• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01259 il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, all'articolo 52, comma 1, lettera a), modificando la disciplina sulla rateazione delle somme iscritte a ruolo, prevede che il debitore il quale, per...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01259presentato daCAPEZZONE Danieletesto diMartedì 22 ottobre 2013, seduta n. 102

CAPEZZONE. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:
il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, all'articolo 52, comma 1, lettera a), modificando la disciplina sulla rateazione delle somme iscritte a ruolo, prevede che il debitore il quale, per ragioni estranee alla propria responsabilità, si trovi in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, possa richiedere l'ampliamento della rateazione, fino a un massimo di centoventi rate mensili;
in tale contesto il comma 3 del predetto articolo 52, stabilisce, che «Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, sono stabilite le modalità di attuazione e monitoraggio degli effetti derivanti dall'applicazione del meccanismo di rateazione di cui al comma 1, lettera a)»;
l'attuazione della predetta norma, e la conseguente facoltà di chiedere la più ampia rateazione, pertanto, sarà possibile solo dopo l'emanazione del decreto ministeriale, che, tuttavia, al momento, non è stato ancora essere stato adottato, nonostante siano passati ormai più di due mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del citato decreto-legge n. 69;
la questione è stata di recente oggetto dell'interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01055, svolta presso la Commissione finanze della Camera il 16 ottobre 2013, in risposta alla quale il rappresentante del Governo si è limitato ad affermare che «sono in fase avanzata gli approfondimenti necessari alla stesura del provvedimento in argomento» e che «l'Agenzia delle entrate ed Equitalia S.p.A. stanno collaborando con il Dipartimento delle finanze ed il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato alla predisposizione di una bozza di decreto»;
appare sconcertante che, sebbene sia ormai ampiamente scaduto il termine per l'emanazione del decreto ministeriale, si sia ancora nella fase di predisposizione dello stesso, nonostante si tratti di un adempimento che, come riconosciuto dallo stesso Governo, risulta indispensabile al fine di tutelare i contribuenti in difficoltà;
in tale contesto appare dunque necessario reiterare, fino a quando il decreto medesimo non sarà emanato, la domanda posta attraverso il precedente atto di sindacato ispettivo, al fine di stimolare l'Esecutivo al rispetto delle scelte assunte in materia dal legislatore, che il Governo è invece tenuto a rispettare puntualmente, soprattutto in un caso, come quello di specie, in cui la normativa da attuare risponde alle pressanti esigenze di una platea amplissima di contribuenti –:
quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di pervenire in tempi brevissimi alla conclusione dell’iter attuativo della predetta normativa, e se intenda fornire indicazioni più precise circa i tempi di emanazione del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze previsto dal comma 3 dell'articolo 52 del decreto-legge n. 69 del 2013. (5-01259)