• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04994 GINETTI, ALBANO, AMATI, CANTINI, D'ADDA, CASSON, PEZZOPANE, SOLLO, FILIPPI, SCALIA, FAVERO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: nel 2010 è stato istituito il...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04994 presentata da NADIA GINETTI
giovedì 17 dicembre 2015, seduta n.555

GINETTI, ALBANO, AMATI, CANTINI, D'ADDA, CASSON, PEZZOPANE, SOLLO, FILIPPI, SCALIA, FAVERO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

nel 2010 è stato istituito il Sistema di vigilanza finanziaria (SEVIF) negli Stati aderenti all'Unione europea e l'unione bancaria creata nell'eurozona, fondata su 3 pilastri, istituisce specifiche competenze in materia di vigilanza macroprudenziale affidate alle autorità incaricate dell'attività di coordinamento;

i 3 pilastri su cui si fonda l'unione bancaria dell'eurozona sono: 1) il meccanismo di vigilanza unico (Banca centrale europea, Consiglio di sorveglianza e autorità di vigilanza dei singoli Paesi); 2) il meccanismo di risoluzione unico di crisi bancaria, operativo dal 2016, per il quale la risoluzione delle crisi delle banche nei Paesi aderenti al meccanismo di vigilanza unico sarà gestita secondo regole armonizzate da parte dell'autorità unica, Comitato unico di risoluzione, o dalle autorità di risoluzione nazionali secondo gli orientamenti stabiliti dal Comitato, e sarà finanziata da un fondo unico alimentato dai contributi versati dalle banche stesse; 3) il sistema di garanzia dei depositanti;

preso atto che il quadro normativo sulla gestione delle crisi bancarie è stato completato dalla recente direttiva 2014/59/UE relativa al risanamento ed alla risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento volta ad armonizzare gli strumenti di intervento a disposizione delle autorità per prevenire e gestire le crisi degli intermediari, nonché dalla direttiva 2014/49/UE che modifica la disciplina sui sistemi di garanzia dei depositanti, finalizzata a rendere più efficace ed uniforme la tutela offerta dai fondi nazionali a cui dovranno aderire tutte le banche;

considerato che la Banca d'Italia rende conto delle modalità di svolgimento delle funzioni di vigilanza ed informa il pubblico sui temi bancari e finanziari più rilevanti e, in caso di emanazione di disposizioni e provvedimenti nei confronti di singoli intermediari, deve rispettare criteri di trasparenza e pubblicità;

preso atto che:

il 22 novembre 2015 il Consiglio dei ministri ha adottato il decreto-legge n. 183 del 2015, in corso di esame presso la Camera dei deputati, per la risoluzione di 4 istituti bancari in sofferenza, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara, Banca popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio della provincia di Chieti, mettendo in liquidazione coatta tali istituti e prevedendo la nascita di 4 nuovi istituti bancari al fine di assegnare crediti in sofferenza alle cosiddette bad bank;

dai dati forniti dalla Banca d'Italia del valore complessivo di obbligazioni subordinate pari a 786 milioni di euro, 355 milioni erano detenuti da investitori istituzionali, 431 milioni da clienti privati e, per effetto del meccanismo cosiddetto bail-in, 10.559 clienti sono stati colpiti da perdite per aver acquistato obbligazioni subordinate dagli istituti "salvati" dal citato decreto-legge e il 27,4 per cento risultano i casi più esposti per complessivi 329 milioni di euro;

considerati i poteri di controllo attribuiti dal testo unico bancario di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993 alla Banca d'Italia in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali e di correttezza nelle relazioni tra intermediari e clienti, e considerato, inoltre, il ruolo potenziale della Banca d'Italia nell'ambito dell'arbitro bancario finanziario, quale organismo indipendente di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra intermediari e clienti;

valutata la necessità di garantire maggior tutela dei clienti privati, trasparenza nel collocamento delle obbligazioni subordinate, anche al fine di incrementare la consapevole valutazione dei rischi finanziari collegati a tali prodotti e prevenire generalizzate situazioni di ingenti perdite di risparmio,

si chiede di sapere se, in tale quadro, siano in fase di definizione provvedimenti governativi, anche di recepimento delle proposte elaborate dalla Banca d'Italia e dalla Commissione nazionale per le società e la borsa, che valutino l'istituzione di un divieto di collocamento diretto delle obbligazioni subordinate da parte delle banche alla clientela dei piccoli risparmiatori, disponendo, eventualmente, come mero canale di acquisto, fondi o intermediari finanziari, nell'ambito di un sistema di vigilanza più efficace e maggiormente prudenziale.

(4-04994)