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Atto a cui si riferisce:
C.5/02271 secondo l'ufficio studi di Confartigianato Liguria su dati Infocamere-Movimprese la demografia delle imprese artigiane nel 2013 è negativa in tutto il territorio nazionale (-1,94 per cento con...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 17 settembre 2015
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-02271

La crisi ed il conseguente fallimento del mercato finanziario hanno richiamato in causa il ruolo di un'industria competitiva e sostenibile come vero motore della crescita.
Per restituire all'industria questo ruolo, è necessario individuare alcuni orientamenti di sviluppo in cui le attività di ricerca e innovazione e lo sviluppo del capitale umano, attraverso l'utilizzo e la diffusione delle tecnologie abilitanti sono la precondizione e l'asse portante per la realizzazione ed il successo degli obiettivi che il Governo si è prefissato.
In tal senso, si sta definendo una strategia nazionale di ricerca ed innovazione, che permetta al Paese nel suo complesso di sfruttare l'opportunità del nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei per il 2014-2020, attivando azioni coordinate con le Regioni al fine di evitare sovrapposizioni e interventi frammentati.
Questa nuova impostazione prevede un nuovo ruolo dello Stato che deve attivarsi su alcune leve fondamentali quali:
una domanda pubblica e privata verso consumi coerenti con gli orientamenti precedentemente individuati anche attraverso forme avanzate di procurement innovativo. In tal senso ci siamo mossi attivando misure fiscali per le ristrutturazioni delle abitazioni o per gli investimenti delle imprese come nel caso del credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali, o il credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo;
la promozione di alcuni grandi programmi strategici di innovazione industriale;
una facilitazione nell'accesso al credito da parte del sistema produttivo; su questo versante il MISE è impegnato ormai da molto tempo a portare avanti le misure sui minibond a favore delle PMI, e ulteriori misure che permetteranno nei prossimi anni di accedere a fonti di finanziamento diverse da quelle attuali basate su un sistema banco-centrico;
nuovi strumenti per il sostegno ai processi di ristrutturazione industriale e nuovi modelli di intervento elaborati anche insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Ciò premesso ad oggi sono in corso le seguenti misure:
nell'ultimo anno è stata finanziata la nuova «Legge Sabatini» (per il periodo 2014 – 2016) che prevede un credito agevolato destinato a tutte le PMI per acquisti di beni tecnologici (impianti, macchinari a vocazione produttiva, beni strumentali di impresa, investimenti per hardware, software e tecnologie digitali);
la legge di Stabilità ha istituito un credito d'imposta al 25 per cento su investimenti incrementali in R&S nel quinquennio 2015-2019, riconosciuto fino a un massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario;
nel settembre del 2014 è stato pubblicato un bando del Fondo per la Crescita Sostenibile, finanziato con 300 milioni di euro per investimenti innovativi, che sostiene progetti di R&S di piccola e media dimensione nei settori tecnologici individuati da «Horizon 2020»;
sempre a valere sulle risorse del Fondo per la Crescita Sostenibile, il Ministero dello Sviluppo Economico ha destinato ulteriori 400 milioni di euro alle imprese che investono in progetti di Ricerca e Sviluppo (R&S), «ICT-Agenda digitale» e «Industria sostenibile».

Un accenno, infine, alle ulteriori novità introdotte recentemente:
sono state messe a punto le misure per sostenere la patrimonializzazione delle imprese, in particolare l'ACE (Aiuto per la Crescita) e la cosiddetta super ACE di cui potranno usufruire anche le società quotate in «sistemi multilaterali di negoziazione», con l'obiettivo di favorire la quotazione delle imprese;
è stata estesa anche alle PMI innovative la normativa di favore prevista per le startup.

Nello specifico di quanto richiesto dall'interrogante per la regione Liguria, l'impegno è stato quello di cercare di risolvere i casi di crisi industriale tra i quali voglio ricordare, seppure non sono ricomprese nel comparto delle micro imprese di cui ci si chiede, l'ILVA di Genova, la Piaggio Aero, L'Ericsson, l'Esaote ed altre.
Alla luce di quanto sopra, sicuramente il Ministero dello Sviluppo Economico è fortemente impegnato nell'attuazione di misure rivolte alla crescita economica, di cui la Liguria è parte integrante, nonché nella gestione degli effetti delle crisi a livello locale al fine di limitarne l'impatto a livello produttivo e occupazionale.