• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03444-A/269    premesso che:     la previsione di cui all'articolo 1 comma 373, inserita in un complesso e frammentato quadro normativo, disciplina la riorganizzazione della Scuola Nazionale...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03444-A/269presentato daMINARDO Antoninotesto diSabato 19 dicembre 2015, seduta n. 540

   La Camera,
   premesso che:
    la previsione di cui all'articolo 1 comma 373, inserita in un complesso e frammentato quadro normativo, disciplina la riorganizzazione della Scuola Nazionale dell'Amministrazione; in questo contesto si prevede la riduzione dei servizi strumentali, del numero complessivo dei docenti, un risparmio di spesa di almeno il 10 per cento dei trasferimenti dal bilancio dello Stato e, in tale contesto, a decorrere dal 1o gennaio 2016, la applicazione di un nuovo regime retributivo per i docenti già in servizio, il cui contenuto concreto però potrà emergere solo in seguito al completamento dei tanti e articolati passaggi procedurali ed atti normativi ed amministrativi nei quali è segmentata la operazione di riordino suddetta;
    rilevato che, infatti, per effetto delle disposizioni del disegno di legge di Stabilità per il 2016 sopra menzionate si pone mano ad un ulteriore intervento di riordino della Scuola Nazionale dell'Amministrazione, ripetutamente interessata negli ultimi mesi da misure di riorganizzazione, revisione della struttura, ridefinizione della missione istituzionale, a volte anche sovrapposte e comunque ancora in itinere, nel senso che, ferma l'attribuzione al Governo di una potestà di riordino regolamentare conferita ai sensi dell'articolo 21 del decreto-legge n. 90 del 2014 per taluni aspetti organizzativi per i quali non è stato ancora adottato il provvedimento previsto, è altresì tuttora pendente il termine per l'adozione di un decreto legislativo in materia previsto dalla legge di riforma della P.A. (articolo 11, lettera d)) legge 7 agosto 2015, n. 214.) in grado di abbracciare anche tali aspetti;
    considerato che pur in questo quadro ricco di opzioni di intervento consentite al Governo per la migliore disciplina della materia, con le disposizioni menzionate del presente ddl Stabilità 2016 si detta una ulteriore disposizione di legge sullo stesso oggetto che però, proprio per l'intreccio normativo determinatosi, rende più confuso ed incerto il quadro complessivo di riferimento, piuttosto che semplificare;
    ritenuto che, infatti, la disposizione sopra ricordata, così come formulata, pare dare adito a diverse perplessità principalmente in quanto si interviene su pretesi effetti derivanti da un futuro ed ipotetico decreto legislativo (in quanto non ancora adottato); ma in questo modo si interviene in relazione ad una normativa non ancora prodotta, per pretese esigenze di rimodulazione di effetti non prodottisi, e pertanto che, non solo non si sono manifestati né possono comunque apprezzarsi, ma che si devono qualificare quanto meno eventuali in quanto allo stato la delega non è stata esercitata e nulla esclude che possa non essere esercitata, o non per tutti i criteri di delega conferiti, né tanto meno può ipotizzarsi ora con quali contenuti specifici;
    rilevato altresì che la disposizione medesima incide su di una disposizione riferita ad una legge di delega prima che sia scaduto il termine per il relativo esercizio, ma non per modificare qualcuno dei criteri di delega previsti (esito comunque non consentito in legge di stabilità, ove, come nel caso di specie, si miri esclusivamente ad una ridefinizione meramente ordinamentale del quadro di riferimento), bensì per anticiparne in qualche modo gli effetti che sono ricondotti pur sempre all'esercizio di quella delega legislativa che resta nella disponibilità dell'Esecutivo. Infatti, sarebbe fin troppo facile notare, che lo stesso intervento di cui alla legge si Stabilità sopra menzionato ben potrebbe essere frustrato o ulteriormente modificato o persino posto nel nulla proprio in sede di esercizio di quella delega legislativa il cui termine è ancora pendente, con quali conseguenze in termini di chiarezza del quadro normativo di riferimento è fin troppo agevole cogliere;
    considerato che la disposizione, così come formulata, risponde all'unica finalità di prevedere una applicazione retroattiva di previsioni oggetto di quell'intervento di attuazione della delega legislativa di cui si è detto (che, come precisato, allo stato non sono stati adottati, né è detto che lo siano fino alla scadenza del termine di legge, né tanto meno può prevedersi ora con quali contenuti, tanto da consentire al legislatore della legge di stabilità di rimodularne gli effetti): intervenendo in maniera retroattiva su diritti soggettivi perfetti, la disposizione apre il campo ad un contenzioso non difficile da prevedere, tenuto conto della costante giurisprudenza costituzionale in materia, con conseguenze onerose per l'erario (non stimate né tanto meno provviste di adeguata copertura finanziaria nel provvedimento);
    considerato che la coniugazione delle diverse esigenze in campo (prima di tutto contenimento della spesa pubblica e salvaguardia di principi di valenza costituzionale in tema di diritti soggetti perfetti) può essere garantita attraverso la previsione di un generale criterio informatore per la rimodulazione dei trattamenti retributivi in discorso, e cioè che qualora il trattamento economico in godimento sia superiore al trattamento economico rideterminato ai sensi delle diverse disposizioni in materia, per i dipendenti interessati sia prevista la conservazione, anche ai fini contributivi e previdenziali, del solo trattamento economico fondamentale, con il riassorbimento della eventuale differenza a valere sugli eventuali futuri miglioramenti retributivi,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di adottare ogni intervento interpretativo ed attuativo idoneo ad assicurare la corrispondenza tra le misure di prossima adozione ai sensi della legge di Stabilità sopra menzionate in tema di riordino della Scuola Nazionale dell'Amministrazione e quanto precisato in premessa, anche al fine di evitare gli oneri per le amministrazioni pubbliche connessi con gli esiti di un contenzioso diffuso in materia ove si intervenisse in senso difforme da quanto più volte chiarito dalla Corte Costituzionale in materia.
9/3444-A/269. (Testo modificato nel corso della seduta) Minardo, Pagano, Sammarco.