, piuttosto la loro esclusione oggi parrebbe una scelta presa con la dovuta indifferenza, imposta dall'alto», suscitando per tali motivi le proteste degli studenti, i quali hanno con fermezza criticato l'organizzazione dell'evento, che avrebbe causato «la sospensione dell'attività didattica, alla chiusura delle biblioteche, delle facoltà e dei laboratori della Sapienza», così costringendoli «alle ferie forzate»;
infine, dallo stesso articolo si apprende come la manifestazione organizzata in data 16 ottobre 2015 dagli stessi studenti «per ottenere uno spazio gestito e la possibilità di entrare gratuitamente», si sarebbe conclusa con duri scontri con le forze dell'ordine, con un bilancio finale di 5 fermi e 10 persone ferite, anche attraverso l'utilizzo di idranti;
dalle notizie apprese dagli organi di stampa risultano evidenti le incongruenze e le criticità relative all'evento, così come pianificato, dal momento che la manifestazione ideata per promuovere invenzioni in campo scientifico e tecnologico, ed organizzata all'interno dei locali universitari dell'Ateneo «La Sapienza» di Roma, non prevedeva alcuna compensazione per la compressione dei servizi spettanti agli studenti dell'Università, anche in considerazione dell'avvenuto pagamento dei contributi universitari per la regolare erogazione degli stessi;
un evento organizzato all'interno di una struttura universitaria pubblica dovrebbe prevedere l'esenzione totale per gli studenti, ovvero non dovrebbe in alcun modo impedire il regolare funzionamento dell'Ateneo per tutti coloro che non intendano pagare per accedere alla manifestazione, qualora, come nel caso di specie, l'ingresso fosse soggetto a restrizioni o al pagamento di un titolo d'accesso;
ad avviso degli interroganti mal si comprende, quindi, come mai si sia inteso utilizzare uno spazio pubblico, qual è l'Università «La Sapienza» di Roma, per l'organizzazione della «Maker Faire Rome 2015», un evento non esclusivamente indirizzato a studenti e ricercatori universitari, dal momento che, come tutti gli altri visitatori, questi hanno potuto prenderne parte esclusivamente attraverso il pagamento di un corrispettivo, benché in misura ridotta;
se appare inopportuna la decisione di ospitare all'interno dei pubblici locali dell'università «La Sapienza» di Roma l'evento «Maker Faire Rome 2015», il quale avrebbe notevolmente condizionato e limitato il regolare svolgimento delle attività dell'ateneo –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
se intenda assumere iniziative, anche normative, affinché per i prossimi anni, pur nei limiti previsti dall'autonomia universitaria, l'organizzazione di eventi analoghi non avvenga all'interno di strutture universitarie o scolastiche pubbliche durante il regolare svolgimento delle attività e dei servizi didattici. (5-06787)