• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00247 in data 4 giugno 2013, il Presidente del Consiglio Enrico Letta nominava per decreto 35 «saggi» – in seguito diventati 42 –, esperti di diritto pubblico e costituzionale comparato, ai fini...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00247presentato daLOMBARDI Robertatesto diMartedì 8 ottobre 2013, seduta n. 92

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro per le riforme costituzionali, per sapere – premesso che:
in data 4 giugno 2013, il Presidente del Consiglio Enrico Letta nominava per decreto 35 «saggi» – in seguito diventati 42 –, esperti di diritto pubblico e costituzionale comparato, ai fini dell'annunciata riforma della Costituzione;
cinque dei «saggi» risultano, nell'ambito dell'indagine avviata dal pubblico ministero di Bari Renato Nitti, in collaborazione con la Guardia di finanza, denunciati per associazione a delinquere, corruzione e falso ideologico, per aver pilotato, negli ultimi tre anni, concorsi per diventare professore in varie università italiane;
i «saggi» coinvolti risultano essere: il professor Augusto Barbera e il professor Giuseppe De Vergottini, dell'università di Bologna, la professoressa Carmela Salazar dell'università di Reggio Calabria, il professor Caravita di Toritto della Sapienza di Roma e la professoressa Lorenza Violini dell'università di Milano;
quest'ultima, nel dibattito intorno alla legge 7 aprile 2010, n. 51, si espresse in favore della norma istitutiva del legittimo impedimento a comparire in udienza di tipo speciale, applicabile unicamente al Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana;
la suddetta disposizione, sottoposta al vaglio di costituzionalità, è stata dichiarata illegittima dalla Consulta – in quanto violativa degli articoli 138 e 3 della Costituzione, quest'ultimo, in particolare, recante il principio fondamentale di uguaglianza tra i cittadini – nonché successivamente abrogata con il referendum del giugno 2011;
i professori De Vergottini e Caravita, insieme agli altri «saggi» Cerrina Feroni, Nicotra, Pitruzzella e Zanon, sono stati firmatari dell'appello a sostegno della legge n. 124 del 2008 – cosiddetto «lodo Alfano», anch'essa dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale;
si aggiunga, altresì, che i professori Caravita e De Vergottini sono autori di uno dei pareri pro veritate depositati in giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato in favore del ricorso esperito da Silvio Berlusconi dinanzi alla Corte di Strasburgo, circa l'inapplicabilità della legge Severino ai parlamentari condannati;
ad avviso degli interpellanti, tutte le sopraindicate vicende gettano un'ombra sulle personalità selezionate e scelte per un compito così delicato quale quello di riformare la Costituzione –:
se, al momento della nomina dei «saggi», fossero a conoscenza dell'impegno e del sostegno, personale e professionale, di alcuni di essi verso un leader politico;
se, al momento della nomina dei «saggi», fossero a conoscenza di indagini sui «saggi» che risultano, ora ufficialmente, coinvolti nell'indagine condotta a Bari;
se continuino a reputare affidabile e degna di credibilità una proposta di riforma costituzionale elaborata con il contributo di soggetti indagati per reati contro la pubblica amministrazione, contro l'ordine pubblico e contrari alla fede pubblica, quali quelli per cui sono indagati cinque dei «saggi».
(2-00247) «Lombardi, Dadone, Nuti, Dieni, Fraccaro, Toninelli, Cozzolino, D'Ambrosio».