• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11618    è ormai accertato che la qualità dell'ambiente in cui si vive ha un'influenza diretta sulla salute dei cittadini;    buona parte del dissesto idrogeologico ha origine dalla...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11618presentato daVEZZALI Maria Valentinatesto diMercoledì 13 gennaio 2016, seduta n. 546

   VEZZALI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
   è ormai accertato che la qualità dell'ambiente in cui si vive ha un'influenza diretta sulla salute dei cittadini;
   buona parte del dissesto idrogeologico ha origine dalla cattiva gestione delle risorse ambientali;
   nelle Marche, il sistema dei parchi e delle riserve naturali copre una superficie che equivale a circa il 10 per cento del territorio regionale;
   le aree protette, oltre che preservare specie animali e botaniche, concorrono allo sviluppo turistico della regione;
   la Carta europea del turismo sostenibile (CETS) mette in rete circa 400 aree protette situate in oltre 35 Paesi allo scopo di far dialogare i gestori delle aree, gli enti territoriali, le aziende e gli operatori turistici per favorire e valorizzare le diverse peculiarità e economie da essi rappresentate;
   molte sono le iniziative locali, nazionali ed europee che coinvolgono le scuole in progetti di educazione ambientale e di gestione sostenibile degli edifici scolastici al fine di far comprendere, ai ragazzi, fin da piccoli, l'importanza del rispetto dell'ecosistema;
   le regioni, pur riconoscendo l'alto valore dei progetti ambientali, dispongono di risorse limitate da destinare a investimenti nel settore e questa gestione «al risparmio» produce anche perdite di opportunità a livello europeo, visto che non si è in grado di partecipare a bandi in co-finanziamento;
   gli effetti della crisi e la conseguente flessione del turismo hanno compromesso la situazione finanziaria di molte aree protette peggiorando le prospettive di tutela e valorizzazione dell'ambiente e mettendo a rischio anche posti di lavoro;
   la regione Marche, nell'intento di razionalizzare le spese, da anni penalizza i finanziamenti a parchi e riserve naturali, tanto che le associazioni ambientaliste protestano contro la minacciata chiusura degli stessi, per l'insufficienza delle risorse –:
   se il Ministro interrogato non ritenga opportuno:
    a) valutare la possibilità di intervenire con risorse aggiuntive e iniziative ad hoc per salvaguardare gli investimenti fin qui fatti e i risultati ottenuti e per scongiurare la chiusura di quelle aree – come ad esempio il parco del Conero – che rischiano il dissesto finanziario;
    b) coinvolgere anche sui parchi e sulle aree protette il capitale privato a fronte di uno sgravio   fiscale per gli stessi finanziatori (come già avviene per il settore dei beni culturali), assimilando il patrimonio naturalistico e paesaggistico a quello storico-architettonico al fine di creare la «rete del bello» che l'Italia può offrire, diversificando l'offerta turistica e aprendo il Paese a più ampie fette di mercato con tutti i benefici che questo progetto porterebbe con sé. (4-11618)