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Atto a cui si riferisce:
C.1/00203 premesso che: nelle scorse settimane le dichiarazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone, ex cassiere del clan dei Casalesi, rilasciate nel corso di alcune trasmissioni...



Atto Camera

Mozione 1-00203presentato daPICIERNO Pinatesto diMercoledì 9 ottobre 2013, seduta n. 93

La Camera,
premesso che:
nelle scorse settimane le dichiarazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone, ex cassiere del clan dei Casalesi, rilasciate nel corso di alcune trasmissioni televisive, concernenti lo sversamento e l'interramento illegale di rifiuti di ogni genere, anche tossici e nocivi, addirittura radioattivi, nel territorio campano e nel basso Lazio, hanno suscitato timore e sconcerto nelle popolazioni locali. In particolare, lo Schiavone racconta del sistema illecito dei rifiuti tossici, che proverrebbero dalle aziende del nord Italia, destinati all'interramento illegale nelle campagne campane. Le dichiarazioni del pentito sarebbero riscontrabili in numerosi atti giudiziari e alcune di esse sono contenute negli atti di un processo in corso in questi mesi, condotto dal pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Napoli Alessandro Milita;
molti siti interessati dagli sversamenti illegali, descritti e circostanziati dallo stesso Carmine Schiavone, si troverebbero in territori che vanno dal lungomare di Baia Domizia fino a Pozzuoli, a Casal di Principe – in questo caso il pentito fa specificamente riferimento ai terreni adiacenti il campo sportivo – a Castel Volturno, Santa Maria la Fossa e nel cosiddetto triangolo della morte, cioè quella vasta area tra le province di Napoli e Caserta che va da Caivano, dove nelle scorse settimane sono stati rinvenuti rifiuti pericolosi interrati in un campo adibito a coltura agricola, Afragola e Acerra fino al basso casertano;
in data 17 settembre 2013, a seguito di ispezioni in alcuni terreni nel comune di Casal di Principe, ordinate dai pubblici ministeri antimafia Giovanni Gonzo e Luigi Landolfi, i tecnici dell'Arpac e i vigili del fuoco di Caserta, in collaborazione con il nucleo operativo dei carabinieri di Casal di Principe, hanno scoperto resti di fusti in metallo e fanghi di presumibile natura industriale, altamente pericolosi, interrati a circa dieci metri di profondità. Peraltro, il terreno oggetto di scavi confinava con un altro terreno, già sequestrato, dove nel luglio 2011, su indicazione di un collaboratore di giustizia, furono ritrovati altri rifiuti industriali e tossici. Ulteriori operazioni di scavo sono attualmente in corso nella zona interessata per verificare la presenza di eventuali altri materiali pericolosi;
come riportato da Il Fatto quotidiano nell'articolo «Traffico di rifiuti, il boss pentito Carmine Schiavone: “Mie denunce inascoltate”», così come in interviste rilasciate a SkyTg24 e a Tv Luna 2, il boss pentito ha dichiarato che tutte le sue indicazioni circa date, luoghi e circostanze relative all'interramento di rifiuti tossici sarebbero state trascritte in numerosi verbali, anche della Commissione bicamerale d'inchiesta sui rifiuti, presieduta all'epoca da Massimo Scalia, senza che ad esse conseguisse alcuna operazione di bonifica. Anzi, da quanto risulta, le dichiarazioni rese da Schiavone nel 1997 davanti alla Commissione bicamerale d'inchiesta sui rifiuti, in cui sarebbero stati consegnati appunti e documenti con l'indicazione delle società coinvolte e dei luoghi degli smaltimenti illegali, furono secretate;
da quanto finora emerso, dunque, la portata devastante dal punto di vista ambientale derivante dallo smaltimento illegale di rifiuti tossici e pericolosi – la cui quantificazione, secondo anche l'ex pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Napoli, Raffaele Cantone, è di fatto impossibile – sarebbe stata nota a partire dagli anni Novanta, vale a dire da oltre venti anni, senza che alcuna iniziativa realmente efficace e sistemica, soprattutto di mappatura e di bonifica, fosse intrapresa;
peraltro, numerosi studi, tra questi quello commissariato dal dipartimento della protezione civile e predisposto dall'Organizzazione mondiale della sanità, dall'Istituto nazionale di sanità, dal Consiglio nazionale delle ricerche e dall'osservatorio epidemiologico della regione Campania o alcuni più recenti svolti dall'università di Napoli Federico II, hanno chiaramente stabilito il nesso che ci sarebbe tra l'incremento dei tumori in alcune aree della Campania e la presenza di discariche illegali e di rifiuti tossici interrati nella regione;
come confermato alla Camera dei deputati il 13 settembre 2013 dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando, la regione Campania con delibera di giunta regionale, pubblicata il 3 ottobre del 2011 nel BURC, ha effettuato, ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, una revisione e un aggiornamento del piano regionale di bonifica. Attualmente, conclusa la valutazione ambientale strategica, la proposta del piano regionale di bonifica è stata adottata in via definitiva dalla giunta campana con deliberazione n. 129 del 27 maggio del 2013 e trasmessa al Consiglio regionale per l'approvazione definitiva. Questo piano prevede tre diversi elenchi: l'anagrafe dei siti da bonificare; il censimento dei siti potenzialmente contaminati locali; il censimento dei siti potenzialmente contaminati, siti di interesse nazionale (SIN). Da quanto risulta, alcuni siti in precedenza di interesse nazionale (SIN) sono stati dichiarati siti da bonificare di interesse regionale (SIR), come la vasta area denominata «Litorale Domizio Flegreo ed Agro Aversano». I SIN rappresentano, ai sensi della normativa vigente, aree contaminate molto estese classificate più pericolose dallo Stato e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee, per evitare danni ambientali e sanitari. La regione Lazio, da parte sua, starebbe già mettendo in atto tutte le azioni volte al completamento dell'anagrafe dei siti inquinati e alla conseguente mappatura dei siti contaminati presenti nel territorio regionale, anche mediante una convenzione con il nucleo operativo ecologico dei carabinieri;
da quanto fin qui evidenziato, emerge un quadro desolante dietro cui appaiono ancora oscure le cause delle tante e inspiegabili omissioni sui necessari approfondimenti di mappatura dei siti e sulle mancate bonifiche, omissioni che continuano a perpetrarsi ancora oggi, senza che alcuna azione concreta, come si diceva di natura sistemica, venga intrapresa per porre fine ad uno scandalo immane in quella che potremmo definire, purtroppo, con specifico riferimento alla Campania, la terra di nessuno,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità, eventualmente con il coinvolgimento dell'Istituto superiore di sanità e del Consiglio nazionale delle ricerche, nonché dei competenti organi ed enti territoriali, di avviare un'indagine accurata sulla salubrità dei terreni, delle falde acquifere e dell'aria nelle aree più direttamente interessate dallo sversamento illegale di rifiuti tossici, e attualmente note, anche al fine di prevenire allarmismi generalizzati che possano danneggiare il settore agroalimentare campano, che rappresenta uno dei pilastri dell'economia regionale;
ad assumere le iniziative di competenza necessarie a favorire il completamento dell'anagrafe dei siti inquinati da bonificare, ai sensi dell'articolo 251 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e la conseguente mappatura dei siti contaminati nel territorio delle regioni Lazio e Campania;
ad accertare con il coinvolgimento dell'ISPRA, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, i danni ambientali cagionati dall'interramento illegale di rifiuti industriali e tossici nei terreni del basso Lazio e della Campania e ad attivare l'Avvocatura dello Stato affinché compia al più presto l'attività istruttoria per il procedimento di costituzione di parte civile ai sensi degli articoli 74 e seguenti del codice di procedura penale nei processi in corso per il relativo risarcimento dei danni;
a definire, a seguito delle operazioni di mappatura dei siti contaminati da sostanze tossiche e pericolose di interesse nazionale un piano di bonifiche nazionale, ai sensi dell'articolo 252, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
a valutare l'opportunità di reinserire l'area denominata «Litorale Domizio Flegreo ed Agro Aversano» e tutte le aree oggetto di interramento illegale di rifiuti tossici, come risultante dalle operazioni di mappatura di cui sopra, tra i siti di interesse nazionale (SIN), che la normativa citata dichiara «individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali», per facilitare le operazioni di bonifica, attribuendo al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare l'autorizzazione e il coordinamento di tutte le fasi procedimentali;
a considerare la possibilità di affidare l'eventuale monitoraggio in itinere dei risultati delle operazioni di bonifica all'ISPRA, ancorché nel rispetto dell'articolo 197, comma 1, lettera r), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non solo per verificare lo stato dei lavori realizzati e quelli da realizzarsi, ma anche per consentire, mediante un elevato supporto scientifico e di ricerca, l'implementazione di una rete che coinvolga autorità locali, procure competenti e soggetti a vario titolo interessati alla bonifica del territorio;
a vigilare, in collaborazione con le altre autorità competenti, a che i lavori eventualmente affidati a ditte specializzate nel settore non siano in alcun modo riconducibili, direttamente e indirettamente, a persone legate alla criminalità organizzata, scongiurando il rischio che a bonificare il territorio dai rifiuti tossici siano gli stessi soggetti che hanno deliberatamente avvelenato il basso Lazio e la Campania;
a quantificare le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione delle bonifiche dei siti contaminati dalle sostanze tossiche e pericolose, a programmare altresì un piano triennale di stanziamento di tali risorse, valutando anche la possibilità di utilizzare parte delle risorse del Fondo unico giustizia, e a destinare, infine, già a partire dalla legge di stabilità per l'anno 2014, una prima quota di risorse finanziarie per le operazioni di mappatura e di bonifica dei territori interessati dagli interramenti, aggiuntivi rispetto ai 282 milioni di risorse FAS stanziate nell'ambito dell'accordo di programma denominato Programma strategico per le compensazioni ambientali nella regione Campania del 18 luglio 2008, modificato l'8 aprile 2009.
(1-00203) «Picierno, Speranza, Epifani, Rosato, De Maria, Garavini, Mariastella Bianchi, Palma, Velo, Bratti, Losacco, Famiglietti, Salvatore Piccolo, Carbone, Manciulli, Marantelli, Mongiello, Garofani, Valiante, Paris, Chaouki, Rughetti, Sani, Manfredi».