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Atto a cui si riferisce:
S.4/03865 FUCKSIA, SERRA, BLUNDO, GAETTI, CASTALDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che: la legge n. 2 del 9...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 098
all'Interrogazione 4-03865

Risposta. - Il 30 novembre 2010 fu convocata l'assemblea degli associati della SIAE e, per mancanza di quorum, la stessa assemblea fu convocata nuovamente il 20 dicembre, ma anche in questa seconda convocazione non fu possibile raggiungere il quorum minimo per il funzionamento. Nel frattempo, il 25 novembre, il presidente della SIAE, avvocato Giorgio Assumma, rassegnò le dimissioni dalla carica. Con nota prot. 677 del 14 gennaio 2011 il Ministero per i beni e le attività culturali, d'intesa con questo Dipartimento per l'informazione e l'editoria, invitò il sostituto del presidente a convocare per una terza volta l'assemblea degli associati, anche avvalendosi della procedura d'urgenza prevista dallo statuto allora vigente, per il 31 gennaio 2011, ma anche in quest'ultima occasione l'assemblea non si poté costituire per mancanza di quorum. La paralisi di questo vitale organo di gestione della società, oltre a causare grave nocumento alla regolare gestione della stessa, causò la mancata approvazione del bilancio preventivo 2011, un atto propedeutico all'attuazione del piano strategico 2010-2013, la cui adozione era considerata dal collegio dei revisori un atto indispensabile per un adeguato risanamento economico-finanziario della SIAE.

Stante tale situazione, il 17 febbraio 2011 fu avviato il procedimento di commissariamento della società. Dopo la fase di audizione di tutte le categorie di associati interessate e dopo il completamento delle altre fasi istruttorie, il 9 marzo 2011 il Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro per i beni culturali, emanò il decreto di commissariamento della società e contestualmente fu nominato commissario straordinario il dottor Gian Luigi Rondi, affiancato e coadiuvato dai subcommissari avvocato Mario Stella Richter e avvocato Domenico Luca Scordino. L'art. 1, comma 2, del decreto di nomina disponeva: "Il Commissario straordinario ha l'incarico di adottare gli atti necessari ed opportuni al fine di assicurare il risanamento finanziario e l'equilibrio economico gestionale della Società, nonché l'instaurarsi di una dialettica interna più equilibrata, anche attraverso l'introduzione delle modifiche statutarie idonee ad assicurare una effettiva rappresentatività in seno agli organi sociali della SIAE ai titolari dei diritti in rapporto ai relativi contributi economici, nonché attraverso eventuali altre modifiche che dovessero emergere come necessarie e idonee a garantire la funzionalità della Società, anche con riferimento alle modalità di costituzione e funzionamento degli organi deliberativi".

L'incarico di commissario straordinario è stato poi prorogato con i decreti del Presidente della Repubblica del 5 aprile 2012 e del 23 novembre 2012, per concludersi definitivamente con la convocazione della prima assemblea degli associati, in base al nuovo statuto, per il 1° marzo 2013. L'assemblea, regolarmente costituita, ha provveduto a nominare i nuovi organi di gestione e l'attività della SIAE è ricominciata secondo un regime ordinario basato su nuove regole, come meglio descritto in seguito.

Nel corso del periodo di commissariamento le amministrazioni vigilanti hanno monitorato l'attività della società, ottenendo riscontri conoscitivi, anche in riferimento all'attuazione di quanto prescritto. A titolo di esempio, sono state acquisite informazioni e relazioni in merito alle seguenti azioni poste in essere dalla società: approvazione di un nuovo modello di organizzazione, gestione e controllo ex decreto legislativo n. 231 del 2001, rispondente alle modifiche organizzative parallelamente attuate; revisione della disciplina dei compensi dovuti per le riunioni degli organi collegiali; conferimento di un incarico triennale di revisione di bilancio ad una primaria società di revisione contabile (PricewaterhouseCoopers SpA); conferma e avvio del piano strategico 2010-2013; approvazione del bilancio consuntivo 2010, che si è chiuso con un risultato negativo a causa di una generale politica di prudenza nella determinazione delle grandezze contabili; approvazione del bilancio preventivo 2011; avvio della razionalizzazione e contenimento delle posizioni dirigenziali, con relativa sottoscrizione di un nuovo contratto collettivo del personale dirigente; approvazione di procedure più rigorose per la selezione dei mandatari.

Infine le amministrazioni, a seguito di un'approfondita istruttoria, hanno proceduto all'approvazione del nuovo statuto, avvenuta con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 novembre 2012, su proposta del Ministro per i beni culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Sinteticamente, il nuovo statuto è intervenuto sulle seguenti materie: modifica della struttura degli organi societari, definizione dei compiti delle autorità di vigilanza, rimodulazione del sistema elettorale dell'assemblea degli associati, fissazione di regole più stringenti per la remunerazione degli organi sociali e, infine, è intervenuto sul funzionamento del fondo di solidarietà, ridefinendo le modalità di alimentazione e la natura delle prestazioni solidaristiche. Ogni considerazione di merito sull'adeguatezza dello statuto è stata espressa e ponderata dalle amministrazioni vigilanti, nonché dagli altri partecipanti al procedimento di approvazione, tenendo in considerazione l'esigenza di garantire un bilanciamento fra le garanzie poste a tutela degli aventi diritto e le prerogative di autonomia gestionale della società. Una volta emanato il provvedimento di approvazione dello statuto, quest'ultimo è diventato l'insieme di regole di gestione della società, nell'ambito delle quali eventuali ulteriori rilievi da parte delle amministrazioni vigilanti risulterebbero tardivi.

Con riferimento alla riorganizzazione del patrimonio immobiliare, si precisa che la vicenda esposta nell'interrogazione riguarda una complessa operazione condotta dalla gestione commissariale della SIAE nel corso degli esercizi 2011 e 2012, nell'intento di risanare la gestione del fondo pensioni e di ottimizzare al contempo la gestione del proprio patrimonio immobiliare, sia strumentale che abitativo.

In sintesi, dai documenti in possesso di questa amministrazione, risulta che tale operazione si è svolta nelle seguenti fasi: 1) l'istituzione di 2 fondi immobiliari, denominati "Aida" e "Norma", in cui sono confluiti la maggior parte degli immobili di proprietà SIAE. Le quote di "Aida", inizialmente di proprietà del fondo pensioni, sono state cedute a "Norma", di proprietà SIAE; 2) la sottoscrizione, da parte del fondo pensioni, di una polizza assicurativa con una primaria impresa di assicurazioni che, a fronte del pagamento di un premio unico, garantisse il pagamento delle prestazioni pensionistiche dovute, nonché il trasferimento in capo alla compagnia di assicurazione del rischio attuariale inerente a tali prestazioni; 3) il premio unico è stato versato dal fondo pensioni, utilizzando la liquidità ottenuta in parte dalla suddetta cessione delle quote di "Aida" e in parte da SIAE grazie all'utilizzo del fondo rischi di svalutazione fondo pensioni; 4) le somme versate da parte di "Norma" sono state ottenute da SIAE attraverso un'esposizione sul mercato creditizio.

In riferimento alla circostanza che nessuna delle suddette operazioni sia stata effettuata attraverso procedure di evidenza pubblica, si rappresenta il fatto che la SIAE non è da considerarsi compresa tra i soggetti di cui agli artt. 3 e 32 del decreto legislativo n. 163 del 2006 (codice dei contratti pubblici) in quanto, sostanzialmente, non gestisce denaro pubblico, se non in misura minoritaria per quanto riguarda le operazioni di riscossione di entrate di natura tributaria. Al riguardo, poiché tale questione è stata più volte posta all'attenzione delle amministrazioni vigilanti, giova citare il parere reso dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (oggi ANAC), prot. 0075288 del 16 luglio 2011, a relativo quesito posto dal Ministero per i beni culturali. L'Autorità afferma che "le circostanze incontestate che l'associazione alla SIAE è facoltativa e che non vi sia obbligo ex lege per gli autori di conferire mandato alla società medesima per l'esercizio dell'attività di intermediazione, essendo consentito esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti dalla l. n. 633/1941 (art. 180, comma 4 l. n. 633/1941), hanno portato a ritenere e inducono a confermare che sia la contribuzione degli associati sia le provvigioni versate alla società medesima sui compensi per l'utilizzazione delle opere tutelate, derivanti dall'attività di intermediazione, costituiscono ipotesi al di fuori di quelle in cui la giurisprudenza comunitaria ha ritenuto realizzato uno schema di finanziamento equiparabile al finanziamento pubblico ai fini che rilevano in questa sede, non trattandosi di erogazioni in denaro obbligatorie imposte dalla legge".

Per il quesito su quali misure di controllo il Governo abbia assunto o intenda assumere per accertare la correttezza e l'opportunità delle scelte di gestione compiute durante il commissariamento della SIAE e sanzionando le eventuali responsabilità emerse, si rappresenta quanto segue.

Questa amministrazione ha seguito la suddetta vicenda, nell'ambito dell'attività di vigilanza svolta congiuntamente alla Direzione generale delle biblioteche e istituti culturali del Ministero per i beni culturali. In particolare, con la nota citata, questa amministrazione ha richiesto al Ministero dell'economia, oltre al parere la cui risposta è stata parzialmente riportata, anche una valutazione tecnica rispetto alla delibera commissariale SIAE n. 102 del 13 dicembre 2011, riguardante l'operazione in questione. Il Ministero dell'economia ha rappresentato, fra l'altro, "l'esigenza che la SIAE sia invitata a fornire una dettagliata analisi prospettica dell'impatto economico dell'intera operazione sui bilanci d'esercizio interessati" ritenendo allo stesso tempo che "le scelte gestionali poste in essere dagli organi di amministrazione della SIAE non possano che essere assimilate alle scelte imprenditoriali riconducibili al rischio d'impresa i cui effetti positivi o negativi ricadono ovviamente sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale della SIAE".

L'intera operazione è stata altresì oggetto dell'attenzione del collegio dei revisori e della società di revisione di bilancio della SIAE. Dagli atti in possesso di questa amministrazione (si vedano i verbali del collegio dei revisori n. 2, n. 10 e n. 11 del 2012, n. 13 e n. 14 del 2013) risulta che il collegio dei revisori abbia chiesto e ottenuto dalla società ulteriori informazioni, rispetto all'operazione, e che non siano stati sollevati ulteriori rilievi all'approvazione dei rendiconti di gestione 2011 e 2012. In particolare, nel verbale n. 14 si afferma che "la garanzia della polizza assicurativa non comporta costi per la SIAE a condizione che le percentuali di rivalutazione delle pensioni non eccedano i rendimenti netti della gestione assicurativa".

Peraltro, l'attenzione da parte di questa amministrazione sul tema della gestione immobiliare da parte dei fondi immobiliari, e delle sue ricadute sui conti della controllante SIAE, non è mai venuta meno nel tempo, poiché sia in occasione del rendiconto di gestione 2013, che del bilancio di previsione 2015, con rispettive comunicazioni (DIE 12644 del 6 agosto 2014 e DIE 1066 del 22 gennaio 2015) è stato richiesto alla SIAE di fornire ulteriori informazioni rispetto agli incrementi della voce "fitti passivi" evidenziata in bilancio. In quest'ultima comunicazione, il Dipartimento scrive: "Con riferimento alla componente 'fitti passivi' della voce 'godimento beni di terzi', la politica di cessione degli immobili, messa in atto nel complesso delle operazioni per la creazione di fondi immobiliari, porta al conseguimento di plusvalenze una tantum sui beni ceduti a fronte di incrementi strutturali dei costi per fitti passivi. Per quest'ultima voce di costo è previsto per il 2015 un incremento del 5,5%, che fa seguito a quelli già di notevole consistenza realizzati negli scorsi anni. A tal proposito si ritiene che, compatibilmente con le obbligazioni già in essere, sia auspicabile che codesta Società ponga in essere ogni azione utile a realizzare il contenimento dei fitti passivi mediante iniziative di razionalizzazione degli spazi occupati dagli uffici a cui parallelamente si affianchino interventi tesi alla valorizzazione degli immobili, anche mediante locazione sul mercato, da attuarsi da parte del fondo Norma".

Si segnala, peraltro, che il periodo del commissariamento si è concluso definitivamente il 31 marzo 2013. Da quel momento la SIAE, oltre ad essere tornata nell'ambito dell'ordinaria gestione da parte dei propri organi di governo e controllo, si muove nell'ambito del nuovo statuto. L'attuale attività di vigilanza da parte delle amministrazioni competenti ha quindi ad oggetto il contesto societario così modificato.

Con riferimento alla possibilità di sanzionare le eventuali responsabilità emerse, si precisa che la normativa che disciplina l'esercizio dell'attività di vigilanza di questa amministrazione congiuntamente con il Ministero dei beni culturali (art. 1, comma 3 della legge n. 2 del 2008) non prevede poteri sanzionatori in capo alle amministrazioni vigilanti.

Per la domanda se non si ritenga di dover sollecitare all'attuale management della SIAE la pubblicazione dei bilanci pluriennali relativi ai 2 fondi immobiliari istituiti durante il commissariamento, si segnala che la SIAE non è tenuta alla loro pubblicazione, in quanto in base all'art. 28, comma 12, dello statuto, sono pubblicati sul sito della società i bilanci di previsione e i rendiconti di gestione, unitamente alle relazioni integrative o accompagnatorie, riferiti alla società e non alle consociate. Poiché il rendiconto di gestione, comprensivo del bilancio d'esercizio, è oggetto di approvazione da parte delle amministrazioni vigilanti, le stesse hanno in programma di chiedere alla SIAE copia dei bilanci pluriennali relativi ai 2 fondi immobiliari in occasione dell'istruttoria propedeutica all'approvazione del rendiconto di gestione 2014. Per maggiore completezza, si elenca la documentazione che, a norma di statuto, la SIAE è tenuta ad inviare alle amministrazioni vigilanti: i verbali del Collegio dei revisori (art. 20, comma 9); il rendiconto straordinario e il piano relativo alla ricostituzione della riserva permanente, in caso di sua riduzione al di sotto del limite di 10 milioni di euro (art. 25, comma 9); il bilancio di previsione della società (art. 27, comma 6); il rendiconto di gestione (bilancio consuntivo) per la relativa approvazione, entro 60 giorni dalla sua trasmissione da parte della società, fatta salva la sospensione del termine in caso di eventuali richieste di ulteriori elementi o informazioni (art. 28, comma 10); le contabilità analitiche relative alle 5 distinte sezioni in cui sono classificate le opere tutelate dalla SIAE (art. 30, comma 2); il regolamento del fondo di solidarietà a favore degli autori in situazione svantaggiata (art. 31, comma 5); il regolamento generale di organizzazione e funzionamento e del codice etico della società (art. 32, commi 1 e 2).

Per il quesito se non si consideri di dover verificare il valore attuale dei 2 fondi immobiliari ed i relativi costi di gestione anche al fine di appurare quali beni siano stati venduti, a quale prezzo e secondo quali criteri siano stati individuati gli acquirenti, si può affermare che dalla più recente documentazione in possesso di questa amministrazione (nota integrativa al bilancio dell'esercizio 2013), risulta un valore del fondo Norma pari a 164.609.996 euro; tale fondo ha generato un utile d'esercizio per 3,2 milioni di euro, che non è stato distribuito. Rispetto al valore del fondo Aida, poiché le sue quote sono attualmente nella disponibilità del fondo Norma, non se ne conosce l'ammontare.

Per il quesito se si intenda, nell'ambito delle proprie attribuzioni, assumere iniziative atte ad accertare se il sistema decisionale della SIAE garantisca adeguato spazio, nella gestione della governance, ai piccoli e medi autori, si richiama il fatto che, come accennato, il meccanismo di voto è regolato dallo statuto (art. 11) e dal regolamento elettorale della SIAE (quest'ultimo non sottoposto ad approvazione da parte delle amministrazioni vigilanti). Lo statuto ha previsto numerosi elementi di novità rispetto al sistema previgente, quali ad esempio: meccanismo di voto ponderato rispetto al valore dei diritti percepiti, mitigato da un limite massimo fisso; regolare costituzione dell'assemblea senza soglia di quorum; inammissibilità del voto segreto; limite massimo di deleghe per ogni rappresentante. In generale, nel corso del procedimento di approvazione dello statuto, questo Dipartimento non ha mancato di esprimere alcune perplessità sul meccanismo elettorale complessivo, sottolineando che una lista sostenuta da un numero limitato di associati, percettori di elevati importi per i diritti, può ottenere un determinante numero di rappresentanti all'interno del consiglio di sorveglianza. Al riguardo, in una visione prospettica, occorre ricordare che sulla materia della governance delle società di intermediazione del diritto d'autore è stata emanata la direttiva 20 4/26/UE "sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l'uso online nel mercato interno". La direttiva, che deve essere recepita entro il 10 aprile 2016, tra le disposizioni relative agli organi di gestione di dette società, all'art. 6, comma 3, dispone: "lo statuto di un organismo di gestione collettiva prevede adeguati ed efficaci meccanismi di partecipazione dei suoi membri al processo decisionale dell'organismo. La rappresentanza delle diverse categorie di membri nel processo decisionale deve essere equa ed equilibrata".

In linea generale, si ritiene di aggiungere alcune considerazioni rispetto al perimetro dell'attività di vigilanza sulla SIAE. Come è noto, tale attività è svolta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri congiuntamente con la Direzione generale biblioteche e istituti culturali, sentito il Ministero dell'economia per le materie di sua specifica competenza, ai sensi dell'art. 1, comma 3, della legge n. 2 del 2008.

Più volte si è presentata la questione se determinate attività della società vigilata fossero comprese nell'ambito della propria autonomia gestionale e strategica, o se fossero oggetto dell'attività di vigilanza svolta anche da questa amministrazione. Il punto è stato sottoposto all'autorevole attenzione del Ministero dell'economia, in quanto amministrazione competente ai sensi della legge, per le materie di sua specifica competenza, proprio con riferimento a una delle vicende oggetto dell'interrogazione, cioè quella riguardante la gestione del patrimonio immobiliare legata al salvataggio del fondo pensioni della SIAE. Con nota DIE 12793 del 2 agosto 2012, questa amministrazione ha chiesto al Ministero una valutazione tecnica sulla delibera commissariale n. 102 del 13 dicembre 2011, che prevedeva le operazioni immobiliari oggetto dell'interrogazione, nonché un parere "in merito alla circostanza se l'intera operazione (...) debba intendersi come sembra, una scelta strategica di gestione, riconducibile alla discrezionalità imprenditoriale del Commissario straordinario e connessa all'operato dello stesso in qualità di amministratore della società, o se, in considerazione dei potenziali riflessi delle suddette operazioni sul bilancio e sulla situazione economico finanziaria della SIAE, esse siano assoggettabili all'attività di vigilanza sull'Ente, prevista dall'articolo 1, comma 3 della legge 9 gennaio 2008, n. 2". Il Ministero ha risposto con nota 2 del 18 gennaio 2013, sostenendo, fra l'altro, che "l'intera operazione oggetto della delibera n. 102 possa considerarsi una mera attività strategica che la gestione commissariale, costituita con D.P.R. 9 marzo 2011, ha ritenuto di dover porre in essere per dare un definitivo assetto al Fondo Pensioni. (...) Parimenti riconducibile a tale attività strategica è da ritenersi la scelta della gestione commissariale di procedere ad una razionalizzazione anche del patrimonio immobiliare della SIAE, sia con riguardo ai beni strumentali sia a quelli non strumentali affidando la gestione di tali beni ad una società specializzata, con la finalità dichiarata di ottenere effetti positivi sul bilancio SIAE e rendere più efficiente il servizio agli associati. (...) In linea generale è da ritenersi che trattasi di ente che, in condizione di rilevante autonomia, cura la propria attività, che riveste anche un interesse pubblico per lo Stato, attraverso l'adozione di un modello organizzativo ritenuto idoneo per il perseguimento delle proprie finalità. (...) In tale contesto il regime derogatorio o privilegiato rispetto all'ordinario regime dell'attività di impresa viene previsto dal legislatore per assicurare il perseguimento di finalità di interesse pubblico attribuendo alla SIA E, ente pubblico economico, una posizione dominante nella intermediazione e gestione dei diritti d'autore".

LOTTI LUCA Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri

21/09/2015