• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11584    l'Aeroporto di Cagliari-Elmas è situato a circa 6 chilometri a nord-ovest da Cagliari, lungo la strada statale 130 in direzione del comune di Elmas, competente per...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11584presentato daCAPELLI Robertotesto diLunedì 11 gennaio 2016, seduta n. 544

   CAPELLI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
   l'Aeroporto di Cagliari-Elmas è situato a circa 6 chilometri a nord-ovest da Cagliari, lungo la strada statale 130 in direzione del comune di Elmas, competente per territorio;
   l'aeroporto era costituito da due parti distinte assegnate rispettivamente alla autorità civile e a quella militare;
   la struttura, intitolata alla memoria del tenente Mario Mameli, è dotata di una pista in asfalto lunga 2804 metri e larga 45 metri mentre l'altitudine è di 3 metri dal livello del mare. Ad essa si affianca una taxiway di 2400 metri. L'aeroporto, gestito dalla Sogaer ha un'operatività di 24 ore al giorno, con traffico di Aviazione generale e Commerciale;
   l'aeroporto di Elmas, ormai dismesso da funzioni militari, ospitava il 30o Stormo Elmas, sciolto il 31 luglio 2002. Dal 1o agosto 2002, il distaccamento aeroportuale militare di Cagliari-Elmas è dipeso dal 41o Stormo di Sigonella, che lo ha utilizzato come base di manutenzione di aerei militari;
   il primo nucleo dell'aeroporto civile di Cagliari fu inaugurato nel 1937 nelle vicinanze delle infrastrutture militari, a ridosso del molo dell'idroscalo su progetto di Giorgio Gandini, e fu intitolato nello stesso anno al sottotenente pilota Mario Mameli, caduto sopra il cielo di Tembien;
   già nello stesso anno di inaugurazione, il 1937, la linea Cagliari-Roma ebbe 9.748 passeggeri, che misero la tratta al primo posto assoluto in Italia per numero di passeggeri; seguiva la Roma-Milano con 8.958 passeggeri;
   da allora, il traffico è sempre rimasto intenso ed importante per il collegamento tra l'isola e il territorio nazionale;
   la regione, ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto, nell'ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo;
   i beni e i diritti connessi a servizi di competenza statale ed a monopoli fiscali restano allo Stato, finché dura tale condizione. Qualora tale condizione cessi i predetti beni e diritti passano alla regione;
   l'aeroporto militare è dotato di strutture e spazi di assoluto rilievo in grado di soddisfare le necessità di sviluppo dello scalo civile – così come richiesto dal comune di Elmas e dai cittadini, del territorio che paventano lo spostamento di aree di parcheggio verso il centro abitato e verso alcuni ambiti territoriali di particolare rilievo culturale, paesaggistico e ambientale;
   tali, strutture ex militari potrebbero, d'intesa tra la regione sarda, il comune di Elmas e gli enti locali dell'area metropolitana di Cagliari da un lato, e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dall'altro, costituire una piattaforma logistica da assegnare, previa procedura di gara, a compagnie aeree per la mobilità di persone e merci nell'intero Mediterraneo sud occidentale e per il collegamento tra i Paesi mediterranei e quelli extra-europei, oltre che per migliorare ed eventualmente garantire la continuità territoriale;
   questo potrebbe rilanciare il ruolo della Sardegna come « Terra di pace» e di relazione socio-culturale ed economico-commerciale tra le due sponde del Mediterraneo, affrontando le connesse problematiche di rapporto e comunicazione attraverso lo sviluppo di collegamenti aerei (low cost) capaci di garantire uno stabile sviluppo del traffico in tutti e tre gli aeroporti sardi di Alghero, Cagliari e Olbia;
   la società Sogaer, gestore dello scalo che opera su concessione del competente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e l'Enac vanno operando senza tenere conto adeguatamente della nuova disponibilità degli spazi ex militari, nonostante l'esistenza di un conflitto che coinvolge in particolare la cittadinanza e l'amministrazione comunale di Elmas sulla direttrice di sviluppo dell'aeroporto;
   non pare intravedersi alcuna azione risolutiva in materia di continuità territoriale da e per la Sardegna, per la insufficienza delle iniziative ad oggi adottate, anche in relazione ai limiti posti in materia dalla legislazione comunitaria, sia in ambito statale che in quello regionale, soprattutto in funzione della attivazione di idonee procedure di allargamento del mercato sardo dei collegamenti aerei a un maggiore numero di compagnie in grado di estendere il numero dei voli e aumentare e diversificare le rotte;
   la Sardegna, che non ha ancora avuto il riconoscimento dello «stato di insularità» dall'Unione europea con le prerogative attribuite alle regioni cosiddette ultra periferiche, necessita di un sistema di trasporti moderno, ampio e articolato, nonché funzionale al rilancio del settore turistico-commerciale, e più complessivamente alla crescita civile, sociale ed economica dell'isola, così come indicato nelle finalità dello Statuto speciale e in particolare dall'articolo 13, al fine di superare l'attuale differenziale di sviluppo con le più progredite regioni italiane ed europee;
   spetta a Stato e regione definire le necessarie intese sul piano di sviluppo aeroportuale; l'attuale progetto, peraltro contestato anche dalle amministrazioni locali e dal consiglio regionale, appare insufficiente ad assicurare un sistema di trasporti moderno, ampio ed integrato;
   le predette amministrazioni locali potrebbero, come già avvenuto, promuovere azioni legali atte a tutelare gli interessi dei cittadini da loro rappresentati, in questo modo determinando motivatamente un rallentamento delle procedure di rilancio dello scalo;
   non si comprenderebbero le ragioni per le quali, avendo spazi e strutture idonei nell'ambito dell'ex aeroporto militare — che, come ricordato rappresenta un'area per il traffico aereo a vocazione naturale e che, peraltro, qualora non avesse una chiara immediata destinazione a tal fine, sarebbe già giuridicamente (ex articolo 14 dello Statuto sardo) nella proprietà della regione e quindi non assoggettabile alla gestione della Sogaer — tali strutture non vengano utilizzate;
   il 31 dicembre 2015 la struttura è passata definitivamente alla competenza dell'Enac (Ente nazionale aviazione civile) che, come molti altri enti nazionali, appare all'interrogante svolgere la propria funzione senza alcuna considerazione per i sardi e la Sardegna;
   la citata struttura verrà gestito dalla Sogaer, sempre che sia integralmente e proficuamente inserita nell'ambito del piano di sviluppo aeroportuale. L'area che l'aeronautica militare ha ceduto è di circa 50 ettari e comprende circa 55 mila metri quadri di superficie coperta. Nell'ex zona militare ci sono quattro hangar (due utilizzabili e due non più perché realizzati per gli idrovolanti nella zona che si affaccia sullo stagno);
   l’hangar principale ha una superficie di 10 mila metri quadri ed è uno tra i più grandi d'Europa a campata unica. L'altro si estende su un'area di 3 mila metri quadri e attualmente è utilizzato dalla Guardia di finanza che presto dovrebbe abbandonarlo. L'ex aeroporto militare ospita una palazzina di comando (con decine di uffici e stanze riunioni), un caseggiato dove alloggiavano centinaia di avieri e ultimamente utilizzato come centro di accoglienza per richiedenti asilo, l'ex palazzina comando a tre piani con decine di uffici, un teatro, un circolo ufficiali, con vista mozzafiato sulla laguna, un circolo sottufficiali, una chiesa, casematte, posti di guardia, un deposito carburanti da 700 mila litri, un depuratore, vari magazzini e locali utilizzati come deposito –:
   quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato, per quanto di competenza, per garantire, in via ordinaria, un livello adeguato di continuità territoriale aerea da e per la Sardegna, avuto riguardo alla migliore organizzazione dell'aeroporto di Elmas, anche tramite la valorizzazione degli spazi e delle strutture dello scalo ex militare, ricorrendo eventualmente a procedure di affidamento degli stessi spazi e strutture a compagnie in grado di garantire un sistema moderno, ampio e differenziato di collegamenti;
   se non ritenga, nell'ambito delle predette iniziative di competenza, di dover agire in funzione di un complessivo rilancio economico e sociale dell'isola perché il trasporto aereo — persone e merci — sia uno dei segmenti su cui fondare lo sviluppo della Sardegna, anche come spazio logistico per i collegamenti europei ed extra europei, soprattutto con riguardo all'intero bacino del Mediterraneo;
   se intenda, sempre per quanto di propria competenza, assumere iniziative per affrontare l'emergenza nella quale versano attualmente i collegamenti aerei da e per la Sardegna, anche in relazione al mancato riconoscimento del suo stato di insularità, e per le annunciate decisioni di abbandono da parte di compagnie low cost di importanti scali, come quello di Alghero, di assoluto rilievo per la difesa e lo sviluppo della economia e dell'occupazione nell'intero territorio sardo e in particolare in quello del centro-nord dell'isola.
(4-11584)