• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01015/050 premesso che: l'articolo 48 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, ha inserito l'articolo 29-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001, rubricato "Mobilità intercompartimentale",...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1015/50 presentato da ENRICO BUEMI
giovedì 10 ottobre 2013, seduta n. 123

Il Senato,
premesso che:
l'articolo 48 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, ha inserito l'articolo 29-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001, rubricato "Mobilità intercompartimentale", che recita: "1. Al fine di favorire i processi di mobilità fra i comparti di contrattazione del personale delle pubbliche amministrazioni, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e rinnovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, sentite le Organizzazioni sindacali è definita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, una tabella di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione.";
la giurisprudenza (TAR Sardegna sentenza n. 4 del 9 gennaio 2013, che cita Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, 30 ottobre 2008, ordinanza n. 26021) è orientata a considerare la procedura di mobilità esterna o intercompartimentale (articolo 29-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001), non una mera cessione del contratto di lavoro, ma una vera e propria novazione oggettiva del rapporto, per cui si verifica la costituzione, presso la nuova amministrazione, di un nuovo contratto di lavoro. Inoltre, la mancata adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri quale normativa generale ed astratta comporta caso per caso una procedura selettiva pubblica con una valutazione comparativa dei candidati, seppure limitatamente ai titoli ulteriori rispetto a quelli necessari per l'ammissione, con un giudizio conclusivo finalizzato a verificare la professionalit
à del candidato in relazione alle funzioni del ruolo da ricoprire. Si tratta di elementi che appesantiscono la procedura, rendendola meno funzionale allo scopo che deve conseguire,
considerato che:
sarebbe necessario aprire una "finestra di opportunità", fino a quando, cioè, non sarà emanata una tabella di equiparazione tra tutte le pubbliche amministrazioni: in via transitoria, la mobilità intercompartimentale è anche interregionale e rifluisce nelle procedure di cui alla cessione di contratto (che evitano il procedimento selettivo ulteriormente comparativo, mantenendo la continuità del rapporto di lavoro con il settore pubblico). Si rammenta, infatti, che l'articolo 49 del decreto legislativo n. 150 del 2009 ha sostituito il comma 1 del citato articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001, che recita: "1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. Le amministrazioni devono in ogni caso rendere pubbliche le disponibilità dei posti in organico da ricoprire attraverso passaggio diretto di personale da altre amministrazioni, fissando preventivamente i criteri di scelta. Il trasferimento è disposto previo parere favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato sulla base della professionalità in possesso del dipendente in relazione al posto ricoperto o da ricoprire". E, a seguire, è stato inserito il comma 1-bis, che recita: "Fermo restando quanto previsto al comma 2, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e previa intesa con la Conferenza unificata, sentite le confederazioni sindacali rappresentative, sono disposte le misure per agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, per garantire l'esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico.";
tali procedure sarebbero accelerate - nella vigenza del suddetto periodo transitorio - dall'introduzione dell'obbligo di pronuncia della pubblica amministrazione di appartenenza, sulla domanda di trasferimento, entro trenta giorni dalla data di ricezione della domanda. L'unico requisito ulteriore è che si tratti di un trasferimento non solo tra comparti diversi della pubblica amministrazione, ma anche tra regioni diverse, nel senso di favorire un riavvicinamento volontario al luogo di nascita o a quello in cui il coniuge è residente (fermo restando il divieto, per i tre anni successivi all'accoglimento della domanda, di trasferirsi al di fuori del territorio regionale),
impegna il Governo a valutare la possibilità di varare immediate disposizioni al fine di consentire al personale della pubblica amministrazione di partecipare alla mobilità tra le pubbliche amministrazioni prevista dall'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dagli articoli 48 e 49 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, che ha introdotto delle novità in materia di mobilità tra le pubbliche amministrazioni.
(numerazione resoconto Senato G3.102)
(9/1015/50)
BUEMI, LONGO FAUSTO GUILHERME, ZIN, BERGER, FRAVEZZI, LANIECE