• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01140 i dati dell'Istituto superiore di sanità pubblicati dal Ministero della salute indicano un tasso di vaccinazione al di sotto degli obiettivi minimi previsti. Scendono, infatti, al di sotto del...



Atto Camera

Interpellanza 2-01140presentato daGIORDANO Silviatesto diVenerdì 30 ottobre 2015, seduta n. 513

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, per sapere – premesso che:
i dati dell'Istituto superiore di sanità pubblicati dal Ministero della salute indicano un tasso di vaccinazione al di sotto degli obiettivi minimi previsti. Scendono, infatti, al di sotto del 95 per cento le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B. La percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura vaccinale dell'86 per cento, diminuendo di oltre 4 punti percentuali rispetto agli anni precedenti;
il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Gualtiero Ricciardi, ha affermato che «la copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l'approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane. Questa situazione, che tende progressivamente a peggiorare, rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale, che collettivo, poiché scendere sotto le soglie minime significa perdere la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo. È necessario che, a fronte dei dubbi dei cittadini, gli operatori siano in grado di far comprendere che la mancata vaccinazione crea un rischio enormemente più alto rispetto a quello temuto di eventuali effetti collaterali»;
nella sesta edizione del libro «Vaccini», scritto da Stanley A. Plotkin, Walter A. Orenstein, Paul A. Offit, gli autori elencano le soglie di sicurezza di copertura vaccinale affinché sia garantita «crude herd immunity» (immunità di branco) per le malattie comuni prevenibili con vaccini. In Italia, le soglie per le vaccinazioni obbligatorio sono le seguenti: difterite 83 per cento-85 per cento, poliomielite 50 per cento-95 per cento, tetano non applicabile;
il Ministro della salute in un'intervista al Corriere della Sera del 18 ottobre 2015 ha affermato che «i genitori leggono su Internet informazioni terroristiche senza fondamento tipo il legame tra antimorbillo e autismo. Si lasciano condizionare da falsità. In questi giorni stiamo assistendo ad un allarme causato dall'abbassamento»;
da uno studio del Censis dal titolo «La cultura della vaccinazione in Italia: un'indagine sui genitori», presentato a Roma ad ottobre 2014, emergerebbe che ”la scelta dei genitori sembra essere decisamente orientata in maniera favorevole alla vaccinazione: solo lo 0,5 per cento dichiara di non aver vaccinato i propri figli, mentre a dividere il campione in due blocchi è la scelta di sottoporli sia ai vaccini obbligatori che a quelli raccomandati o esclusivamente a quelli obbligatori. In particolare, il 40,4 per cento dichiara di aver sottoposto i propri figli solo alle vaccinazioni obbligatorie, mentre il 47,9 per cento ai vaccini obbligatori e raccomandati. L'esperienza della vaccinazione è in ogni caso fortemente connessa con l'informazione ricevuta. Si osserva che la quota di genitori che riconosce di aver avuto accesso a tutte le informazioni di cui aveva bisogno tende a diminuire passando dal Nord al Sud della penisola. In particolare a Nord Ovest è pari al 71,6 per cento, 68,2 per cento al Nord Est, 59,9 per cento al Centro, 50,4 per cento al Sud e Isole, a fronte di una media nazionale pari al 60,8 per cento. In quest'area del Pese, dunque, la metà dei genitori interpellati esprime un giudizio negativo sulle informazioni ottenute. Aumenta, infatti, passando dalla parte settentrionale a quella meridionale della penisola, la quota di rispondenti che avrebbero voluto saperne di più, insieme a quella di coloro che dichiarano di non essere stati informati sui rischi dei vaccini. Considerando le fonti attraverso cui i genitori si sono informati in funzione della scelta di sottoporre i figli alle vaccinazioni, il pediatra di libera scelta rappresenta la figura più consultata (54,8 per cento) in particolare dai genitori del Sud e Isole e tra i diplomati. Un'altra fonte di informazione che, dopo il pediatra, rappresenta la fonte più consultata è il Servizio vaccinale della ASL (37,5 per cento), un servizio cui si sono rivolti più frequentemente i genitori del Nord e i genitori con titolo di studio basso;
i genitori che ricorrono al web per acquisire informazioni sulla salute sono il 32,1 per cento del campione. Considerando i canali attraverso cui i genitori hanno reperito le informazioni online relative alla vaccinazione, si osserva il ruolo prevalente dell'informazione ufficiale, vale a dire quella proveniente da siti istituzionali che risulta quella più frequentemente consultata e indicata dal 40,6 per cento dei genitori, così come le informazioni provenienti da siti specializzati o scientifici (37,2 per cento). Guardando ai social media, i forum o blog (27,2 per cento) sembrano essere preferiti ai social network (16,1 per cento) per reperire questo tipo di informazioni. La consultazione delle sezioni di salute di quotidiani e riviste online risulta invece la pratica meno di diffusa e indicata dal 12,2 per cento dei rispondenti. Guardando ai contenuti delle informazioni che i rispondenti hanno rintracciato su internet, si tratta più frequentemente di informazioni sui rischi dei vaccini (46,7 per cento), e sono in particolare i genitori più giovani ad indicarne la presenza sul web. Più ridotta e pari al 26,8 per cento è la quota di genitori che rintraccia informazioni sui vantaggi dei vaccini, e prossime al 20 per cento sono le quote di intervistati che indicano d'aver trovato informazioni scientifiche sui vaccini o storie di casi che hanno subito effetti negativi dei vaccini”;
il calendario vaccinale in Italia prevede a 3 mesi di età la vaccinazione esavalente, tale vaccino comprende i vaccini contro la poliomielite, la difterite, il tetano, l'epatite B (obbligatorie) insieme a quelle contro la pertosse e l’haemophilus influenzae di tipo B (facoltative). In molte regioni è praticata in contemporanea la vaccinazione contro lo pneumococco (sono sette vaccini inoculazione). I richiami sono eseguiti a 5 mesi e a 11 mesi (siamo a 21 vaccinazioni, che diventano 22 se si decidesse di somministrare anche la vaccinazione antimeningococco). A 15 mesi viene consigliata l'immunizzazione contro morbillo, parotite, rosolia, e anche varicella (per ora tocchiamo quota 26, ma diventano 27 se si aggiunge la vaccinazione antinfluenzale). Con i richiami dei 6 anni (per poliomielite, difterite, tetano, pertosse, morbillo, parotite, rosolia) si arriva a 34 vaccinazioni, che possono diventare 36, a 12 anni (ancora difterite e tetano) o 38 se si accolgono i suggerimenti di un ulteriore richiamo per varicella e pertosse. Con il vaccino antipapillomavirus per le ragazze di 12 anni saranno 41 (sono 3 somministrazioni). Per toccare quota 42 basterà aspettare poco tempo: è alle porte il vaccino anti-rotavirus (diarrea infettiva). Nessuno studio scientifico può affermare che somministrare un numero così elevato di vaccinazioni ad un bambino, iniziando a tre mesi di età, non provochi delle profonde alterazioni dell'equilibrio immunitario, con il rischio di sviluppare malattie importanti e persistenti per tutta la vita;
la Corte Costituzionale con la sentenza n. 258 del 20-23 giugno 1994 ha infatti affermato che: «È necessario porre in essere una complessa e articolata normativa di carattere tecnico che individui esami chimico-clinici idonei a prevedere e prevenire possibili complicanze da vaccinazione»; la circolare ministeriale del 7 aprile 1999 ha decretato che non si prevedono esami chimico-clinici da eseguire prima della somministrazione dei vaccini;
con la legge 25 febbraio 1992, n. 210, recante «Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni, trasfusioni e somministrazione di emoderivati», il Parlamento, ammettendo una responsabilità pubblica, ha riconosciuto un sostegno economico a quei cittadini resi fisicamente o psichicamente menomati –:
se sia a conoscenza dei dati relativi l'andamento della copertura vaccinale dal 1997 ad oggi;
su quali dati scientifici sia stata stabilita la soglia del 95 per cento della copertura vaccinale;
quale sia la percentuale di pazienti effettivamente immunizzati o che comunque hanno un tasso anticorpale adeguato a renderli immuni dal contagio a seguito della vaccinazione per le seguenti patologie: pertosse, difterite, tetano, epatite B, poliomielite, haemophilus influenzae di tipo B e meningite da pneumococco;
se siano stati eseguiti studi sulle reazioni avverse ai vaccini e quali e come siano stai monitorati tali effetti e per quanti giorni successi all'inoculazione del vaccino;
quali siano i laboratori di ricerca che hanno eseguito tali studi;
quali siano gli studi clinici indipendenti sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini, e se essi siano sufficienti per formulare un giudizio obiettivo;
se siano disponibili dati scientifici sugli effetti a distanza di tempo delle numerose vaccinazioni oggi proposte ai bambini;
se esistano ampi studi clinici che confrontino lo stato di salute di bambini vaccinati e non vaccinati, e quali;
se siano eseguiti dalle strutture sanitarie competenti esami pre-vaccinali al fine di valutare lo stato di salute e l'eventuale immunizzazione già esistente rispetto alla vaccinazione richiesta, per tutti i pazienti ed in particolare per bambini e, nel caso siano previsti, quali siano;
se i genitori o tutori legali dei bambini sottoposti a vaccinazione possano segnalare, in modo diretto, gli eventi avversi registrati dopo l'inoculazione del vaccino, in caso affermativo, quale sia la procedura prevista per tale tipologia di segnalazioni;
quali siano e con quale frequenza si manifestino gli eventi avversi a seguito di vaccini esavalenti e meningite da pneumococco;
quali siano le percentuali di casi di malattia in Italia derivati dal vaccino e non dal virus selvaggio dal 1997 ad oggi;
quale sia il costo annuale per il Servizio sanitario nazionale dell'immunizzazione attraverso il vaccino esavalente e il costo della singola dose di vaccino esavalente;
se siano disponibili in commercio i vaccini singoli;
se sia disponibile in commercio il vaccino tetravalente obbligatorio per legge composto da difterite, poliomielite, tetano ed epatite B;
quale sia la curva di morbilità e di mortalità nel ventennio precedente all'introduzione del vaccino fino ad oggi delle seguenti malattie: pertosse; morbillo; tetano; poliomielite; epatite B; haemophilus influenzae di tipo B; meningite da pneumococco;
dopo l'introduzione del vaccino quanti casi di morbilità e mortalità siano stati registrati tra gli individui vaccinati e non per le seguenti patologie: pertosse; morbillo; tetano; poliomielite, epatite B; haemophilus influenzae di tipo B; meningite da pneumococco;
se esistano delle statistiche di morbilità e mortalità per i singoli vaccini esavalenti e per il vaccino per la meningite da pneumococco di tipo B divise per singole regioni;
quale sia l'esatta mappatura dei casi di contagio per i sei vaccini che compongono l'esavalente, più il vaccino per la meningite da pneumococco in Italia;
quale sia il numero totale delle posizioni/pratiche di indennizzo ex legge n. 210 del 1992 per danni da vaccinazioni obbligatorie attualmente gestite dalla competente direzione ministeriale attraverso la banca dati NSIS;
se la competente direzione ministeriale provveda alla catalogazione delle posizioni di indennizzo ex legge n. 210 del 1992 per danni da vaccinazioni obbligatorie anche in base alle patologie diagnosticate, in sede di verifica della Commissione medico-ospedaliera o in sede di ricorso ministeriale, al soggetto beneficiario dell'indennizzo e, in caso affermativo, se possa indicare quali esse siano e i relativi dati statistici;
quante domande di indennizzo ex legge n. 210 del 1992 per danni da vaccinazioni obbligatorie lo Stato abbia riconosciuto dall'entrata in vigore della legge ad oggi e per quale ammontare complessivo, quante siano state invece rigettate per mancato riscontro del nesso causale, e quante ancora siano al vaglio della competente direzione ministeriale;
quali siano e a quanto ammontino le attuali posizioni di bilancio destinate agli indennizzi nonché ai risarcimenti dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie ex legge n. 210 del 1992.
(2-01140) «Silvia Giordano, Colonnese, Grillo, Mantero, Baroni, Cecconi, Lorefice, Di Vita, Dall'Osso».