• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11345    il decreto n. 82 del 2011 regolamenta la gestione dei pneumatici fuori uso al fine di ottimizzare il recupero, prevenire la formazione di rifiuti e tutelare l'ambiente;    ad...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11345presentato daREALACCI Ermetetesto diMercoledì 2 dicembre 2015, seduta n. 534

   REALACCI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
   il decreto n. 82 del 2011 regolamenta la gestione dei pneumatici fuori uso al fine di ottimizzare il recupero, prevenire la formazione di rifiuti e tutelare l'ambiente;
   ad oggi i produttori, secondo il quadro normativo ed operativo vigente, devono: dichiarare i quantitativi immessi di pneumatici nuovi sul mercato nazionale; raccogliere e gestire il 90 per cento in peso della quantità di quella immessa; raccogliere presso tutti i punti di generazione di PFU a livello nazionale; rendicontare la gestione entro il 31 maggio di ogni anno (la gestione non deve essere a scopo di lucro); destinare gli avanzi di gestione al ritiro di depositi di PFU abbandonati (anche detti stock storici) e contribuire alla gestione dei PFU derivanti da demolitori (ACI PFU);
   si evidenzia, che in un quadro generale piuttosto positivo che ha consentito in questi anni il recupero di ingenti quantità di pneumatici, sono state osservate alcune anomalie. Tra queste anomalie si sottolinea la mancanza di trasparenza in quanto alcuni soggetti operanti nel settore:
    a) non paiono essere iscritti a Consorzi;
    b) non paiono aver presentato domanda di gestione diretta al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;
    c) paiono applicare gli eco-contributi (solitamente un mix di quelli più bassi di ogni categoria) senza aver sottoposto al Ministero modalità di calcolo e determinazione;
    d) non paiono applicare il contributo ambientale per i PFU;
    e) non effettuano attività di raccolta diffusa, ma solo locale;
    f) non contribuiscono alla gestione PFU derivanti dai veicoli a fine vita gestiti da ACI;
   inoltre, si lamenta l'assenza di un database in cui siano raccolti le informazioni sui depositi di PFU abbandonati presenti in Italia, la cui bonifica è demandata ai Consorzi di produttori e importatori;
   in queste settimane ci sono stati degli incontri tra il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e le associazioni di categoria con lo scopo di verificare la possibilità di una revisione o aggiornamento della normativa sugli PFU –:
   se non intenda, nell'ambito della revisione e dell'aggiornamento della normativa e delle procedure nel settore dei pneumatici fuori uso, assumere iniziative per:
    a) istituire un registro nazionale dei produttori (semplice elenco on line), nel quale pubblicare i nominativi dei soggetti iscritti in forma individuale o associata in modo che il mercato diventi trasparente e si autoregoli e che i consumatori possano contattare e scegliere tra i vari soggetti obbligati alla raccolta e verificare l'entità dell'eco contributo nonché l'effettiva attività svolta, al fine di garantire che i soggetti preposti al controllo beneficino di trasparenza e facilità di verifica in merito alla rendicontazione;
    b) ribadire l'obbligo di raccolta PFU a livello nazionale o almeno (nel caso di sistemi individuali) in tutte le regioni in cui vengono venduti pneumatici ai propri clienti, così evitando che a fronte di contributo identico a quello dei consorzi nazionali alcuni operatori raccolgano soltanto in zone limitrofe alla sede, a discapito di chi deve effettivamente coprire il territorio;
    c) creare un database dei depositi abbandonati di PFU a cui i sistemi possano attingere per estrapolare le informazioni sui depositi e coordinare meglio gli interventi di raccolta straordinaria che già svolgono. (4-11345)