• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/05841    con la sentenza del tribunale, civile di Roma, n. 19437/10, veniva condannato il Ministero della difesa in solido con il Ministero dell'economia e delle finanze a risarcire la famiglia...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05841presentato daRIZZO Gianlucatesto diMartedì 23 giugno 2015, seduta n. 448

   RIZZO, LOREFICE, BASILIO, FRUSONE, PAOLO BERNINI, BARONI e DI VITA. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
   con la sentenza del tribunale, civile di Roma, n. 19437/10, veniva condannato il Ministero della difesa in solido con il Ministero dell'economia e delle finanze a risarcire la famiglia del caporal maggiore dell'Esercito in congedo A.D., deceduto a causa della sua esposizione all'uranio impoverito contenuto nei munizionamenti, durante la missione di pace in Kosovo cui ha partecipato tra il 27 novembre del 1997 e il 7 maggio del 1998; il militare è deceduto per una forma fulminante di leucemia nel 2007;
   il 20 maggio 2015, come si apprende da fonti giornalistiche, la prima pronuncia della corte d'appello di Roma, sui casi dei decessi legati all'uso dell'uranio impoverito in Kosovo ha confermato la condanna ai danni dello Stato, che dovrà risarcire euro 1.300.000 ai familiari del militare deceduto;
   la decisione della prima sezione civile della corte d'appello di Roma conferma «in termini di inequivoca certezza», «il nesso di causalità tra l'esposizione alle polveri di uranio impoverito e la patologia tumorale»;
   viene ulteriormente confermata, dalla sentenza di condanna ai danni del Ministero della difesa, la condotta dei vertici delle Forze armate per aver omesso di informare i soldati «circa lo specifico fattore di rischio connesso dall'esposizione all'uranio impoverito»;
   sono centinaia le vittime, nelle Forze armate italiane, derivanti dall'esposizione all'uranio impoverito in scenari di missioni internazionali di pace; sono tutte vittime che attendono di essere risarcite, come sancito dalla corte d'appello di Roma nel caso del caporal maggiore dell'Esercito A.D. –:
   per quali ragioni il Ministero non abbia ancora ottemperato alla sentenza di condanna al pagamento delle somme stabilite dall'autorità giudiziaria;
   per quale motivo si costringono gli interessati a proporre un altro ricorso per l'ottemperanza;
   quante siano le sentenze in esecuzione che non sono ancora state eseguite dal Ministero. (5-05841)