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Atto a cui si riferisce:
C.4/06559 troppo frequentemente vengono approvati leggi e decreti-legge poi dichiarati incostituzionali. In materia sanitaria esemplare è il decreto-legge n. 98 del 6 luglio 2011, recante «Disposizioni...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Lunedì 22 giugno 2015
nell'allegato B della seduta n. 447
4-06559
presentata da
LOREFICE Marialucia

Risposta. — In tema di rivalutazione della componente dell'indennizzo denominata indennità integrativa speciale, a seguito della sentenza n. 293 del 2011 della Corte costituzionale – che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 11, commi 13 e 14, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, nella parte in cui prevedeva che «il comma 2 dell'articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210 e successive modificazioni si interpreta nel senso che la somma corrispondente all'importo dell'indennità integrativa speciale non è rivalutata secondo il tasso di inflazione» – il Ministero della salute ha provveduto all'adeguamento mensile dell'indennizzo vitalizio dei soggetti beneficiari della legge n. 210 del 1992 di competenza statale, a decorrere dal 1o gennaio 2012.
Sempre con riferimento ai danneggiati di competenza statale, al fine di provvedere al pagamento degli arretrati maturati a titolo di rivalutazione dell'indennità integrativa speciale, è stato predisposto un apposito progetto interdipartimentale. Si è pertanto provveduto al pagamento degli arretrati maturati a titolo di rivalutazione a circa 9.000 danneggiati di competenza statale, nei limiti della prescrizione decennale.
Nelle more dell'avvio del progetto, in tema di rivalutazione dell'indennità integrativa speciale è intervenuta la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 3 settembre 2013. Dal dispositivo di tale sentenza si evince che i destinatari della stessa sono tutti i beneficiari della legge 25 febbraio 1992, n. 210, anche nel caso che non abbiano instaurato alcun giudizio.
Conseguentemente a tale pronuncia, restano da corrispondere gli arretrati della rivalutazione per le pratiche di competenza delle regioni, dal momento che tutte le iniziative prese dal Ministero della salute hanno avuto riguardo esclusivamente alle posizioni di competenza statale.
Ad oggi resta al Ministero la sola competenza per le pratiche di indennizzo della regione Sicilia e per tutti i ruoli di indennizzo aperti prima del passaggio di competenze di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 maggio 2000, che ha trasferito alle regioni a statuto ordinario, a decorrere dal 2001, le funzioni e le risorse in materia di indennizzo. Allo stato attuale le regioni, ad eccezione della Calabria, hanno provveduto ad adeguare l'indennizzo, nella quasi totalità dal 1o gennaio 2012.
La conferenza delle regioni ha illustrato due ordini di problemi:
1) l'azzeramento, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 14, comma 2, della legge n. 122 del 2010 (decreto-legge n. 78/2010) a decorrere dall'anno 2012, delle risorse a regime per l'esercizio delle funzioni in materia di salute umana;
2) la necessità di ricevere risorse relative all'applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 293 del 7 novembre 2011.

In tema di risorse finanziarie, la legge n. 190 del 2014, articolo 186, comma 1, ha previsto che agli oneri finanziari derivati dalla corresponsione degli indennizzi erogati dalle regioni ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 maggio 2000, a decorrere dal 1o gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014, e degli oneri derivanti dal pagamento degli arretrati della rivalutazione dell'indennità integrativa speciale fino al 31 dicembre 2011, si provvede mediante l'attribuzione alle Regioni di un contributo (ripartito tra le regioni e le province autonome interessate), mediante un decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, da adottare, sentita la conferenza Stato-regioni, in proporzione al fabbisogno derivante dal numero degli indennizzi corrisposti dalle regioni, come comunicati dalla conferenza delle regioni entro il 31 gennaio 2015, previo riscontro del Ministero della salute.
Con tale norma si è provveduto a coprire gli oneri sostenuti dalle regioni per il periodo 1o gennaio 2012-31 dicembre 2014, e a mettere a disposizione delle stesse i finanziamenti necessari a garantire il pagamento degli arretrati per la rivalutazione dell'indennità integrativa speciale.
La conferenza Stato-regioni, nella seduta del 7 maggio 2015, ha dato parere favorevole sullo schema del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero della salute che, in attuazione della previsione di cui al comma 1, dell'articolo 186, della legge n. 190 del 2014, ripartisce il contributo tra le Regioni interessate in percentuale al numero di indennizzati delle medesime.
Detto contributo sarà ripartito in proporzione al fabbisogno relativo alle sue due componenti.
Per raggiungere l'obiettivo di garantire l'esecuzione della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 3 settembre 2013, sarà precisato nel decreto interministeriale che le regioni utilizzeranno annualmente il contributo, prioritariamente, almeno per una quota non inferiore al 50 per cento, per il pagamento degli arretrati della rivalutazione dell'indennità integrativa speciale di cui agli indennizzi previsti dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210.
La Ministra della salute: Beatrice Lorenzin.