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Atto a cui si riferisce:
C.5/06747 in data 2 marzo 2015, durante la messa in onda di un programma televisivo di informazione giornalistica (TG La7 delle ore 20.00), sono state rese pubbliche delle immagini riportanti i dati di...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 22 ottobre 2015
nell'allegato al bollettino in Commissione IV (Difesa)
5-06747

Nel caso in esame, secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica, la linea gerarchica ha valutato, secondo le vigenti disposizioni e nel libero esercizio della potestà discrezionale attribuita, se vi siano state azioni, manifestazioni o atteggiamenti incompatibili con i principi e i doveri che debbono informare la vita del militare.
Tanto premesso, si rileva preliminarmente che uno dei procedimenti disciplinari è stato sospeso in quanto l'interessato ha chiesto la proroga dei termini per integrare la difesa del militare.
Per ciò che riguarda gli altri due militari si rappresenta che uno dei due, in quel giorno presente nella sala operativa come «Controllore in addestramento», è stato sanzionato con due giorni di consegna di rigore ai sensi dell'articolo 1399 del Codice dell'ordinamento militare per aver violato:
il dovere di operare per assolvere i compiti istituzionali con senso di responsabilità e consapevole partecipazione;
la convinzione della necessità di adempiere integralmente ai doveri che derivano dalla condizione di militare;
la negligenza e l'omissione nell'espletamento di un servizio secondo le modalità prescritte.

L'altro militare presente nella sala in qualità di «Controllore di avvicinamento di sorveglianza radar terminale» nonché «responsabile operativo e disciplinare di turno» è stato invece sanzionato con cinque giorni di consegna di rigore ai sensi del medesimo articolo per aver violato:
inosservanza delle norme in tema di sicurezza e di prevenzione nell'ambito del proprio comando, ufficio, unità ed ente, avuto riguardo anche dell'entità del danno cagionato;
allontanamento, senza autorizzazione o in contrasto a una prescrizione, da luogo militare o durante il servizio;
senso di responsabilità;
servizi regolati da consegna;
doveri dei superiori;
doveri attinenti al giuramento e al grado.

Per completezza di trattazione va sottolineato che avverso il provvedimento i militari possono proporre ricorso gerarchico, giurisdizionale al TAR o straordinario al Presidente della Repubblica e che l'Amministrazione Difesa ha adottato un criterio graduale e proporzionale nell'irrogazione delle sanzioni in ragione anche della tipologia di incarico ricoperta.
Ciò in quanto la particolare natura e delicatezza dell'incarico richiedono la massima disciplina nella gestione delle attività di rispettiva competenza.
I procedimenti disciplinari in discussione, pertanto, risultano ancorati a legittimi presupposti di fatto e di diritto dal momento che le azioni poste in essere hanno trovato puntuale fondamento e riferimento nelle disposizioni legislative esistenti in materia e nei fatti accertati, risultando una diffusione di materiale video che – in presenza di una adeguata azione di vigilanza incombente sugli interessati – non si sarebbe diversamente verificata.
Al riguardo sembra superfluo sottolineare come questa diffusione sia risultata e risulti grave, costituendo una palese lesione di profili di sicurezza nazionale e di conseguente tutela finalizzata alla protezione di personalità particolarmente esposte al rischio quali, ad esempio, il Presidente del Consiglio dei ministri. Su questo tema, per ultimo, va ricordato che sono tuttora in corso indagini di polizia giudiziaria al fine di individuare i responsabili, a titolo doloso, della illecita divulgazione delle notizie in questione.