• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11275 il 19 novembre 2015, il Museo civico di Verona, ospitato al Castello Scaligero, più conosciuto come Castelvecchio, e situato nel centro storico della città, è stato oggetto di un clamoroso...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11275presentato daFANTINATI Mattiatesto diMercoledì 25 novembre 2015, seduta n. 529

FANTINATI. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
il 19 novembre 2015, il Museo civico di Verona, ospitato al Castello Scaligero, più conosciuto come Castelvecchio, e situato nel centro storico della città, è stato oggetto di un clamoroso furto di opere d'arte di valore inestimabile;
sono diciassette i dipinti rubati: Madonna della quaglia del Pisanello, San Girolamo penitente di Jacopo Bellini, Sacra Famiglia con una santa di Andrea Mantegna, Ritratto di giovane con disegno infantile di Caroto, Ritratto di giovane monaco benedettino di Caroto, Madonna allattante di Jacopo Tintoretto, Trasporto dell'arca dell'alleanza di Jacopo Tintoretto, Banchetto di Baltassar di Jacopo Tintoretto, Sansone di Jacopo Tintoretto, Giudizio di Salomone di Jacopo Tintoretto, Ritratto maschile della cerchia di Jacopo Tintoretto, Ritratto di Marco Pasqualigo di Domenico Tintoretto, Ritratto di ammiraglio veneziano della Bottega di Domenico Tintoretto, Dama delle licnidi di Peter Paul Rubens, Paesaggio di Hans de Jode, Porto di mare di Hans de Jode, Ritratto di Girolamo Pompei di, Giovanni Benini;
quello del 19 novembre, come scritto da alcuni giornali veronesi «rischia di passare alla storia come il più clamoroso furto di opere d'arte degli ultimi cento anni»;
il danno all'arte «è immenso», ha commentato la direttrice di Castelvecchio, Paola Marini, secondo la quale il valore dei quadri sottratti si aggira sui 15 milioni di euro;
secondo le prime ricostruzioni, tre malviventi, incappucciati, vestiti di nero e con le armi in pugno, hanno atteso che si avvicinasse l'orario di chiusura del museo e, poco prima delle 20, sono entrati in azione, con le sale aperte ma senza alcun visitatore, sapendo, evidentemente, che il sistema d'allarme sui quadri, in particolare i sensori volumetrici collegati con la centrale operativa dell'istituto di vigilanza, non erano ancora stati attivati;
la banda è entrata da una porta laterale (priva di allarme) e una volta all'interno hanno immobilizzato e disarmato l'unica guardia giurata in servizio; mentre due componenti della banda si sono fatti portare dal vigilante della Secure Italia nelle sale in cui erano esposte le opere, il terzo ha tenuto sotto la minaccia di una pistola la cassiera, che era stata anche legata e imbavagliata con nastro adesivo;
per fare razzia dei dipinti esposti, i malviventi – alla cassiera sono parsi stranieri per qualche parola che si sono lasciati sfuggire – hanno impiegato poco più di un'ora; quindi hanno caricato i quadri – alcune tele sono state arrotolate altre no – e sono fuggiti utilizzando l'auto della vigilanza privata;
all'agenzia di stampa Ansa, la direttrice Marini ha rivelato un altro particolare: il danneggiamento di una tavola di Giulio Licinio, «Conversione di Saulo» «Era vicino ai quadri del Tintoretto – ha spiegato – non è grave, sarà facilmente restaurabile. Dimostra però la brutalità con cui queste persone hanno agito»;
ha destato sorpresa l'apparente facilità con cui è stata compiuto uno dei furti più gravi della storia dell'arte italiana, in pieno centro storico, fuggendo senza essere visti, se non dalle telecamere di sicurezza;
su queste immagini stanno lavorando polizia e carabinieri per dare un volto ai componenti della banda;
l'autorità giudiziaria ha delegato anche il nucleo tutela patrimonio artistico dell'Arma a seguire le indagini sulla rapina, della quale si occupa la squadra mobile di Verona;
tra le ipotesi investigative più probabili sembrano esserci quella del furto su commissione o per riscatto;
a cinque giorni dal furto, non è giunto alcun commento dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, che proprio il 19 novembre, al Quirinale, è intervenuto all'inaugurazione di una mostra dedicata a due opere rubate e recuperate dai carabinieri –:
quali iniziative necessarie ed urgenti s'intendano adottare al fine di sollecitare una ridefinizione delle funzioni e del ruolo del personale addetto alla sorveglianza nei musei italiani che garantisca una più efficace azione di repressione dei furti o di altri reati commessi;
se le tele trafugate, di enorme valore artistico e patrimoniale, fossero coperte da assicurazione contro il furto;
quali iniziative s'intendano porre in essere per evitare il ripetersi di analoghi episodi in futuro. (4-11275)