• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02166 la regione Piemonte è una delle zone geografiche di maggior produzione vitivinicola nell'intera Unione europea, con oltre 46.000 ha vitati e 2.300.000 ettolitri di vino prodotti nel solo anno...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02166presentato daCOSTA Enricotesto diMartedì 15 ottobre 2013, seduta n. 97

COSTA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
la regione Piemonte è una delle zone geografiche di maggior produzione vitivinicola nell'intera Unione europea, con oltre 46.000 ha vitati e 2.300.000 ettolitri di vino prodotti nel solo anno 2012;
il numero delle DOC e DOCG risulta essere, rispettivamente, di 42 e 16 vitigni, un record assoluto nel panorama nazionale ed internazionale, a conferma della grande tradizione — storica, oltre che economica — del settore vitivinicolo piemontese;
il 35 per cento della produzione vinicola piemontese è destinato all’export, garantendo a tale settore il primato nel quadro economico regionale;
negli ultimi mesi si sono verificate numerose ispezioni, da parte dell'Ispettorato controllo qualità dei prodotti agroalimentari, miranti a garantire l'applicazione delle infinite disposizioni the regolano il settore;
oggetto di contestazione sono state, soprattutto, le informazioni aggiuntive apposte in etichetta. Tali informazioni, presenti in etichetta ormai da molti anni, sono utilizzate dalle aziende per permettere il diffondersi tra i consumatori di un'educazione al vino ed al bere responsabilmente e consapevolmente, oltre che per tutelare, anche sotto il profilo storico, il territorio di provenienza di grandi cru come Barolo e Barbaresco;
la normativa italiana in materia, peraltro, è estremamente più restrittiva rispetto alle normative comunitarie, che permettono di inserire anche ulteriori indicazioni utili al consumatore;
tutti gli altri Paesi europei, quindi, operano in un regime di maggior liberalità, liberando i propri produttori da un apparato burocratico che, al contrario, ostacola i produttori italiani che si ritrovano a competere in un mercato globale con questo deficit comunicativo;
questo atteggiamento da parte delle autorità, seppure supportato dalla legge, ha permesso l'elevazione di numerose pesanti sanzioni, senza offrire ai produttori — almeno a coloro i quali abbiano sbagliato in buona fede — la possibilità di modificare e correggere entro breve tempo le etichette errate;
il citato atteggiamento sanzionatorio giunge in un periodo economico particolarmente difficile e va esattamente nella direzione opposta ad una logica di collaborazione tra lo Stato e le Imprese, che mai come ora hanno la necessità di collaborare;
se, da un lato, tali controlli sono giusti e corretti per garantire allo stesso settore vitivinicolo quella trasparenza che, talvolta, negli ultimi anni è venuta a mancare, dall'altro non possono prescindere dalla tradizione e dalle consuetudini che hanno permesso a questo importante settore dell'economia regionale e nazionale di essere traino, anche in un periodo di depressione dei consumi –:
se ritenga di svolgere un monitoraggio in ordine a quanto esposto in premessa e, più in generale, rispetto all'attività dell'ispettorato;
se non intenda avviare un confronto con i produttori, le associazioni di categoria e le istituzioni locali per avviare un approfondimento finalizzato a correggere eventuali anomalie normative presenti nel nostro ordinamento. (4-02166)