• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05007 FAZZONE, ALICATA, GENTILE, AIELLO, BILARDI, VICECONTE, DI GIACOMO, CALIENDO, BERNINI, SIBILIA, ARACRI, MARIN - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che per quanto...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05007 presentata da CLAUDIO FAZZONE
giovedì 17 dicembre 2015, seduta n.555

FAZZONE, ALICATA, GENTILE, AIELLO, BILARDI, VICECONTE, DI GIACOMO, CALIENDO, BERNINI, SIBILIA, ARACRI, MARIN - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che per quanto risulta agli interroganti:

il signor G.M., nato a Napoli il 5 giugno 1948, è titolare di pensione per un importo pari a 2.718,80 euro lordi, emessa dall'INPS di Latina;

in conseguenza di sentenza, non definitiva, della Corte d'Appello di Napoli n. 4930 del 2010, l'Inps ha chiesto la restituzione di 130.813,24 euro, versate a titolo di differenze di capitalizzazione dello stipendio;

l'INPS starebbe trattenendo al signor M. la somma mensile di 535,68 euro;

sulla pensione graverebbero già precedenti trattenute che, sommate alla trattenuta Inps, avrebbero ridotto l'importo della pensione del signor M. a soli 129 euro mensili;

a nulla sarebbero valse le comunicazioni di diffida inoltrate dal legale del signor M. per evitare le trattenute, forzose e senza contraddittorio, perpetrate dall'INPS;

l'INPS dovrebbe avere, ed ha, il compito di provvedere al mantenimento del lavoratore, nonché quello di realizzare una tutela dei lavoratori nel momento in cui sorge il bisogno di reperire mezzi adeguati, per far fronte ad eventi derivanti da vecchiaia, invalidità, malattia ed infortunio;

si tratta di un diritto del lavoratore, e di un dovere dell'ente previdenziale, garantito, espressamente, dall'art. 38 della Costituzione;

fermo restando il principio di irripetibilità delle somme versate dall'INPS, a meno che non venga dimostrato il dolo del lavoratore, la misura del recupero del presunto indebito, attraverso trattenuta sui trattamenti in atto, deve essere, ex art. 69 della legge n. 153 del 1969 e successive modificazioni e integrazioni, nei limiti del quinto e, comunque, tale da garantire il trattamento, intangibile, minimo e senza aggravio di interessi;

nel caso in questione, è proprio l'ente costituzionalmente deputato alla garanzia dei diritti del lavoratore a violare quei diritti;

è l'INPS stesso che viola a parere degli interroganti le politiche nazionali di contrasto alla povertà ed alla esclusione sociale, producendo una situazione di povertà ed esclusione sociale;

è oltremodo evidente l'obbrobrio normativo, che si traduce in un atto di arroganza posta in essere dall'INPS a carico di un soggetto "debole" quale un pensionato che, si ribadisce, senza alcun contraddittorio, si è trovato a subire, e subisce, un prelievo forzoso da parte dell'ente che dovrebbe tutelarlo,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, stante anche le precarie condizioni di salute del signor G.M., adotti ogni provvedimento di propria competenza, affinché sia sanata la situazione descritta in premessa.

(4-05007)