• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03444-A/327    premesso che:     per la prima volta, con il decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183 recante disposizioni urgenti per il settore creditizio, sono state applicate in Italia le...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03444-A/327presentato daBOSSI Umbertotesto diSabato 19 dicembre 2015, seduta n. 540

   La Camera,
   premesso che:
    per la prima volta, con il decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183 recante disposizioni urgenti per il settore creditizio, sono state applicate in Italia le nuove regole europee per il salvataggio bancario appena recepite con il decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180 e Banca Etruria è stata divisa in due, separando, nel bilancio, la parte «buona», a cui sono state conferite le attività in bonis, da quella cattiva (compresi tutti gli asset cattivi), ossia le attività in sofferenza, che sono stati accumulati in un'unica bad bank;
    la costituzione delle nuove quattro banche, denominate rispettivamente Nuova Cariferrara, Nuova Banca Etruria, Nuova Banca Marche e Nuova Carichieti, è posto a carico del sistema bancario italiano grazie alla liquidità garantita al Fondo di risoluzione attraverso Intesa-San Paolo, Unicredit e Ubi-Banca, a cui si aggiungono gli altri istituti italiani, chiamati a contribuire con una rata annua di 600 milioni ma l'onere ricade anche sugli azionisti e titolari delle obbligazioni subordinate delle quattro banche. Ciò ha quindi coinvolto oltre 100 mila persone che hanno visto andare in fumo i risparmi di una vita;
    secondo quanto si apprende da fonti accreditate di stampa la Commissione europea si sarebbe opposta a tutte le diverse soluzioni prospettate dal Governo, tra cui anche il ricorso al Fondo interbancario di tutela dei depositi, che avrebbe invece permesso di salvare anche azionisti e obbligazionisti subordinati, perché ricompreso nella categoria degli aiuti di Stato, mentre avrebbe approvato soltanto la versione del piano che prevedeva la procedura di risoluzione con il relativo Fondo e la conversione degli strumenti tossici nella bad-bank;
   considerato inoltre che:
    in sede di esame del disegno di legge di stabilità 2016 il Governo ha poi presentato un emendamento che ha interamente recepito il contenuto del suddetto decreto-legge e successivamente un secondo emendamento che ha istituito un Fondo di solidarietà per il ristoro degli obbligazionisti subordinati in seguito alla importante mobilitazione dei risparmiatori coinvolti nella riduzione e nell'azzeramento delle azioni e delle obbligazioni subordinate;
    in difesa dei risparmiatori si sono schierate le principali associazioni (Federconsumatori e Adusbef) che accusano il Governo di aver messo in campo «un bail-in mascherato per salvare i quattro istituti». Molti affermano, infatti, di non essere stati sufficientemente informati dai loro istituti circa la pericolosità delle azioni e delle obbligazioni che sono stati invitati a sottoscrivere;
    la reazione ai comportamenti speculativi fortemente aleatori e fortemente indirizzati ad attività ad alto rischio sempre più diffusi e, parallelamente, l'accusa di una presunta mancanza di vigilanza da parte della Banca d'Italia, in qualità di organo di vigilanza, hanno fatto emergere la necessità di accertare la verità dei fatti che hanno portato le quattro banche in oggetto a rischio default, anche e soprattutto alla luce dell'ultimo tragico atto del risparmiatore di Civitavecchia che ha deciso di togliersi la vita dopo aver scoperto di aver perso i risparmi di tutta una vita;
    la grande eco che ha caratterizzato questa vicenda, ha spinto la stessa Commissione europea a dichiarare, contrariamente a quanto affermato dal Governo, che «all'Italia sono state prospettate tre possibili strade per salvare le quattro banche in amministrazione controllata: una con fondi privati; una usando il Fondo interbancario di tutela dei depositi; una usando Fondo di risoluzione nazionale. La decisione di scegliere la terza usando il Fondo di risoluzione nazionale è stata presa dalle autorità italiane»;
    contemporaneamente il caso Banca Etruria è aumentato esponenzialmente, mettendo in luce tutte le falle di un sistema che ha letteralmente «truffato» decine di migliaia di risparmiatori. L'istituto è infatti attualmente coinvolto in tre filoni di inchiesta della procura di Arezzo: il primo che ha rilevato l'ostacolo alla vigilanza, che risale al marzo 2014 e trae origine dalla relazione degli ispettori della Banca d'Italia del 2013, e falsa fatturazione, relativamente al 2014; il secondo riguardante un possibile conflitto di interessi che avrebbe portato alcuni amministratori e sindaci ad avere vantaggi per 185 milioni di euro, in riferimento al periodo 2009-2014, accumulando 198 posizioni di fido a loro concessi; l'ultimo, che dovrebbe arrivare in concomitanza con l'esposto degli obbligazionisti difesi dalle associazioni dei consumatori, riguarda l'ipotesi di truffa ai danni della clientela che potrebbe essere stata ingannata proprio da alcuni funzionari di filiale;
    all'inizio della vicenda, Governo e Banca d'Italia avevano dichiarato che: «La soluzione adottata assicura la continuità operativa delle banche e il loro risanamento, nell'interesse dei territori in cui esse sono insediate; tutela i risparmi di famiglie e imprese investiti nella forma di depositi, conti correnti e obbligazioni ordinarie, preserva tutti i rapporti di lavoro in essere; non utilizza denaro pubblico»; ma, dopo tutti questi sviluppi, l'ultima dichiarazione del direttore generale di Bankitalia si è orientata ad una esplicita richiesta di vietare per legge la vendita di bond subordinati allo sportello,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di prevedere al più presto, in sede attuativa anche con ulteriori interventi normativi, una nuova disciplina di tutela dei risparmiatori che rafforzi le garanzie e la protezione loro accordata dalla vigente disciplina attraverso l'azione in giudizio per il risarcimento del danno secondo le normali procedure civilistiche anche per i risparmiatori coinvolti nel procedimento di risoluzione delle quattro banche in premessa, l'applicazione a regime del Fondo di solidarietà in surroga a futuri procedimenti di risoluzione previsti dal decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, che potrebbero interessare altri istituti bancari e il divieto della vendita di obbligazioni subordinate, di strumenti finanziari derivati e di qualsiasi altro titolo rischioso agli investitori non istituzionali.
9/3444-A/327. (Testo modificato nel corso della seduta) Bossi, Guidesi, Simonetti, Giancarlo Giorgetti, Busin.