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Atto a cui si riferisce:
S.4/02477 CENTINAIO - Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri - Premesso che: da quanto si apprende dalle notizie riportate dagli organi di stampa le forze dell'ordine hanno scoperto nel...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 086
all'Interrogazione 4-02477

Risposta. - Come riferito, il 29 giugno 2014 il personale del commissariato di pubblica sicurezza di Vigevano ha arrestato in flagranza di reato un cittadino egiziano, Ali Ali, per aver favorito e agevolato la permanenza nel territorio nazionale di alcuni connazionali: 3 maggiorenni e 10 minori. Questi ultimi sono stati affidati ai servizi sociali del Comune e collocati in strutture di accoglienza di Palestro (Pavia) e Cuneo, da dove 4 di loro si sono successivamente allontanati.

Nel corso delle indagini è emerso che gli stranieri, dopo essere sbarcati ad Augusta (Siracusa), avevano lasciato il centro di accoglienza per raggiungere in treno Milano. Da lì erano stati prelevati dal signor Ali, condotti a Vigevano e alloggiati in una casa abbandonata, utilizzata dall'indagato quale base logistica per la vicinanza con il capoluogo lombardo e punto di snodo del traffico di minori, o comunque giovani, egiziani. Il piano dell'organizzazione criminale egiziana prevedeva il loro successivo trasferimento verso la Germania.

L'arrestato, detenuto presso la casa circondariale di Pavia, era già noto alle forze di polizia, in quanto segnalato per inosservanza della normativa sull'immigrazione. Si è appreso, inoltre, che nei confronti di Ali e di altri soggetti di nazionalità egiziana la polizia tedesca sta svolgendo indagini per analoghi reati commessi recentemente in Germania.

Per ciò che concerne la tutela del minori stranieri non accompagnati, presso il Dipartimento della pubblica sicurezza è attivo un tavolo di lavoro interforze, in collaborazione con l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, con il compito di elaborare strategie di intervento finalizzate ad assicurare la tutela dei diritti dei minori, in applicazione di un apposito protocollo d'intesa siglato il 10 dicembre 2012.

Nell'ambito di tali attività, una delle priorità è costituita dal contrasto al traffico dei minori stranieri finalizzato allo sfruttamento del lavoro minorile nell'accattonaggio e nella prostituzione. Le vittime sono spesso reclutate da organizzazioni criminali che fanno parte di articolate strutture transnazionali, con basi operative nei Paesi di origine e diramazioni nei Paesi di destinazione. Pertanto, l'azione di contrasto richiede il massimo sviluppo della cooperazione tra gli Stati interessati dal fenomeno.

A tal fine, sono state avviate positive collaborazioni le autorità di polizia della Romania, dell'Albania, della Libia e della Nigeria. Grazie allo sviluppo di questa cooperazione, attraverso i canali Interpol e Europol, sono state realizzate diverse importanti operazioni.

Con riguardo, in particolare, al problema dell'allontanamento dei minori stranieri non accompagnati dalle strutture di accoglienza, si fa presente che in molti casi il fenomeno è connesso alla volontà del minore di proseguire il proprio percorso migratorio verso i Paesi del nord Europa in cui vivono familiari o amici. Per la realizzazione di tale progetto, il minore deve rendersi irreperibile prima della conclusione della procedura di identificazione, in modo da evitare il rischio, una volta raggiunto il Paese europeo obiettivo finale del suo viaggio, di essere rimandato in Italia, sulla base del principio della competenza del Paese di primo ingresso, sancito dal regolamento Dublino.

Per contrastare tale modus operandi, dal 1° gennaio 2014 sono state adottate apposite linee guida che impongono l'obbligatorietà della compilazione, da parte della Polizia di frontiera, di una scheda che accompagna il minore straniero dal suo arrivo in Italia per l'intero percorso di inserimento, nonché l'invio telematico della stessa scheda al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che la condivide con il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno.

Rimane comunque alto il rischio che il minore in fuga dalla struttura di accoglienza possa essere coinvolto in attività illecite, come sfruttamento, accattonaggio e lavoro nero. Per prevenire tale evenienza, l'ufficio del commissario straordinario del Governo per le persone scomparse ha da tempo avviato una serie di iniziative di approfondimento e collaborazione con altri enti, per uno specifico protocollo d'intesa sui minori stranieri scomparsi.

Per quanto riguarda, più in generale, la necessità di rispondere con una strategia comune all'emergenza migratoria nel Mediterraneo, si rileva che il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha adottato un'agenda di interventi, che costituisce una svolta politico-culturale per l'Unione e segna una tappa importante nell'assunzione di responsabilità dell'Europa rispetto al problema dell'immigrazione. Il documento, che accoglie molte delle proposte formulate dal Governo italiano in questi anni, prevede quali misure salienti da adottare, in parte immediatamente, in parte nei prossimi anni: la redistribuzione vincolante tra gli Stati membri dei richiedenti asilo già presenti in Europa o che vi entreranno in futuro; la ripartizione di circa 20.000 profughi attualmente dimoranti in campi di accoglienza all'estero; il potenziamento di Triton e Poseidon, le operazioni congiunte di sorveglianza delle frontiere dirette dall'Agenzia Frontex, per le quali verranno triplicate le dotazioni finanziarie e sarà allargato il raggio d'azione; l'impegno a proseguire il lavoro per un'operazione di polizia internazionale finalizzata alla distruzione dei barconi e al contrasto del traffico di esseri umani; il rafforzamento della collaborazione con i Paesi di origine e di transito dei migranti per gestire alla radice il problema migratorio, aiutando chi ha veramente diritto alla protezione internazionale e contrastando l'immigrazione irregolare anche attraverso più efficaci procedure di identificazione, fotosegnalamento e rimpatrio.

Con l'adozione dell'agenda, la Commissione europea ha esercitato il proprio potere di iniziativa. Competerà al Consiglio dei capi di Stato e di Governo del 25-26 giugno 2015 approvare definitivamente il documento, previo parere non vincolante del Parlamento europeo ed esame del Consiglio GAI.

Per quanto riguarda, infine, la necessità di sostenere lo sforzo dei Comuni impegnati nell'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, il Governo ha provveduto a costituire nel 2012 un apposito Fondo presso il Ministero del lavoro (decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012) con una dotazione finanziaria di 40 milioni di euro. Per evitare frammentazioni di competenze, è stato poi deciso di trasferire tale Fondo presso il Ministero dell'interno, con una dotazione aggiuntiva di 12,5 milioni di euro (legge di stabilità per il 2015).

Inoltre, in attuazione dell'intesa raggiunta in sede di Conferenza unificata il 10 luglio 2014, i minori stranieri non accompagnati, siano o meno richiedenti asilo, sono ora accolti nelle strutture dello Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), gestite dagli enti locali con il sostegno finanziario dello Stato. Peraltro, la capienza dello Sprar è stata più volte ampliata: i posti attualmente attivati sono 20.752 su tutto il territorio nazionale, di cui 849 destinati proprio ai minori stranieri non accompagnati. Ulteriori 1.000 posti per questi ultimi saranno disponibili a breve, in virtù di un bando di gara già registrato dalla Corte dei conti e in via di indizione.

Si ritiene che l'insieme di queste iniziative testimoni l'elevata attenzione verso il fenomeno, anche al fine di attenuarne l'impatto finanziario e le conseguenti ricadute sui bilanci comunali.

MANZIONE DOMENICO Sottosegretario di Stato per l'interno

22/05/2015