• Testo INTERPELLANZA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.2/01224    la Lyondell Basell è una impresa multinazionale che opera, in 14 Paesi e con oltre 13.000 dipendenti, nel settore della chimica. È presente in Italia con stabilimenti a Ferrara, Brindisi...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01224presentato daMAESTRI Patriziatesto diGiovedì 14 gennaio 2016, seduta n. 547

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico, per sapere – premesso che:
   la Lyondell Basell è una impresa multinazionale che opera, in 14 Paesi e con oltre 13.000 dipendenti, nel settore della chimica. È presente in Italia con stabilimenti a Ferrara, Brindisi e Milano;
   nello stabilimento di Ferrara sono occupati, in attività di ricerca e produzione, 860 dipendenti, 45 per cento dei quali impegnati nell'ambito del centro ricerche «G. Natta» che costituisce il nucleo principale di innovazione dei prodotti e delle tecnologie sulle materie plastiche del Gruppo;
   nel 2013 il sito produttivo di Ferrara ha affrontato un'impegnativa ristrutturazione che, dopo una dura vertenza conclusasi con la fattiva partecipazione della regione Emilia-Romagna, ha comportato l'uscita di 105 unità lavorative e il ridimensionamento delle attività, pur riaffermando il valore strategico della sede;
   nella primavera 2015 si è aperta, tra l'azienda e le organizzazioni sindacali, una trattativa per il rinnovo del contratto integrativo di secondo livello nell'ambito della quale le organizzazioni sindacali hanno chiesto di affrontare anche il tema delle garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti dalle frequenti riorganizzazioni aziendali;
   il 10 dicembre 2015 l'azienda ha improvvisamente comunicato il licenziamento individuale per motivi economici di 2 lavoratrici motivando tale decisione con la soppressione delle rispettive posizioni di lavoro, senza alcun preavviso alle organizzazioni sindacali e alla rappresentanza sindacale unitaria di stabilimento, benché con le stesse fosse in corso una trattativa;
   tale accadimento ha determinato l'alimentarsi di un pesantissimo clima di tensione che ha portato all'interruzione della trattativa, all'immediata proclamazione di uno sciopero delle maestranze e ad una dura presa di posizione, molto critica nei confronti dell'azienda, da parte del sindaco di Ferrara;
   cinque giorni dopo, a seguito delle iniziative di mobilitazione sindacale e di pressione delle istituzioni locali, la direzione, sottoscrivendo un verbale di incontro, ha ritirato il provvedimento di licenziamento e ha reintegrato le due lavoratrici impegnandosi ad affrontare in sede di accordo integrativo il tema generale della rioccupabilità delle persone in caso di riorganizzazione;
   alla ripresa delle trattative la direzione aziendale ha confermato l'indisponibilità a convenire su una norma pattizia che scongiurasse il ripetersi, nelle forme e nei contenuti, dell'episodio delle due lavoratrici, come per altro già previsto nel precedente accordo aziendale;
   dopo due giorni di trattativa, in una fase convulsa di tesissimo confronto, si è determinato un alterco tra un delegato e un rappresentante aziendale;
   nonostante i tentativi sindacali di ridurre la tensione, spostando gli scioperi già proclamati per quello stesso giorno, e di riprendere le trattative, l'azienda ha avviato un procedimento disciplinare con la sospensione cautelare del delegato e il suo successivo licenziamento –:
   se i Ministri interpellati siano a conoscenza degli episodi sopradescritti e se non intendano intervenire, per quanto di competenza, al fine di favorire il ristabilirsi di un corretto e proficuo confronto tra le organizzazioni sindacali e l'azienda, a partire dalla revoca del licenziamento effettuato, e se sia a conoscenza dei piani di sviluppo e riorganizzazione aziendale della Lyondell Basell, con particolare riferimento al sito produttivo di Ferrara;
   se i Ministri interpellati non ravvisino in questi atteggiamenti un tentativo di creare da parte della multinazionale un clima di scontro per giustificare un progressivo abbandono dell'attività nel nostro Paese.
(2-01224) «Patrizia Maestri, Bratti, Paola Boldrini, Damiano, Epifani, Gnecchi, Giorgio Piccolo, Casellato, Albanella, Zappulla, Incerti, Miccoli, Baruffi, Lattuca, De Maria, Gribaudo, Paris, Pagani, Di Salvo, Bolognesi, Schirò, Gandolfi, Rotta, Marco Di Maio, Ghizzoni, Patriarca, Pollastrini, Romanini, Fabbri, Montroni, Giacobbe, Mognato, Carloni, Arlotti, Iori, Mauri, Marchi, Zampa, Richetti».