• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11069 la legge n. 81 del 2014 ha stabilito il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) ed il conseguente trasferimento degli internati alle residenze per l'esecuzione della misura di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11069presentato daCAPELLI Robertotesto diMercoledì 11 novembre 2015, seduta n. 519

CAPELLI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
la legge n. 81 del 2014 ha stabilito il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) ed il conseguente trasferimento degli internati alle residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza (REMS);
in attuazione di quanto disposto dalla legge, il 24 febbraio 2015 la Conferenza unificata ha siglato un accordo con il quale si dispone che le assegnazioni e i trasferimenti degli internati delle REMS debbano essere effettuati sulla base del principio di territorialità;
detto principio, richiamato in premessa dell'accordo citato, impegna regioni e province a garantire l'accoglienza nelle proprie REMS di persone sottoposte a misura di sicurezza detentiva residenti nel proprio ambito territoriale regionale o provinciale;
l'articolo 1, comma 4, del suddetto accordo stabilisce che la territorialità si fondi sull'accertata residenza degli internati;
il titolo V della parte II della Costituzione ha introdotto espressamente (articolo 120, comma 2), il riferimento al principio di leale collaborazione nei rapporti tra Stato, regioni ed enti locali, mentre la Conferenza unificata è considerata sede privilegiata della negoziazione politica tra le amministrazioni centrali e quelle periferiche, all'interno della quale si esplica al meglio il citato principio di leale collaborazione;
detto principio non è stato, però, rispettato, dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) del Ministero della giustizia che ha deciso di inviare un internato che non risulta attualmente detenuto in Sardegna – Luigi Chiatti – nel REMS di Capoterra in Sardegna;
appare evidente all'interrogante che il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria abbia agito in contrasto con il detto principio di leale collaborazione, giacché ha effettuato assegnazione e trasferimenti degli internati alla EMS sarda ignorando il principio di territorialità sancito dal citato accordo del 24 febbraio 2015;
è singolare, tra l'altro, la spiegazione che il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha ritenuto di dare in replica ad una diffida per la violazione del principio di territorialità: «Tuttavia, con il venir meno della concreta disponibilità di posti letto presso le REMS attive e tenuto conto della mancata attivazione da parte di alcune Regioni delle strutture nel proprio territorio, questa Direzione Generale è stata costretta a designare, per l'assegnazione delle persone raggiunge da provvedimenti di applicazione di una misura di sicurezza detentiva, le strutture già attive nelle Regioni limitrofe (...)»;
il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria aggiunge inoltre che «la Regione Sardegna ha previsto un numero di posti letti insufficiente ad accogliere tutti i 10 pazienti con residenza nel proprio territorio di riferimento, ancora ospitati negli OPG, e che, pur riassegnando i due pazienti non residenti nella Regione Sardegna in strutture residenziali di altra Regione, la REMS di Capoterra non sarebbe comunque in grado di accogliere i propri pazienti (...)». Da che sembra dedursi che la REMS di Capoterra non è in grado di accogliere pazienti residenti in Sardegna, ma è in grado di accogliere un paziente proveniente da altra regione;
le risposte, a giudizio dell'interrogante illogiche, del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria mostrano, in realtà, un evidente imbarazzo nel giustificare una decisione che appare, invece, ingiustificabile –:
quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda intraprendere per evitare che l'accordo del 24 febbraio 2015 venga così clamorosamente disatteso da una struttura dello Stato centrale, che ad avviso dell'interrogante mostra di non aver compreso lo spirito di riforma del Titolo V della parte II della Costituzione, prediligendo una concezione verticale e gerarchica dei rapporti tra Stato, regioni ed enti locali che dovrebbe essere ormai «fuori gioco», vista l'introduzione del principio di leale collaborazione più volte ricordato. (4-11069)