• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00841 premesso che: circa 600 dipendenti delle università italiane sono inquadrati a tempo indeterminato come personale tecnico-amministrativo (di seguito indicato come PTA) e si trovano in...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00841presentato daCIVATI Giuseppetesto diGiovedì 12 novembre 2015, seduta n. 520

La VII Commissione,
premesso che:
circa 600 dipendenti delle università italiane sono inquadrati a tempo indeterminato come personale tecnico-amministrativo (di seguito indicato come PTA) e si trovano in una situazione di forte ambiguità riguardante la discrasia tra il loro ruolo e l'effettiva attività svolta;
si tratta di dipendenti in possesso di un'elevata formazione e di specifiche competenze nel campo della ricerca, testimoniate da numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, brevetti e partecipazioni a progetti di ricerca;
come conseguenza dell'attività di ricerca svolta, molti dei suddetti dipendenti hanno ottenuto l'abilitazione scientifica nazionale (di seguito indicata come «ASN») a posti di professore di I e II fascia e svolgono un'attività di formazione e tutoraggio;
nonostante le competenze e le attività illustrate in premessa, i 600 dipendenti delle università italiane sono equiparati al personale amministrativo, che ha funzioni e competenze molto diverse, equiparazione che impedisce loro di vedersi riconosciuto il proprio ruolo;
fino a qualche anno fa il quadro di riferimento normativo li aveva fortemente penalizzati, sul piano dell'attività sia di ricerca sia didattica dal momento che la loro partecipazione ai gruppi e ai progetti di ricerca sono state solo recentemente formalizzate dalla legge n. 240 del 2010 (articolo 18, comma 5, lettera e)), che ha anche rimosso il divieto di conferire incarichi di insegnamento al PTA, introdotto con la legge n. 230 del 2005 (articolo 1, comma 10);
il ruolo della suddetta categoria è stato più volte oggetto di rivalutazione:
il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (articolo 49 e 50) ha consentito l'inquadramento nella fascia dei professori associati del personale tecnico laureato che aveva maturato tre anni di attività di ricerca e di didattica. Coloro che non furono ritenuti idonei al concorso, sono attualmente parificati ai ricercatori a tempo indeterminato per quanto riguarda tutte le attività sia didattiche che di ricerca;
la legge n. 4 del 14 gennaio 1999 (articolo 1, comma 10) ha consentito l'inquadramento nel ruolo di ricercatore confermato di parte del personale tecnico vincitore di concorsi per posizioni professionali che prevedevano come requisito di accesso il diploma di laurea e in ruolo da tre anni. Questi requisiti però di fatto esclusero coloro che, pur essendo in possesso del diploma di laurea, erano entrati in ruolo mediante concorsi per il cui accesso non era prevista la laurea;
nessuna proposta di riforma dell'università attuata in anni recenti ha considerato l'opportunità di riqualificare il ruolo del PTA in possesso di specifiche competenze nel campo della ricerca come una delle misure volte al miglioramento dell'efficienza del sistema universitario e, se non verranno presi opportuni provvedimenti, l'attività svolta dai dipendenti universitari non potrà avere alcuna evoluzione, perché l'attività di ricerca svolta non viene adeguatamente valutata nelle progressioni all'interno della carriera di tecnico;
coloro che hanno conseguito l'ASN vengono difficilmente chiamati su posti da professore, nonostante l'articolo 18, comma 1, lettera b), della legge n. 240 del 2010, preveda per la chiamata dei professori l'ammissione al procedimento di studiosi in possesso dell'abilitazione per il settore concorsuale e per le funzioni oggetto del procedimento;
per l'accesso ai ruoli di professore di I e II fascia fino ad ora il PTA con ASN è stato discriminato rispetto ai ricercatori universitari a tempo indeterminato perché le procedure di chiamata possono essere utilizzate «per la chiamata nel ruolo di Professore di I e II fascia di professori di II fascia e ricercatori a tempo indeterminato in servizio nell'università medesima, che abbiano conseguito l'abilitazione scientifica di cui all'articolo 16» (articolo 24, comma 6, della legge n. 240 del 2010). Inoltre, per queste chiamate vengono destinati fondi appositi (decreto ministeriale 8 giugno 2015, n. 335, articolo 10), fatto salvo il 20 per cento dei posti riservati agli esterni;
coloro che non hanno conseguito l'ASN non vengono presi in considerazione per posizioni da ricercatore a tempo determinato di tipo b (di seguito indicati come RTDb), mentre a norma di legge l'ASN non è richiesta per diventare RTDb e la valutazione per il passaggio al ruolo di professore di II fascia avviene al termine del terzo anno di servizio come RTDb;
regolarizzare le loro posizioni consentirebbe un incremento del personale ufficialmente addetto alle attività didattiche e di ricerca delle università mediante la riqualificazione di personale in servizio a tempo indeterminato e già operante nel campo della ricerca e in attività formative e il costo di questi provvedimenti sarebbe quindi uguale alla sola differenza stipendiale tra la posizione attuale e la nuova posizione di RTDb/PA/tecnologo, in accordo con le esigenze di efficacia, efficienza e contenimento dei costi,

impegna il Governo:

ad assumere le iniziative di competenza per una valutazione e ad un conseguente inquadramento all'interno delle università sulla base delle competenze e dell'attività svolta dai dipendenti universitari facenti parte del personale tecnico-amministrativo (PTA);
ad assumere iniziative per delineare, per i dipendenti di cui sopra, un ruolo separato da quello amministrativo e analogo a quello del tecnologo già previsto per tutti gli enti di ricerca pubblici (CNR, INFN, INAF);
ad assumere iniziative per eliminare ogni discriminazione che attualmente impedisce ai dipendenti facenti parte del personale tecnico-amministrativo in possesso dell'ASN, ma che non è ricercatore universitario a tempo indeterminato, di accedere ai ruoli di professore di II fascia;
a prevedere opportune iniziative atte ad eliminare qualsiasi tipo di discriminazione che attualmente impedisce l'accesso alla posizione di RTDb a coloro che non hanno conseguito l'ASN.
(7-00841) «Civati, Segoni, Artini, Baldassarre, Barbanti, Bechis, Mucci, Prodani, Rizzetto, Turco».