• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05026 CUCCA, ANGIONI, CANTINI, DIRINDIN, FAVERO, GIACOBBE, MATTESINI, MOSCARDELLI, ORRU', PAGLIARI, PEZZOPANE, PUPPATO, SANTINI, SCALIA, SOLLO, ZANONI - Ai Ministri dello sviluppo economico e del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05026 presentata da GIUSEPPE LUIGI SALVATORE CUCCA
martedì 22 dicembre 2015, seduta n.556

CUCCA, ANGIONI, CANTINI, DIRINDIN, FAVERO, GIACOBBE, MATTESINI, MOSCARDELLI, ORRU', PAGLIARI, PEZZOPANE, PUPPATO, SANTINI, SCALIA, SOLLO, ZANONI - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

nel maggio 2015, Terna Rete Italia SpA, rete nazionale per la trasmissione di energia elettrica, ha presentato un progetto nazionale di ristrutturazione, nel quale è prevista la chiusura del centro di controllo di Cagliari, che gestisce l'intera rete elettrica isolana di alta tensione, con il contestuale trasferimento delle funzioni in capo al centro di Torino;

nelle scorse settimane, secondo quanto riportato da organi di stampa, la centrale elettrica di Porto Scuso, a partire dal 2016, potrebbe perdere lo strumento dell'essenzialità, in relazione al mantenimento in sicurezza della rete elettrica sarda, con inevitabili ricadute in termini occupazionali, stante la messa a rischio di 500 posti di lavoro in un territorio già sofferente, quale quello del Sulcis Iglesiente. A quanto detto, si aggiungono le conseguenze relative alla permanenza di altri gruppi quali Carbosulcis, oltre alle ripercussioni sul riavvio degli impianti dell'Eurallumina, a fronte della mancanza di disponibilità del carbonile;

analoga situazione si sta verificando nell'area industriale di Ottana, in particolare relativamente a Ottana Energia, che ad oggi garantisce circa 500 posti di lavoro tra occupati diretti e indiretti, nonché l'esistenza di circa 30 aziende connesse alla produzione. Infatti, Ottana Energia, per le sinergie e le relazioni commerciali costituite, garantisce la presenza nella stessa area di Indorama SpA, produttrice di PET, con rete commerciale a livello mondiale e Versalis SpA, già Polimeri Europa, azienda che fa capo al gruppo ENI;

il declassamento di Ottana Energia determinerebbe il fallimento del progetto, che include anche l'area industriale di Sarroch, relativamente alla filiera chimica del PET, determinando la rottura delle sinergie tra le aree industriali del centro Sardegna e di Sarroch;

considerato che:

la mancata ricerca di un reale confronto nella gestione di passaggi dall'evidente delicatezza e crucialità con le amministrazioni competenti, i produttori dell'industria energetica, presenti sul luogo, nonché le parti sociali coinvolte, lascia ragionevolmente temere la concreta possibilità che Terna Rete Italia SpA voglia ancora agire sul mercato, ignorando ogni criterio della concorrenza e soprattutto togliendo fiato ad un progetto, volano per l'economia di un'intera regione, otre che esempio di eccellenza sull'intero territorio nazionale relativamente alla produzione di energia pulita;

non si intravede alcuna conformità tra le decisioni assunte e il piano energetico ambientale Regione Sardegna (PEARS), strumento attraverso il quale l'amministrazione regionale sarda persegue gli obiettivi di carattere energetico, socio-economico e ambientale al 2020. Tali obiettivi sono conformi alla strategia di risparmio di energia primaria al 2020, stabiliti dal "pacchetto Energia Clima" dell'Unione europea e, pertanto, funzionali al raggiungimento del target di riduzione del 20 per cento della richiesta di energia primaria al 2020;

il piano energetico ambientale della Regione stabilisce, inoltre, il criterio, attraverso il meccanismo del burden sharing, della produzione di 17,8 punti percentuali dell'energia, attraverso fonti rinnovabili, criterio rispetto al quale Ottana Energia investe ad oggi fino al 15 per cento del fabbisogno in rinnovabili, nel rispetto del raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2020;

rilevato, inoltre, che:

nonostante la Sardegna produca energia oltre il proprio fabbisogno e venda energia all'intero territorio nazionale, oltre che alla Corsica, il prezzo per i consumatori è il più alto del Paese;

il declassamento della centrale di Ottana provocherebbe la fine degli investimenti milionari di Indorama SpA nel territorio;

in assenza di un piano industriale alternativo, graverebbero sul bilancio dello Stato gli ammortizzatori sociali per almeno altri 2.000 lavoratori, oltre al mancato gettito fiscale derivante dall'indotto, con inevitabili ricadute negative sul saldo delle entrate dello Stato,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno intraprendere iniziative, al fine di garantire un assetto certo relativamente alla produzione e alla gestione dell'energia elettrica in Sardegna;

se non ritengano, altresì, anche alla luce del dettato costituzionale, di avviare le dovute concertazioni con la Regione Sardegna nel rispetto del riparto delle relative competenze;

se non ritengano opportuno adottare le necessarie iniziative, al fine di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali in territori che vivono, al riguardo, una crisi congiunturale senza precedenti.

(4-05026)