• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00431 RUVOLO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, della salute e dello sviluppo economico - Premesso che: la normativa italiana in materia di produzione e commercio...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00431 presentata da GIUSEPPE RUVOLO
martedì 15 ottobre 2013, seduta n.125

RUVOLO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, della salute e dello sviluppo economico - Premesso che:

la normativa italiana in materia di produzione e commercio delle bibite analcoliche gassate e non gassate confezionate in recipienti chiusi si basa sul decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1958, n. 719. All'articolo 4 si stabilisce che le bibite analcoliche vendute con il nome di frutta a succo (tra cui anche gli agrumi, arancio, limone e mandarino e simili) o recanti denominazioni che al frutto si richiamino, devono essere preparate con il succo di cui alla denominazione. Già tale norma stabiliva che le bibite dovessero avere, "per ogni 100 cc", un contenuto di succo naturale non inferiore a 12 grammi o della quantità equivalente di succo concentrato liofilizzato o sciroppato;

la successiva legge n. 286 del 1961, recante "Disciplina delle bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia", stabilisce all'articolo 1 che tali bevande il cui gusto e aroma fondamentale deriva dal loro contenuto di essenze di agrumi non possano essere colorate se non contengano anche succo di agrumi in misura non inferiore al 12 per cento;

da ultimo l'articolo 8 del decreto-legge n. 158 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012, ha stabilito, al comma 16 che "Le bibite analcoliche di cui all'articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1958, n. 719, e successive modificazioni, devono essere commercializzate con un contenuto di succo naturale non inferiore al 20 per cento";

il comma 16-bis ha esteso l'innalzamento della soglia al 20 per cento anche in relazione alla legge n. 286 del 1961 sulle bevande con denominazione di fantasia;

il comma 16-ter ha peraltro chiarito che "Le disposizioni di cui ai commi 16 e 16-bis si applicano a decorrere dal nono mese successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, previo perfezionamento, con esito positivo, della procedura di notifica di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998. Le bevande prive del contenuto minimo obbligatorio ai sensi dei commi 16 e 16-bis, prodotte prima della data di inizio dell'efficacia delle disposizioni di cui ai medesimi commi 16 e 16-bis, stabilita ai sensi del precedente periodo, possono essere commercializzate entro gli otto mesi successivi a tale data";

tale ultima prescrizione in ordine alle modalità di notifica dalle autorità italiane alla Commissione europea secondo le procedure relative alle norme e regolamentazioni tecniche è stata oggetto di rilievi da parte delle competenti Istituzioni europee in relazione al mancato rispetto della tempistica e con motivazioni in merito alla normativa vigente a livello di Unione europea;

in particolare, sono stati avanzati dubbi sul rispetto della direttiva 98/34/CE, del principio della libera circolazione delle merci e della direttiva 2001/112/CE;

la direttiva 2001/112/CE è stata da ultimo modificata dalla direttiva 2012/12/UE concernente i succhi di frutta e altri prodotti analoghi destinati all'alimentazione umana e reca prescrizioni volte a uniformare le procedure sugli ingredienti, i trattamenti e le sostanze autorizzate;

rilevato quindi che:

la normativa vigente a livello nazionale e di Unione europea ha un diretto impatto sul comparto economico della produzione degli agrumi, comparto di particolare rilevanza in alcune regioni italiane tra cui la Sicilia;

risulta che l'innalzamento della soglia percentuale sul contenuto di succo naturale di arancia e altri agrumi contenuta nel decreto-legge n. 158 del 2012 non sia stato effettivamente applicato, stanti i dubbi esistenti sulla compatibilità delle disposizioni nazionali con la normativa europea;

peraltro, tale soglia più alta si inquadra nell'ambito di un provvedimento che introduce norme in materia di sicurezza alimentare e di bevande in un'ottica di promozione dello sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute, come esplicitato dal titolo stesso del provvedimento d'urgenza,

si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere, a livello interno e presso le competenti istituzioni dell'Unione europea, per giungere a una definizione della materia che contemperi le esigenze di rispetto delle procedure stabilite in sede di Unione europea, scongiurando eventuali procedure contenziose con la Commissione europea, con le istanze di tutela della salute dei consumatori e di sostegno economico all'importante comparto della produzione di agrumi in Italia.

(3-00431)