• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03444-A/266    premesso che:     la continua ascesa dei canoni commerciali di locazione rappresenta ormai da tempo uno dei fattori più allarmanti per gli esercizi commerciali e per i...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03444-A/266presentato daCAMANI Vanessatesto diSabato 19 dicembre 2015, seduta n. 540

   La Camera,
   premesso che:
    la continua ascesa dei canoni commerciali di locazione rappresenta ormai da tempo uno dei fattori più allarmanti per gli esercizi commerciali e per i laboratori artigiani;
    da una ultima rilevazione di Confesercenti, in Italia ci sono ormai oltre 627 mila locali commerciali sfitti per mancanza di un'impresa che vi operi all'interno, quasi il 25 per cento del totale disponibile, con valori percentuali che in alcune periferie sfiorano il 40 per cento;
    nei primi 8 mesi del 2015 sono sparite, tra negozi e pubblici esercizi, circa 30 imprese al giorno. E dal 2012 a oggi sono state oltre 300 mila quelle che hanno cessato l'attività: un enorme numero di unità immobiliari che si sono liberate sul mercato in un periodo di tempo ridotto, cui vanno sommati i locali lasciati vuoti dalle imprese plurinegozio che, con il perdurare della crisi, hanno ridotto il numero di punti vendita;
    il più alto numero di negozi sfitti si trova nelle regioni a maggiore densità di locali a uso commerciale: Lombardia (oltre 82 mila), Campania (quasi 70 mila) e Lazio (circa 62 mila);
    se si considerano le aree urbane più importanti del territorio nazionale, città quali Milano, Torino, Roma, Napoli e Palermo, gli esercizi commerciali che hanno cessato la propria attività sono quasi diecimila generando, in alcuni casi, ciò che si potrebbe definire «deserto urbano», fenomeno che non colpisce soltanto le realtà commerciali e artigiane situate nei centri storici delle più grandi città ma anche quelle che operano in periferia;
    da dati resi disponibili da associazioni di commercio si vede che i costi medi di affitto in zone centrali di Roma e Milano oscillano in un intervallo fra gli 80 e i 100 euro circa al metro quadro/mese;
    le realtà commerciali si trovano, da tempo, a dover fronteggiare questa e altri tipi di problematiche che minacciano la loro sopravvivenza. A partire dalla crisi economica che ha eroso notevolmente i consumi delle famiglie, passando per la presenza sempre crescente dei centri commerciali fino all'abusivismo commerciale e alla contraffazione, il rischio di chiusura di realtà operanti settore del commercio è molto concreto e rappresenterebbe un grave danno per l'economia locale e per tutte quelle famiglie che operano, pur tra numerose difficoltà, nel commercio e nell'artigianato;
    le problematiche esposte in premessa, sono state affrontate nella risoluzione n. 7/00819 approvata lo scorso 3 novembre dalla X Commissione, che prevede l'attivazione di un tavolo di consultazione con il Ministero dello sviluppo economico, gli Enti locali e le Associazioni di categoria del commercio, dei proprietari e dei gestori di immobili che favorisca il confronto sulla situazione ed elabori proposte,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di valutare possibili iniziative legislative o di altra natura ed avviare nel contempo in maniera celere i lavori del tavolo di consultazione al fine di giungere all'attivazione di misure efficaci per alleviare le problematiche espresse in premessa e lenire la piaga della chiusura di esercizi commerciali e laboratori artigianali.
9/3444-A/266. (Testo modificato nel corso della seduta) Camani, Benamati, Arlotti, Taranto, Vico, Senaldi, Scuvera, Cani, Bargero, Impegno, D'Arienzo, Minnucci, Rossomando, Portas, Culotta, Peluffo, Moretto, Bini, Tidei, Becattini, Montroni, Donati.