• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00367 la legge 14 settembre 2011, n. 148, all'articolo 1, comma 2, ha previsto la delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione di una pluralità di uffici giudiziari su tutto il...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00367presentato daDI LELLO Marcotesto diMartedì 8 ottobre 2013, seduta n. 92

DI LELLO e DI GIOIA. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
la legge 14 settembre 2011, n. 148, all'articolo 1, comma 2, ha previsto la delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione di una pluralità di uffici giudiziari su tutto il territorio nazionale;
il Governo – come si legge nella Gazzetta ufficiale n. 216 del 16 settembre 2011 – ha il compito di «ridefinire, anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi, l'assetto territoriale degli uffici giudiziari secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell'indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, e del tasso d'impatto della criminalità organizzata, nonché della necessità di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane»;
i successivi decreti legislativi n. 155 del 2012 e n. 156 del 2012, recanti le disposizioni attuative sull'accorpamento dei tribunali, prevedono la soppressione di trentuno sedi di fori e delle relative procure della Repubblica; tra questi: Ariano Irpino, in provincia di Avellino, Sala Consilina, in provincia di Salerno, Melfi, in provincia di Potenza, Lucera, in provincia di Foggia, e Sulmona, in provincia dell'Aquila, nonché la soppressione di duecentoventi sezioni distaccate di tribunale ed infine la soppressione di seicentosessantasette sedi di giudice di pace;
per quanto concerne la soppressione del plesso di Ariano Irpino, necessaria secondo il Governo ai fini della spending review, questa danneggia fortemente i cittadini del circondario, in quanto saranno costretti a subire l'accentramento presso la città di Avellino dei servizi giudiziari prima esplicati in sede locale; saranno particolarmente gravose le difficoltà dei cittadini che vivono nelle zone montane, costretti nei mesi invernali a raggiungere Avellino attraverso strade non sempre praticabili;
la decisione, assunta dal precedente Governo, di un accorpamento del tribunale di Sala Consilina con quello, fuori regione, di Lagonegro penalizzerà certamente i vasti territori del Vallo di Diano e del Golfo di Policastro, che vivranno un forte disagio, dovendo effettuare lunghi spostamenti per vedere riconosciuti i propri diritti;
anche la soppressione del tribunale di Melfi risulta incomprensibile, stante il ruolo fondamentale che lo stesso svolge nel contrasto alla criminalità organizzata. La città di Melfi, infatti, possiede un carcere di terzo livello e la chiusura del tribunale e il suo accorpamento presso il tribunale di Potenza comporterà lo spostamento dei detenuti che dovrebbero essere scortati a Potenza in caso di udienza o interrogatorio, con un notevole aumento di costi, tra magistrati e polizia penitenziaria di scorta;
per quanto concerne, invece, la soppressione del tribunale di Lucera, baluardo indispensabile nella lotta alla criminalità organizzata, anche di stampo mafioso, si sta assistendo ad un serio e grave problema di funzionalità della giustizia, nonostante il lodevole impegno da parte sia delle forze dell'ordine che della magistratura, che stanno operando per far fronte alle difficoltà oggettive che tale accorpamento sta comportando;
in particolare, il tribunale di Foggia, già in difficoltà per la quantità di procedimenti pendenti e l'insufficienza degli apparati giudiziari del territorio, non può sopportare l'ulteriore sovraccarico di lavoro;
a differenza della soppressione dei tribunali sopra citati per i quali l'esecuzione è stata disposta entro il 13 settembre 2013, per i quattro tribunali abruzzesi l'esecuzione del provvedimento di soppressione è differita al settembre del 2015, in quanto, per gli effetti del sisma del 2009, le sedi dei tribunali accorpanti non erano e non sono ancora funzionali;
a Sulmona, da tempo, si stanno svolgendo numerose manifestazioni di protesta che hanno raccolto l'adesione della generalità delle cittadinanze e delle rappresentanze istituzionali dei comuni compresi nel territorio del suo tribunale, perché si ritiene che il tribunale peligno abbia in pieno i requisiti per dettare la sua sopravvivenza, sia per quanto riguarda il territorio (vastità del circondario e diffuse ed elevate altitudini), sia per quanto concerne la precarietà delle infrastrutture e dei servizi di collegamento dei suoi territori con il futuro tribunale accorpante dell'Aquila;
in tale zona è poi presente uno dei carceri di massima sicurezza d'Italia dove verranno ospitati solo detenuti AS1 e AS3 e collaboratori di giustizia e la cui capienza è già disposto che venga aumentata di altri 180 posti su 450 esistenti attualmente; il che comporterà evidenti problemi di sicurezza e di costi nei futuri collegamenti tra il penitenziario sulmonese e la sezione di sorveglianza del futuro tribunale accorpante dell'Aquila –:
quali iniziative il Ministro interrogato, alla luce delle considerazioni sopra esposte, che riguardano solo alcuni tribunali, ma che coinvolgono un elevato numero di cittadini e vasti ambiti territoriali, abbia intenzione di assumere al fine di rivedere il testo del decreto legislativo recante «Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero», in attuazione della legge 14 settembre 2011, n. 148, in modo da evitare la paralisi ed il mal funzionamento del sistema giudiziario del nostro Paese.
(3-00367)