• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02613-B/012    premesso che:     i firmatari del presente atto hanno mosso e muovono tuttora profonde critiche al nuovo impianto ordinamentale, rilevano che nella riforma sono state...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02613-B/012presentato daFRACCARO Riccardotesto diGiovedì 3 dicembre 2015, seduta n. 535

   La Camera,
   premesso che:
    i firmatari del presente atto hanno mosso e muovono tuttora profonde critiche al nuovo impianto ordinamentale, rilevano che nella riforma sono state introdotte innovazioni in relazione all'istituto del referendum abrogativo di cui all'articolo 75 e in particolare prevedendo che «la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi»;
    gli squilibri che si sono determinati a favore di una concentrazione di poteri nell'Esecutivo, sia a causa di specifiche previsioni nel procedimento legislativo e nel rapporto tra lo Stato e le regioni, sia a causa della contestuale riforma elettorale che di fatto porta a far coincidere con il capo politico dell'unica lista a cui viene attribuita un'ampia maggioranza di seggi nell'unica Camera politica, richiedono che un riequilibrio rispetto a questi attraverso l'intervento diretto del corpo elettorale;
    la riforma, pur avendo di fatto ridotto il quorum di validità per il referendum abrogativo non lo ha abolito, e lo ha ridotto nel solo caso in cui i promotori abbiano raccolto un numero di firme considerevolmente più elevato rispetto a quello tradizionalmente previsto;
    non vi è stato intervento su un altro punto essenziale per il corretto esercizio della democrazia diretta nelle forme di cui al referendum abrogativo, ovvero la possibilità, sovente verificatasi nella prassi, di dichiarazione di inammissibilità dell'iniziativa a seguito della relativa pronuncia della Corte costituzionale;
    tale possibilità è conseguenza di una giurisprudenza ondivaga rispetto alla quale appare scarso il controllo e la prevedibilità da parte dei promotori dell'iniziativa referendaria;
    le risorse da impiegare per raggiungere il più elevato numero di firme indurranno prevedibilmente, in caso di dichiarazione di inammissibilità, ad una maggiore frustrazione da parte dei promotori dell'iniziativa, dei cittadini firmatari e delle forze politiche e sociali a sostegno dell'iniziativa, la quale potrebbe delegittimare la Corte costituzionale e il suo ruolo essenziale,

impegna il Governo

ad adottare misure idonee ad assicurare, a fronte di una iniziativa referendaria sostenuta dall'elevato numero di firme richieste dalla riforma, l'istituzione di strutture di supporto per la formulazione di quesiti e/o per la formulazione di pareri sull'ammissibilità degli stessi, che siano messi a disposizione dei Comitati di promotori di referendum abrogativi ai sensi del riformato articolo 75, al fine di migliorare quanto più possibile dal punto di vista tecnico-formale il testo dei medesimi, riducendo il rischio di possibili dichiarazioni di inammissibilità.
9/2613-B/12. Fraccaro, Toninelli, Cozzolino, Dadone, Nuti, D'Ambrosio, Dieni, Nesci, Cecconi.