• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00185    premesso che:     le comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio alla vigilia dell'ennesimo, decisivo, Consiglio Europeo in cui dovranno essere deliberate le nuove...



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00185presentato daFEDRIGA Massimilianotesto diMercoledì 16 dicembre 2015, seduta n. 537

   La Camera,
   premesso che:
    le comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio alla vigilia dell'ennesimo, decisivo, Consiglio Europeo in cui dovranno essere deliberate le nuove politiche dell'Unione europea in materia di lotta al terrorismo, gestione del flussi migratori, futuro dell'integrazione europea, negoziati con il Regno Unito al fine di scongiurare il cosiddetto Brexit, ovvero l'uscita della Gran Bretagna dalla famiglia dell'Europa comunitaria, ed eventuale rinnovo delle sanzioni alla Russia;
    evidenziata la necessità di non abdicare ai nostri valori e di raccogliere conseguentemente la sfida lanciata alla libertà e sicurezza dei popoli europei da terroristi jihadisti non di rado nati nel nostro Continente ed in possesso della cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione, e quindi in grado di circolare liberamente nell'area Schengen;
    sottolineata la sempre più pressante esigenza di rafforzare il presidio comune delle frontiere esterne dell'Unione europea e l'urgenza di porre finalmente in essere politiche serie di respingimento assistito dei migranti clandestini verso le loro terre d'origine, anche al fine di stabilire un'efficace deterrenza che scoraggi in qualche modo i flussi diretti dal Sud del Mediterraneo e dall'Asia verso il nostro Continente;
    apprezzato il tentativo fatto dal nostro Governo di sottrarre al Coreper il compito di decidere dell'eventuale proroga delle sanzioni contro la Federazione Russa, per dedicarvi una riflessione politica al più alto livello e cercare di far valere le argomentazioni della ragionevolezza nei confronti di chi intende tuttora isolare Mosca dal resto della comunità internazionale;
    evidenziando la gravità del momento storico, che è caratterizzato dalla presenza di una diffusa conflittualità, che ha altrettanti epicentri in Libia e nella regione a cavallo tra Siria ed Iraq;
    esprimendo preoccupazione per le voci, sempre più insistenti, che concernono l'avvio in Francia di preparativi per la conduzione di un'offensiva aerea contro i territori libici caduti nelle mani del Daesh;
    prendendo altresì atto delle modalità prescelte dal Governo del Regno Unito per rinegoziare a proprio vantaggio i termini della sua appartenenza all'Unione europea, come alternativa all'uscita pura e semplice dal consesso,

impegna il Governo:

   ad esigere l'adozione in ambito europeo di politiche di maggior rigore nei confronti dei flussi migratori illegali, incentrate sul più efficace controllo delle frontiere terrestri e marittime dell'Unione europea, anche con il rapido allestimento di corpi armati «federali» in grado di agire come guardia costiera comune; e la pratica più puntuale e diffusa dei respingimenti assistiti;
   a condizionare la concessione di eventuali aiuti pubblici europei ai Paesi in via di sviluppo alla loro disponibilità a riaccogliere i migranti economici clandestini che hanno raggiunto l'Europa;
    a proporre il ripristino dei controlli anche alle frontiere interne, sospendendo di fatto gli accordi di Schengen almeno per una fase transitoria e sperimentale di un triennio, allo scopo di creare maggiori ostacoli alla circolazione dei terroristi jihadisti entrati in possesso di cittadinanza degli Stati membri dell'Unione europea;
   a promuovere la causa della maggiore condivisione tra le agenzie europee d’intelligence dei dati sensibili in loro possesso ai fini del più efficace contrasto della specifica minaccia terroristica;
   a rinnovare e sostenere, comunque, qualsiasi proposta nell'ambito dell'imminente vertice europeo che tenda a sottrarre le spese per la sicurezza al calcolo dei traguardi di finanza pubblica da rispettare in base a quanto stabilito dagli Accordi di Maastricht;
   a dimostrare maggiore generosità nei confronti delle richieste fatte dalla Francia dopo gli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi, per concorrere alla distruzione del sedicente Califfato o quanto meno stabilire una credibile dissuasione nei suoi confronti, che ne convinca i vertici a non incoraggiare ulteriori attacchi all'Europa;
   ad osservare con attenzione la strategia negoziale che presceglierà il Governo britannico per modificare a proprio vantaggio alcuni assetti normativi europei di suo interesse, anche allo scopo di adottarne in futuro una analoga;
   a dimostrare fermezza in ambito europeo nei confronti dei tentativi che verranno fatti per rinnovare di almeno sei mesi le sanzioni dell'Unione europea alla Federazione russa, anche a costo di fare dell'Italia l'unico Paese ad opporvisi;
   qualora evitare il rinnovo delle sanzioni contro la Russia si riveli comunque impossibile, a perseguirne l'alleggerimento e la rimodulazione.
(6-00185) «Fedriga, Allasia, Attaguile, Borghesi, Bossi, Busin, Caparini, Giancarlo Giorgetti, Grimoldi, Guidesi, Invernizzi, Molteni, Gianluca Pini, Rondini, Saltamartini, Simonetti».