• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11184 le vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vestici della fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo dal 2010 sono state oggetto negli anni di numerose polemiche, di svariate ricostruzioni...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11184presentato daRABINO Marianotesto diMercoledì 18 novembre 2015, seduta n. 524

RABINO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
le vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vestici della fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo dal 2010 sono state oggetto negli anni di numerose polemiche, di svariate ricostruzioni giornalistiche su testate nazionali e locali, nonché di molteplici iniziative parlamentari, alle quali non è seguito alcun provvedimento di ispezione effettiva da parte del Ministero dell'economia e delle finanze;
tali vicende hanno per oggetto gravi anomalie e irregolarità nella gestione a trattativa privata di una gara di appalto di lavori di ristrutturazione da parte della fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e pesanti ingerenze nella gestione del credito della partecipata Banca regionale europea;
la fondazione, dopo aver confermato nel febbraio 2010 la fiducia al presidente della partecipata, la revocava il mese successivo, dopo che il presidente non aveva accolto richieste di affidamento a favore di operatori vicini alla fondazione;
l'appalto, il cui valore è di circa 1.200.000 euro, risale al 2009 e si riferisce alla ristrutturazione di un centro convegni di proprietà della fondazione;
le irregolarità, emerse successivamente e documentate, a quanto consta all'interrogante sarebbero le seguenti:
a) i vertici della fondazione sono legati tra loro da numerosi e documentati rapporti di affari;
b) il titolare della ditta che si è aggiudicata l'appalto, Giuseppe Ferrero, era socio in affari, da prima, con il presidente del collegio sindacale della fondazione, Gian Luigi Gola; in base al codice etico della fondazione non avrebbe avuto titolo a partecipare alla gara. Lo stesso Ferrero era stato informato molti mesi prima dell'invito a partecipare, mentre la Fondazione sostiene che i partecipanti sarebbero stati scelti dai progettisti, tra i quali uno «storico» professionista di fiducia dell'impresa aggiudicataria;
c) non sarebbe stata data pubblicità alla gara, contravvenendo ad un preciso obbligo di legge;
d) non sarebbe stata chiamata alla gara una primaria azienda cuneese, leader nel settore delle ristrutturazioni di edifici storici, benché ne avesse fatto preventiva richiesta;
e) vi sarebbe stata dazione di denaro, sul conto dell'azienda del presidente della fondazione prima della stipulazione del contratto di appalto, avvenuta il 13 marzo 2009, e in tempi immediatamente successivi, da parte della società di Ferrero e Gola, per complessivi 200.000 euro;
f) il ribasso d'asta proposto da Ferrero ed accettato dalla fondazione è stato pari all'1,50 per cento, quando la media dei ribassi d'asta sul mercato della provincia di Cuneo è intorno al 20 per cento. La differenza è di circa 200.000 euro: è ipotizzabile un prezzo forse superiore a quello di mercato;
g) in data 5 maggio 2009 Ferrero e Gola venivano in aiuto dell'azienda del presidente della fondazione, Ezio Falco, Lineacomputer srl, in gravi difficoltà finanziarie, entrando a far parte della sua società e conferendovi l'importo di euro 196.000, a titolo di sovraprezzo quote, e circa 3.300 euro per nominali, pari al 33,3 per cento del capitale. Il tutto, quando i lavori erano da poco iniziati;
al riguardo, sono stati avviati procedimenti giudiziari nei confronti di alcuni soggetti ai vertici della fondazione, con le accuse di appropriazione indebita, falso ideologico, frode fiscale e ostacolo alle attività di vigilanza;
in risposta all'interrogazione n. 5-04156 del 26 novembre 2014 degli onorevoli Pesco e Dadone in merito alle citate anomalie nella gestione della fondazione CRC, in conseguenza delle quali si richiedeva un'attenta verifica delle condizioni esistenti dentro e intorno alla fondazione, in data 11 dicembre 2014 il sottosegretario Zanetti a nome del Governo ha comunicato che «al riguardo, l'autorità di vigilanza, oltre ad aver effettuato nel corso del 2012, per gli aspetti di competenza, un'attività di verifica nei confronti della fondazione medesima, ha costantemente posto attenzione alle segnalazioni nel tempo pervenute da più parti. In particolare, con riferimento alla vicenda inerente il contestato affidamento a trattativa privata, da pare della fondazione, di un appalto di lavori di ristrutturazione per oltre un milione di euro, l'autorità ha interessato di recente l'Ente su alcuni specifici aspetti rispetto ai quali si è in attesa di ricevere elementi di chiarimento.»;
il sottosegretario Zanetti ha inoltre fatto presente che, sulle vicende della fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo richiamati nell'interrogazione, legate all'appalto dei lavori e agli intrecci societari che hanno coinvolto alcuni suoi esponenti, l'autorità già nel 2012 ha comunicato ufficialmente alla fondazione, che «eventuali profili di illegalità circa i fatti contestati o eventuali altre ipotesi di reato possono essere acclarati solo dall'autorità giudiziaria e che, prima facie, gli intrecci societari in questione sembrano non configgere con le disposizioni in materia di incompatibilità e conflitti di interesse previsti per le fondazioni, né, d'altronde, risulta che abbiano portato danno alla fondazione medesima...»;
la risposta del Governo terminava con l'impegno dell'autorità di vigilanza ad assumere adeguate iniziative rientranti nella propria sfera di competenza, ivi compresa un'ulteriore attività di verifica, qualora dovessero emergere ulteriori profili di criticità;
in risposta all'interrogazione n. 3-01716 presentata il 16 dicembre 2014 dal senatore Marino, in cui si chiedeva al Ministro dell'economia e delle finanze quali iniziative erano state adottate sulla fondazione e quali azioni si intendeva tempestivamente avviare, anche attraverso specifiche ispezioni, il viceministro Casero in data 12 marzo 2015 faceva presente che «il Ministero medesimo ha costantemente monitorato la fondazione per quanto di sua competenza e sulla base delle segnalazioni pervenute» e assicurava che, «qualora dall'indagine giudiziaria incorso dovessero emergere elementi di interesse in relazione alla gestione della fondazione, saranno valutate le più opportune iniziative da adottare» –:
se risulti se ed in quali termini la fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo abbia risposto alla richiesta di chiarimenti da parte dell'autorità di vigilanza e se dalla eventuale risposta siano emersi elementi che abbiano indotto l'autorità di vigilanza ad assumere ulteriori iniziative;
se il Ministro non ritenga opportuno, in ogni caso, procedere, per quanto di competenza, ad effettive ispezioni e specifiche verifiche in loco, al fine di risolvere al più presto una vicenda che si protrae da anni e fornire risposte concrete ad una crescente domanda di chiarezza e trasparenza sull'operato della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo. (4-11184)