• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04858 DE POLI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che: sono molte le famiglie italiane che ricorrono a prestazioni lavorative a pagamento, ossia all'assistenza...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04858 presentata da ANTONIO DE POLI
venerdì 20 novembre 2015, seduta n.540

DE POLI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

sono molte le famiglie italiane che ricorrono a prestazioni lavorative a pagamento, ossia all'assistenza privata, mediante l'assunzione di collaboratrici e assistenti familiari, dedite alla cura degli anziani. Una catena globale della cura, questa, che coinvolge diversi soggetti;

secondo i dati dell'INPS, sulla base delle iscrizioni alla previdenza, ci sarebbero tra le 850 e le 900.000 badanti in Italia, ma le stime parlano di oltre un milione e mezzo. Di fatto non ci sono dati ufficiali attendibili sul numero esatto delle badanti ed assistenti familiari, in Italia, per evidenti convenienze economiche da entrambe le parti a stare nel sommerso: la mancanza di un contratto "libera le mani" e si preferisce un'assenza di diritti e doveri; inoltre, benché esistano formule contrattuali specifiche, che prevedono l'assunzione diretta da parte della famiglia, mediante il cosiddetto CCNL Colf e badanti o la somministrazione da parte di agenzie per il lavoro autorizzate all'attività interinale, si ricorre spesso a contratti a progetto, se non addirittura a formule anomale di lavoro autonomo, con apertura di partita IVA da parte della badante;

il lavoratore autonomo, così come definito dall'art. 222 del codice civile, è la persona che si impegna, in cambio di una somma di denaro, a realizzare un'opera o a svolgere dei servizi in favore di un soggetto datore di lavoro. Questo tipo di attività è caratterizzata da grande flessibilità ed autonomia nella scelta delle modalità e dei tempi di esecuzione, manca quindi quello che viene chiamato il cosiddetto vincolo di subordinazione, ovverosia la situazione del lavoratore che, nell'eseguire i propri compiti, è obbligato ad attenersi alle direttive del datore di lavoro. La flessibilità di questo tipo di rapporto di lavoro si presta a numerose distorsioni e, in particolare, permette in alcuni casi di mascherare un vero e proprio lavoro subordinato, con tanto di orari, sottoposizione a dei superiori e relative sanzioni, in caso di inosservanza delle direttive. Inoltre, i lavoratori a partita IVA sono obbligati a pagare autonomamente tasse e contributi, cosa che difficilmente questi soggetti, spesso stranieri, fanno con una perdita per le casse dello Stato e un danno per quei datori di lavoro inconsapevoli, che frequentemente vengono implicati in cause e vertenze di lavoro,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire per incrementare le attività ispettive, atte ad arginare tale diffusa pratica e promuovere, anche attraverso campagne di comunicazioni, la conoscenza dei diritti e dei doveri dei lavoratori e dei datori di lavoro e le implicazioni a cui potrebbero andare incontro assumendo atti illegittimi.

(4-04858)