• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02392 PETRAGLIA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della difesa - Premesso che: la normativa prevede che le locali autorità marittime si pongono quali autorità che...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02392 presentata da ALESSIA PETRAGLIA
martedì 24 novembre 2015, seduta n.541

PETRAGLIA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e della difesa - Premesso che:

la normativa prevede che le locali autorità marittime si pongono quali autorità che disciplinano e controllano le attività portuali, nonché dell'amministrazione del personale marittimo, poiché gli ormeggiatori, essendo giuridicamente inquadrati come categoria appartenente al personale addetto ai servizi portuali (ex art 116 codice della navigazione, di cui al regio decreto n. 327 del 1942), sono ovviamente inseriti e riconosciuti quale personale marittimo;

ai sensi dell'art. 14, comma 1-bis, della legge n. 84 del 1994, e successive modificazioni, il servizio di ormeggio è un servizio d'interesse generale atto a garantire nei porti la sicurezza della navigazione e dell'approdo. La sua natura di servizio d'interesse generale costituisce anche il fondamento delle norme in tema di accesso, organizzazione, obbligatorietà ed erogazione in applicazione degli articoli 208 e seguenti del regolamento di esecuzione del codice della navigazione (navigazione marittima) di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 1952, nonché delle circolari emanate in materia dal Ministero competente;

ai sensi dell'articolo 14, comma 1-ter, della legge n. 84 la disciplina e l'organizzazione del servizio sono stabilite dall'autorità marittima d'intesa con l'autorità portuale, acquisito il parere delle rappresentanze nazionali unitarie maggiormente rappresentative degli erogatori del servizio e degli utenti, anche al fine di garantire l'erogazione delle prestazioni secondo i criteri generali di prontezza, efficacia, efficienza ed economicità;

visto che:

attraverso l'ordinanza n. 28 del 2008 della Capitaneria di porto di Portoferraio (Livorno), recante "Regolamento per il servizio di ormeggio e disormeggio nei porti e nelle rade dell'isola d'Elba e Pianosa", è stato regolato il servizio di ormeggio e disormeggio nei vari porti dell'isola d'Elba. L'esecuzione delle operazioni è riservata agli ormeggiatori iscritti nel registro, costituito con provvedimento del comandante del porto ai sensi degli articoli 208 e 209 del regolamento attuativo del codice della navigazione, nel gruppo denominato "Gruppo ormeggiatori isola d'Elba". Tale modello di organizzazione è finalizzato all'assolvimento dei compiti demandati agli ormeggiatori dalle norme organizzative e regolamentari con il massimo d'efficienza, regolarità ed economicità, in coerenza con la tariffa omnicomprensiva di servizio del gruppo, amministrata dalla cooperativa in autogestione, ma stabilita dal Ministero;

il gruppo pertanto è lo strumento organizzativo unitario tenuto a prestare il servizio in ogni momento (24 ore al giorno per 365 giorni all'anno) a chiunque ne faccia richiesta e a prestare servizi di emergenza su disposizione e coordinamento dell'autorità marittima in caso di incidenti, incendi, allagamenti e in qualsiasi altra situazione di emergenza. L'esercizio dell'attività di ormeggiatore è incompatibile con qualsiasi altra professione o mestiere;

nel corso degli anni si sono verificati diversi episodi di conflitto sul luogo di lavoro tra i lavoratori del gruppo, la parte dirigente e la Capitaneria di porto;

considerato che:

il Tribunale di Livorno, sez. Lavoro, con la sentenza n. 85/10 del 27 gennaio 2010, in merito ad un ricorso di alcuni lavoratori contro il gruppo ormeggiatori barcaioli e battellieri isola d'Elba Scarl, inerente alla mancata applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ha confermato l'applicazione del contratto degli ormeggiatori e barcaioli dei porti italiani a partire dal 1° luglio 2006;

tale sentenza, tra l'altro, ha imposto al gruppo ormeggiatori barcaioli e battellieri isola d'Elba Scarl anche il risarcimento nei confronti dei lavoratori delle differenze retributive maturate dal 1° luglio 2006 fino alla data della sentenza, anche con riferimento agli infortuni ed alle malattie intervenute, ed al pagamento delle spese dei ricorrenti pari a 2.000 euro, più IVA e contributo alla Cassa previdenziale degli avvocati;

nonostante tale sentenza il gruppo continua, attraverso le decisioni del consiglio della cooperativa a non applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro, prevedendo ad esempio ogni 2 giorni di malattia e infortunio un giorno di penalizzazione e quindi con un trattamento non solo contrario alla norma ma anche di sfavore rispetto a quanto previsto dalla norma stessa nonché dalla giurisprudenza,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto descritto;

se risulti perché la Capitaneria di porto non sia ancora intervenuta in merito alla mancata applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, sia su ogni altra questione di tipo amministrativo riguardante gli ormeggiatori;

perché nel regolamento per il servizio di ormeggio e disormeggio nei porti e nelle rade dell'isola d'Elba e Pianosa (approvato con ordinanza n. 28 in data 2 aprile 2008 del capo del compartimento marittimo di Portoferraio), a differenza dell'ordinanza precedente, n. 123/96, non sia più prevista la presenza dei revisori dei conti all'interno del gruppo ormeggiatori barcaioli e battellieri isola d'Elba e Pianosa.

(3-02392)