• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02262 Save Spa, unico gestore dei servizi aeroportuali offerti ai passeggeri all'aeroporto Marco Polo di Tessera, ha subappaltato la diretta gestione dei servizi agli aeromobili a tre distinte...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02262presentato daSPESSOTTO Ariannatesto diMercoledì 23 ottobre 2013, seduta n. 103

SPESSOTTO, TERZONI, LOREFICE, LUPO, LIUZZI, PAOLO NICOLÒ ROMANO, TOFALO, BECHIS e NICOLA BIANCHI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
Save Spa, unico gestore dei servizi aeroportuali offerti ai passeggeri all'aeroporto Marco Polo di Tessera, ha subappaltato la diretta gestione dei servizi agli aeromobili a tre distinte società, con il determinarsi, a quanto consta agli interroganti, di un progressivo abbassamento della qualità dei servizi nello scalo veneziano, nonché una diminuzione nella formazione e aggiornamento del personale impiegato;
a seguito della liberalizzazione all'accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra, le tre società di handling presenti attualmente all'aeroporto di Tessera, Avia Partner, Ata Italia s.r.l. e GH Venezia SpA, hanno ingaggiato una «guerra» al ribasso delle tariffe dei servizi, al fine di aggiudicarsi i contratti con le diverse compagnie aeree che operano nello scalo veneto;
continua ormai da mesi lo stato di agitazione sindacale, promosso dai sindacati rappresentativi dei lavoratori dell'aeroporto, per protestare contro l'incertezza occupazionale, l'insicurezza e l'inefficienza dei mezzi con cui sono costretti a lavorare i dipendenti degli handler;
la carenza di manutenzione dei mezzi per l'espletamento delle attività operative, cui si assiste allo scalo di Tessera, appare agli interroganti in contrasto con la vigente normativa ENAC al punto che potrebbero sussistere gli estremi per la revoca della certificazione di idoneità del prestatore interessato, ex articolo 13 del decreto legislativo n. 18 del 1999;
in particolare, da alcuni mesi Ata Italia, il maggiore dei tre handler aeroportuali, è al centro di una vertenza promossa dai sindacati dei lavoratori per rinnovare il contratto integrativo aziendale e per ottenere dall'azienda, a fronte della carenza di personale e della sproporzione tra il numero dei lavoratori a tempo determinato e quello dei dipendenti fissi, nuove assunzioni e nuovi automezzi;
è inoltre di questi giorni la notizia che la società Ata Italia ha presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali un'istanza di estensione della Cassa integrazione guadagni straordinaria ai suoi lavoratori, su base giornaliera e a rotazione, a decorrere dal 9 settembre 2013. In particolare, questa CIGS in deroga prevede l'estensione delle unità da sospendere da un numero massimo di 5 lavoratori a zero ore, ad un numero massimo di 60 lavoratori, su base giornaliera, su una platea complessiva di 181 unità lavorative;
inoltre, Ata Italia, estendendo la CIGS a zero ore ai suoi lavoratori, non rispetterebbe la rotazione dei dipendenti in conformità alla fungibilità professionale e in funzione delle esigenze organizzative, utilizzando, allo stesso tempo, il personale a tempo determinato oltre al normale orario di lavoro e mettendo lavoratori in CIG a fine turno, facendo figurare come CIG anche la mezz'ora di pausa pranzo;
come denunciato dai sindacati, il mancato rispetto, da parte delle società di handler, della proporzione percentuale tra lavoratori a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato, prevista dal CCNL, come nel caso dell'assunzione di nuovo personale a tempo determinato a fronte di dipendenti in cassa integrazione, ha determinato di fatto una violazione delle normative contrattuali, a danno dei lavoratori e un utilizzo non trasparente dell'istituto della CIGS in deroga;
la denuncia dell'unione sindacale di base scaturisce dal fatto che il CCNL prevede l'impiego di lavoratori assunti con contratti a termine in misura non superiore al 10 per cento, mentre questa percentuale verrebbe largamente superata: solo nel mese di settembre, del personale Ata Italia impiegato al piazzale dell'aeroporto Marco Polo, su 81 dipendenti, 48 risultano a tempo determinato e, per il personale addetto allo scalo, su 114 lavoratori 43 sono a tempo determinato;
inoltre la clausola sociale, ovvero il passaggio di personale da una società all'altra, in misura proporzionale alla quota di traffico aereo trasferita, trova raramente applicazione nello scalo di Tessera, con il determinarsi di un conseguente squilibrio tra le figure professionali, nei tre handler operanti;
l'insufficienza di risposte operative adeguate e le carenze strutturali delle società di handling impediscono inoltre ai prestatori di assicurare i necessari servizi di terra alle compagnie aeree che scelgono l'aeroporto di Tessera per i propri voli, con evidenti disagi causati ai passeggeri e agli stessi lavoratori;
nonostante l'aeroporto Marco Polo rappresenti il terzo scalo nazionale per traffico passeggeri e abbia registrato una crescita del 4,6 per cento nei soli primi 7 mesi del 2013, l'assenza di coordinamento fra tutti i soggetti aeroportuali ha determinato una notevole incertezza negli investimenti nonché un netto peggioramento delle condizioni di tutti i lavoratori nello scalo aeroportuale di Tessera, diventati sempre più oggetto di scambio e vittime del precariato;
ormai da mesi i sindacati dei lavoratori aeroportuali denunciano i problemi che affliggono lo scalo di Venezia, tra cui la carenza di personale, il peggioramento delle condizioni generali di lavoro, il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza e i problemi legati al rinnovo dei mezzi di servizio utilizzati nel corso delle operazioni, la cui sostituzione non viene garantita –:
a fronte dei disagi e dei disservizi di cui soffre quotidianamente lo scalo di Tessera, se i Ministri interrogati non ritengano opportuno sollecitare un intervento immediato dell'Enac e, in qualità di concessionario pubblico a cui è demandata la gestione dello scalo aeroportuale veneziano, del gestore aeroportuale Save spa, per garantire, a tutti i lavoratori, il rispetto del CCNL e dell'istituto della CIGS in Ata Italia s.r.l, onde evitare disparità di trattamenti economici tra gli stessi dipendenti, assicurare tutti i mezzi idonei per lo svolgimento dei servizi di handling, nonché garantire alle compagnie e ai passeggeri, la presenza in tutto lo scalo aeroportuale, dei necessari servizi di assistenza a terra che gli handler non riescono ad assicurare.
(4-02262)