• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11176 secondo quanto riferito dai media locali e riportato dai cittadini dell'area della Val d'Agri (Potenza) e confermato da una nota stampa dell'ENI, in data 13 novembre 2015 verso le ore 9,30/9,45...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11176presentato daFOLINO Vincenzotesto diMercoledì 18 novembre 2015, seduta n. 524

FOLINO e PLACIDO. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
secondo quanto riferito dai media locali e riportato dai cittadini dell'area della Val d'Agri (Potenza) e confermato da una nota stampa dell'ENI, in data 13 novembre 2015 verso le ore 9,30/9,45 presso il COVA (Centro olii Val d'Agri) in località di Viggiano (Potenza), si è verificata un'anomalia alla fiaccola di sicurezza che ha generato una fiammata di dimensioni inusuali ben oltre i livelli medi, tanto da essere definita «impressionante». L'anomalia della fiamma pilota ha avuto una durata di circa 2 ore;
la nota stampa della compagnia Eni dichiara che l'innalzamento è stato provocato da un transitorio che si inserisce nell'ambito dell'attuale fase di «Tuning — Allineamento e Settaggio» del programma operativo di messa in marcia e successivamente a regime della V linea di trattamento gas del COVA, previsto dall'autorizzazione AIA. Eni ha tempestivamente attivato i canali di comunicazione previsti dalle procedure, informando tutti gli enti e le autorità interessate, a partire dai sindaci. Per limitare il fenomeno di visibilità, sono stati chiusi alcuni pozzi, con contestuale riduzione della produzione, e attualmente sono in corso le operazioni finalizzate a ripristinare il normale assetto produttivo dell'impianto. Eni evidenzia che il controllo costante e puntuale dei dati di monitoraggio della qualità dell'aria, acquisiti sia dalla centralina di proprietà Eni sia dalla rete ARPAB, non ha fatto registrare alcun superamento dei valori di legge, sia regionale che nazionale, per tutti i parametri normati;
nel comunicato dell'Eni non si fa riferimento a quali siano i pozzi interessati e chiusi per sicurezza per «limitare il fenomeno di visibilità» e se nelle comunicazioni siano state interessate regione Basilicata e l'UNMIG (ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse) indicando anche i motivi legati alla decisione di chiudere i pozzi e al relativo calo della produzione;
il ripetersi continuo e costante delle anomalie e delle fiammate oltre livelli medi delle anomalie ingenera nella popolazione preoccupazioni e stato di inquietudine perenne dovuti anche all'assenza di informazione istituzionale;
il più delle volte, infatti, le segnalazioni di anomalie avvengono esclusivamente dai cittadini residenti e dalle associazioni attive sul territorio;
il predetto scenario è duraturo e costante, secondo la OLA (Organizzazione lucana ambientalista) «continua a esserci una informazione poco chiara e trasparente sull'attività estrattiva e sulla sicurezza in Val d'Agri e sulle cosiddette “anomalie” che causerebbero le fiammate del centro olio con la chiusura dei pozzi che con molta probabilità emetterebbero quantitativi di gas eccessivi ed incontrollabili per poter essere gestiti dalle strumentazioni e dagli impianti»;
si registra il ripetuto mal funzionamento o funzionamento anomalo della V linea a gas del centro olio di Viggiano;
il provvedimento adottato dall'UNMIG e indicato in una nota nel settembre 2014 dall'assessore all'ambiente della regione Basilicata imponeva all'Eni di adeguare l'impianto visto il ripetersi delle fiammante e la conseguente preoccupazione della popolazione. Le due prescrizioni richiedevano all'Eni, infatti, «di trovare soluzioni rapide e contingenti volte a scongiurare nell'immediato ulteriori malfunzionamenti dell'impianto. Soluzioni che eliminino le cause dell'attivazione così frequente delle procedure di sicurezza che generano il fenomeno delle fiammate» — e continua la nota — «riprogettare complessivamente l'impianto, obiettivo l'autonomia energetica. Alcuni recenti malfunzionamenti del Cova sono stati causati proprio da banali blackout» –:
quali siano le informazioni e l'orientamento del Governo sui fatti esposti in premessa;
se le prescrizioni stabilite l'anno scorso dall'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse siano state rispettate;
se ci siano state nuove verifiche degli organi competenti nel valutare la sicurezza dell'impianto e dei processi al fine di scongiurare effetti di più grave portata per gli abitanti del territorio e i lavoratori del Centro;
quali iniziative si intendano porre in essere per limitare al massimo il perdurante stato di anomalia;
quali iniziative di comunicazione si intendano attivare per rendere più efficaci e trasparenti gli accadimenti all'interno del Centro Olii;
se l'ENI abbia in previsione un adeguamento tecnologico dell'impianto per minimizzare il più possibile l'impatto sull'ambiente circostante e sui rischi legati all'impianto. (4-11176)