• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00189    udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sulla riunione del Consiglio europeo dei 17 e 18 dicembre 2015;    premesso che:     gli attentati...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00189presentato daCIRIELLI Edmondotesto diMercoledì 16 dicembre 2015, seduta n. 537

   La Camera,
   udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sulla riunione del Consiglio europeo dei 17 e 18 dicembre 2015;
   premesso che:
    gli attentati di Parigi hanno messo in evidenza i rischi derivanti dall'impegno nella lotta al fondamentalismo islamico cui si trova esposta l'Europa;
    l'innalzamento dei livelli di sicurezza nel nostro Paese è un primo passo doveroso ma non esaustivo dell'impegno che l'Italia deve assumere nel contrasto al terrorismo di matrice islamica;
    in questo ambito appare di particolare rilievo la nostra posizione nello scenario internazionale e nelle iniziative di stabilizzazione che si stanno adottando al fine di tentare di risolvere le crisi istituzionali e sociali che stanno devastando numerosi Paesi;
    per quanto attiene al tema delle migrazioni, a partire dalla scorsa estate le rotte del Mediterraneo orientale e quella del cosiddetto corridoio balcanico hanno creato una pressione senza precedenti per Paesi come Grecia e Ungheria, confrontando con l'emergenza immigrazione anche Paesi dell'Unione che sin qui non si erano mai trovati direttamente interessati dalla questione;
    il coinvolgimento di un maggior numero di paesi dell'Unione nella gestione dell'emergenza immigrazione ha messo in luce la diversità di approccio da parte dei singoli Stati membri e ha determinato, da parte di alcuni di essi, la disapplicazione di regole, e trattati;
    le precedenti riunioni del Consiglio europeo, con riferimento al tema delle migrazioni hanno messo in luce la necessità di agire in particolare su tre aspetti chiave, individuati nelle procedure di ricollocazione e reinsediamento, in quelle relative al rimpatrio, riammissione e reintegrazione, e nelle politiche relative alla cooperazione con i paesi di origine e di transito;
    in merito alla tematica dei rimpatri il Consiglio europeo ha definito una politica per i migranti che non sono legittimati ad entrare nell'Unione, è stata sottolineata l'esigenza di accelerare i negoziati sulla riammissione con i paesi di origine e di transito, e si è concordato di rafforzare i poteri di Frontex per contribuire al rimpatrio dei migranti illegali;
    ciononostante in Italia gli stranieri entrati illegalmente e rimpatriati ammontano a poche migliaia a fronte di quasi centomila ingressi nei primi mesi di quest'anno;
    nello scorso mese di giugno il Consiglio europeo ha approvato la creazione di strutture hot spot («punti di crisi») negli Stati membri maggiormente interessati dall'afflusso di migranti, al fine di garantire la loro registrazione e identificazione;
    secondo quanto decise dalla nuova Agenda europea sulle migrazioni in questi centri si dovrà procedere, entro tre giorni dall'arrivo dei migranti, a verificare se questi potranno presentare la domanda di protezione internazionale o se dovranno essere avviate procedure di espulsione e rimpatrio;
    proprio ieri, 15 dicembre, il primo vicepresidente della Commissione dell'Unione europea ha evidenziato che l'Italia «sul fronte degli hotspot è ancora indietro. È necessario sapere chi ha diritto a restare e chi no, Frontex sta aiutando, ma resta ancora molto da fare sul fronte dei rimpatri»;
    in Europa nel 2015 le prime tre nazionalità che hanno attraversato illegalmente il confine sono siriani, afgani kosovari, che coprono circa i tre quarti degli ingressi nell'area Schengen, mentre i primi tre Paesi dai quali provengono gli immigrati che arrivano in Italia sono Gambia, Senegal e Nigeria, a dimostrazione della fortissima incidenza dei migranti economici sul nostro territorio nazionale;
    le politiche di ricollocazione deliberate in ambito europeo prescindono completamente dalla questione dei migranti economici;
    l'operazione navale «Eunavfor Med», nata con l'ambizioso scopo di combattere il traffico di esseri umani via mare, rimane ancora confinata nell'ambito di regole d'ingaggio che consentono le sole attività di abbordaggio, ispezione e sequestro delle imbarcazioni sempre e solo in acque internazionali;
    la tabella di marcia prevista dal documento per il completamento dell'Unione economica e monetaria prevede, tra gli altri obiettivi, l'applicazione rafforzata della procedura per gli squilibri macroeconomici e una maggiore capacità di vincolo del processo di convergenza,

impegna il Governo:

   ad adottare ogni iniziativa, anche normativa, necessaria al potenziamento delle attività di contrasto al terrorismo in ambito nazionale ed internazionale, e, in questo ambito, a garantire alle forze dell'ordine e di sicurezza tutti gli equipaggiamenti e le strumentazioni a tal fine necessari;
   a promuovere e sostenere ogni iniziativa volta al potenziamento delle frontiere esterne dell'Unione, nonché all'adozione di misure rispetto all'immigrazione che siano condivise dalla totalità degli Stati membri, nel quadro di una strategia unitaria;
   a proporre iniziative per rendere più incisiva l'azione della missione «Eunavfor Med», affinché si possa davvero realizzare un efficace contrasto al traffico di esseri umani, nonché ad attivarsi in ambito internazionale affinché il varo di ogni missione internazionale preveda il contestuale impegno in favore dei profughi in quei Paesi;
   a realizzare con sollecitudine gli adempimenti richiesti dall'Unione europea con riferimento alla creazione degli hot spot e alle procedure di identificazione di tutti i migranti finalizzate alla loro ricollocazione o eventuale rimpatrio;
   a sostenere nel prossimo Consiglio europeo in ogni sede di confronto dell'Unione, la richiesta di revisione del sistema di Dublino, al fine di garantire nelle politiche dell'Unione relative ai controlli alle frontiere, all'asilo e all'immigrazione una equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri, anche sul piano finanziario, come prevista dall'articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea;
   a sollecitare la rapida conclusione degli accordi di riammissione con i Paesi di provenienza dei migranti al fine di rendere più agevoli le procedure di rimpatrio di coloro che non hanno diritto a misure di protezione, e ad applicare le stesse in ambito nazionale, a tal fine, ove necessario, anche rifinanziando l'apposito capitolo di spesa;
   ad adoperarsi affinché le procedure di ricollocamento cessino di avere carattere eccezionale ma assumano una valenza strutturale che permetta l'equa ripartizione dei migranti tra i Paesi europei e, contestualmente, a porre con forza il tema dei migranti economici e delle politiche che devono essere realizzate per combattere le cause profonde della migrazione irregolare;
   a sostenere ogni iniziativa adottata in ambito europeo volta alla risoluzione della crisi siriana e alla formazione di un Governo di unità nazionale in Libia;
   con riferimento agli obiettivi posti per il completamento dell'Unione economica e monetaria a promuovere l'inserimento di misure di flessibilità in ambito economico volta a consentire ai Paesi che attraversino deficit economici di rilievo di garantire la ripartenza dalle proprie economia.
(6-00189) «Cirielli, La Russa, Taglialatela, Rampelli, Maietta, Totaro, Giorgia Meloni, Nastri».