• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01194 il 16 settembre 2013 l'Associazione bancaria italiana (ABI), dopo aver illustrato le condizioni economiche di scenario delle banche italiane, ha comunicato, con sua lettera raccomandata a/r...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01194presentato daCIVATI Giuseppetesto diVenerdì 11 ottobre 2013, seduta n. 95

CIVATI e CINZIA MARIA FONTANA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
il 16 settembre 2013 l'Associazione bancaria italiana (ABI), dopo aver illustrato le condizioni economiche di scenario delle banche italiane, ha comunicato, con sua lettera raccomandata a/r firmata dal direttore generale Giovanni Sabatini, ai seguenti sindacati Dircredito-FD, Sinfub, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cigl, Ugl-Credito, Uilca, Unità Sindacale Falcri Silcea la disdetta unilaterale del contratto nazionale di lavoro per i dirigenti dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali;
tale contratto, siglato il 29 febbraio 2012 e in scadenza il 30 giugno 2014, avrebbe portato a un aumento medio del trattamento economico pari ad almeno 170 euro a regime per il triennio 2012-2014, e che, a seguito di discussioni molto animate nelle assemblee dei lavoratori, aveva trovato l'approvazione da quasi il 60 per cento dei lavoratori;
la disdetta unilaterale da parte di ABI è avvenuta con un anticipo di ben 10 mesi rispetto alla scadenza del contratto stesso, bloccando gli aumenti contrattuali automatici;
nella lettera firmata dal direttore generale Sabatini, a seguito di una descrizione delle condizioni di scenario del comparto, si fa esplicito riferimento ad uno scenario che potrebbe portare a riduzioni del personale, descrivendo una situazione in cui «le banche si trovano [...] a dover gestire gli addetti in eccedenza, con una vita lavorativa che si è nel frattempo allungata per effetto della riforma delle pensioni, e le cui competenze e professionalità non risultano più coerenti con l'attuale modo di fare banca», senza ipotizzare alcun percorso alternativo di riqualificazione professionale;
i sindacati hanno sottolineato come le banche siano già intervenute sul costo del personale tagliando, dal 2008 al 2012, nel complesso, 28.500 posti di lavoro e altri 40.000 sono stimati dai sindacati per i prossimi due anni;
la disdetta unilaterale, nelle intenzioni di ABI, ha la finalità, utilizzando le parole del direttore generale Sabatini, di «favorire il più ampio, consapevole e approfondito contraddittorio tra le Parti sociali» ma, allo stesso tempo, mette in discussione in maniera unilaterale una storia fatta di relazioni dialettiche che hanno permesso di costruire posizioni condivise anche nelle occasioni di maggiore criticità;
la disdetta del contratto nazionale apre a scenari inesplorati per il settore, non escludendo la possibilità di tendere a modelli di contrattazione che escludano modelli su scala nazionale per approdare a modelli su scala aziendale;
la disdetta unilaterale da parte di ABI rischia di mettere a repentaglio il futuro del Fondo di solidarietà di settore, poiché segna un brusco rallentamento nella trattativa che avrebbe dovuto affrontare l'armonizzazione del Fondo stesso, e che avrebbe dovuto concludersi entro la scadenza imposta dalla legge (31 ottobre 2013). In assenza di tale accordo la categoria corre il rischio di non poter essere garantita dagli ammortizzatori sociali che in questi anni hanno permesso di fare fronte a processi di ristrutturazione, senza oneri a carico dello Stato;
la disdetta unilaterale da parte di ABI del contratto collettivo nazionale di lavoro firmato a inizio 2012 pone nuovamente in risalto le criticità che gravano sul rapporto tra salario e occupazione nel nostro Paese –:
se, alla luce di quanto sopra illustrato, il Governo non intenda assumere iniziative necessarie a garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori, sanciti nella nostra Carta costituzionale, interessati dalla disdetta unilaterale da parte di ABI del CCNL per i dirigenti e i dipendenti delle imprese creditizie, finanziarie e strumentali, firmato nel febbraio 2012, al fine di scongiurare una drammatica, dolorosa e copiosa perdita di posti di lavoro. (5-01194)