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Atto a cui si riferisce:
C.5/06730 è in costante crescita il mercato degli affitti brevi ovvero le locazioni per brevi periodi (a volte anche di una sola notte) di case o appartamenti e porzioni di esse, praticate dai...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 22 ottobre 2015
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-06730

Con il documento in esame, gli Onorevoli interroganti evidenziano che il mercato delle locazioni per brevi periodi, appartamenti e porzioni di esse, praticate dai proprietari in forma privata e non imprenditoriale negli ultimi anni risulta essere in forte espansione.
Sotto il profilo fiscale, i compensi derivanti devono essere indicati in dichiarazioni dei redditi e sottoposti a tassazione IRPEF e sulla base di quanto recentemente chiarito dall'Agenzia delle entrate è possibile per i contribuenti optare per il regime di imposta sostitutiva cosiddetto della cedolare secca di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23.
Pertanto, gli Onorevoli chiedono di conoscere il gettito derivante dalle locazioni in argomento in Italia e quali effetti finanziari in termini di gettito potrebbe derivare dall'applicazione di un'imposta sostitutiva del gettito delle persone fisiche nella misura fissa del 10 per cento del canone di locazione pattuito dalle parti ed, infine, se tale proposta di modifica normativa possa essere proficua in termini di maggiore gettito unitamente all'introduzione dell'obbligo per gli intermediari di operare una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta.
Al riguardo, sentiti gli Uffici dell'Amministrazione finanziaria, si rappresenta quanto segue.
I contratti di locazione di durata non superiore a trenta giorni non sono soggetti a registrazione in termine fisso, ma solo a registrazione in caso d'uso. Pertanto, i dati relativi a detti contratti non sono complessivamente rilevabili dalle procedure informatiche per la registrazione degli atti.
Ciò precisato, si segnala che dalle dichiarazioni dei redditi sono desumibili per ciascun immobile i dati relativi ai canoni complessivi di locazione, indipendentemente dal fatto che si tratti o meno di contratti di locazione di «breve» durata.
Deve, altresì, rilevarsi che nelle dichiarazioni dei redditi è presente solo il dato relativo agli estremi catastali degli immobili oggetto di contratti di locazione di durata non superiore a trenta giorni per i quali è stata esercitata l'opzione per l'applicazione della cedolare secca.
Pertanto, alla luce di quanto sopra precisato, i competenti Uffici dell'Amministrazione finanziaria riferiscono che i dati relativi al gettito delle locazioni non superiori a trenta giorni non sono estraibili né dalle informazioni rilevabili dalle procedure informatiche per la registrazione degli atti né dalle dichiarazioni dei redditi, le quali, ai fini della determinazione della base imponibile e delle conseguenti imposte, evidenziano gli elementi reddituali complessivi per singolo immobile.
In merito alla proposta normativa di applicare agli imponibili derivanti dalle locazioni brevi un'imposta sostitutiva del reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali locali nella misura del 10 per cento del canone di locazione, occorre osservare che la modifica normativa determinerebbe una perdita di gettito non quantificabile, in quanto, sulla base dei dati fiscali disponibili, come anzidetto non si ha contezza dell'ammontare dei redditi oggetto della prospettata agevolazione.
Deve, altresì, evidenziarsi che l'eventuale introduzione di un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali, nella misura fissa del 10 per cento è suscettibile di generare un'evidente disparità di trattamento fiscale tra fattispecie equivalenti, pur se con un ambito temporale differente – nello specifico, locazioni di durata inferiore o superiore a 30 giorni.
Infine, con riferimento alla richiesta di introduzione di nuovi obblighi in qualità di sostituto, d'imposta in capo a soggetti che si occupano di intermediazione immobiliare, l'Agenzia delle entrate segnala che, dal punto di vista gestionale, sussistono possibili criticità derivanti dalla circostanza che la gestione di piattaforme di intermediazione on-line potrebbe essere riconducibile a contribuenti non residenti.