• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11684    in Italia il settore della distribuzione di prodotti editoriali si articola in circa 28.000 punti vendita tra chioschi e rivenditori di varia natura, di cui circa 18.000 sono punti vendita...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11684presentato daBORDO Francotesto diVenerdì 15 gennaio 2016, seduta n. 548

   FRANCO BORDO. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   in Italia il settore della distribuzione di prodotti editoriali si articola in circa 28.000 punti vendita tra chioschi e rivenditori di varia natura, di cui circa 18.000 sono punti vendita dedicati, le edicole «pure», e circa 10.000 sono i rivenditori quali tabaccherie, cartolerie, stazioni di servizio che svolgono questa attività non in modo prevalente vendendo anche altre categorie merceologiche;
   il settore della distribuzione è regolato dall'accordo nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici», sottoscritto da Federazione italiana editori giornali - SI.NA.G.I. Aff. S.L.C. - C.G.I.L. C.I.S.L. - GIORNALAI U.I.L.Tu.C.S. - GIORNALAI S.N.A.G. - CONFCOMMERCIO FE.NA.G.I. - CONFESERCENTI U.SI.A.GI. - UGL entrato in vigore dal 1o gennaio 2006 e scaduto nel 2009, senza che a oggi vi sia stato un rinnovo;
   le normative che regolano il settore si sono stratificate negli anni attraverso le leggi e i decreti seguenti: n. 47 del 1948, n. 416 del 1981, n. 108 del 1999, n. 62 del 2001, n. 170 del 2001, n. 201 del 2011 ed è attualmente in discussione la proposta di legge n. 3317 in merito alla riforma dell'editoria, che si propone di intervenire anche sul settore della diffusione della stampa periodica;
   il quadro legislativo di questo settore si presenta molto confuso, non solo per le diverse normative di riferimento, ma anche per la sostanziale prosecuzione nei fatti dell'accordo nazionale scaduto, e perfino disconosciuto dalle associazioni dei distributori locali sottoscritto fra tutti i soggetti interessati di cui sopra, nonostante il decreto-legge n. 201 del 2011 «Sblocca Italia» ne abbia resa superata, la per molti versi illegittima, secondo l'interrogante l'applicazione;
   il decreto-legge n. 201 del 2014 convertito dalla legge 214/2011, tra altre cose, regola le attività commerciali e gli orari degli esercizi commerciali, liberalizzando l'apertura e la chiusura senza vincoli, quindi per 1, 2 o più ore, sino a 24 ore, rendendo, di fatto, non conformi alla legge gli obblighi di apertura che erano dettati e pattuiti nell'accordo nazionale sopra citato;
   nella realtà molte sono le interferenze e i divieti posti ancora oggi dalle aziende di distribuzione locale ai punti vendita, siano essi chioschi o rivenditori di varia natura, facendo leva sull'accordo nazionale scaduto, superato dalle normative in essere e disconosciuto dagli stessi distributori che pretendono l'applicazione dei punti capestro verso gli edicolanti;
   i maggiori elementi di conflitto tra le parti vertono sulla libertà di chiusura domenicale o quattordicinale dei punti vendita e sulla fruizione di periodi di chiusura per ferie. L'accordo nazionale, che nonostante le premesse di cui sopra regola il settore, prevede, anche in occasione del riposo domenicale quattordicinale, l'obbligo di apertura del 50 per cento dei punti vendita del territorio comunale. Questo elemento nei piccoli centri, dove è presente una singola edicola o punto vendita, da parte delle aziende distributrici viene tradotto nella obbligatorietà di apertura 7 giorni su 7 del punto vendita, facendo venire meno la possibilità del riposo;
   gli accordi hanno valore tra le parti che lo sottoscrivono ma le leggi della Repubblica italiana manifestano i loro effetti su tutto il territorio nazionale e, qualora vi fossero o si presentassero discrepanze tra accordi e leggi, queste ultime prevalgono su tutto il resto –:
   se il Ministro interrogato, al fine di porre fine ai molti contenziosi in essere tra le parti, non intenda chiarire il quadro normativo, che deve trovare applicazione nella regolazione di questo settore economico;
   se il Ministro interrogato non intenda confermare, per quanto di competenza, la piena libertà decisoria da parte degli esercenti i punti vendita di prodotti editoriali in merito ai giorni ed orari di apertura e chiusura, alla luce della normativa vigente. (4-11684)