• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00147 premesso che: in data 29 ottobre 2009 è stato emanato il decreto di modifica al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 luglio 2002 recante: «Ordinamento delle...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00147presentato daDI VITA Giuliatesto diMartedì 29 ottobre 2013, seduta n. 107

Le Commissioni I e XII,
premesso che:
in data 29 ottobre 2009 è stato emanato il decreto di modifica al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 luglio 2002 recante: «Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio di Ministri e rideterminazione delle dotazioni organiche dirigenziali» che contestualmente all'istituzione del Dipartimento per le politiche della famiglia come struttura generale della Presidenza del Consiglio ai sensi del suddetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri definisce le competenze proprie della medesima;
risulta che ad oggi il Presidente del Consiglio dei ministri non abbia provveduto all'assegnazione della delega concernente la famiglia ad alcun membro del Governo, risultando quindi nelle mani del Presidente del Consiglio stesso che per evidenti ragioni innanzitutto di ordine pratico non riesce ad esercitare in maniera efficace tale competenza;
le cronache di tutti i giorni inducono a ritenere che quello della famiglia sia un settore che necessita di un impegno governativo costante al fine di prevenire le situazioni di degrado che nei casi peggiori sfociano addirittura in casi drammatici;
la senatrice Maria Cecilia Guerra, dopo aver ricoperto la carica di sottosegretario durante il Governo Monti, in data 3 maggio 2013 con decreto del Presidente della Repubblica, veniva confermata nell'incarico e nominata in qualità di Vice Ministro del Ministero del lavoro e della politiche sociali, con delega alle politiche sociali;
in data 26 giugno 2013 al medesimo Vice Ministro Maria Cecilia Guerra veniva in aggiunta conferita dal Presidente del Consiglio Enrico Letta la delega alle pari opportunità, in passato assegnata al Ministro dimissionario Josefa Idem. Non è ben chiaro – e risulta anzi misterioso – per quale ragione il Presidente del Consiglio abbia ritenuto che con le dimissioni del Ministro Idem la delega alle pari opportunità abbia perso di importanza e delicatezza a tal punto da non avvertire la necessità logistica e politica di nominare un nuovo Ministro;
al Vice Ministro Guerra in questo modo sono assegnate deleghe onerose e amplissime che – al netto di qualsiasi valutazione politica – rischiano di non essere seguite in maniera completa ed efficace, mentre, come si è visto, resta tuttora senza alcuna assegnazione precisa la delega alla famiglia;
proprio a questo proposito, i presentatori segnalano come il Viceministro Guerra in questo momento, esclusa la sanità, materia peraltro di competenza largamente regionale, sia sostanzialmente l'unico interlocutore governativo della Commissione XII (Affari sociali) nella materia delle politiche sociali in senso lato; tutto ciò, a parere dei firmatari, rischia di creare anche rilevanti ostacoli all'ordinaria attività della XII Commissione (Affari sociali);
le deleghe alla famiglia e alle pari opportunità riguardano competenze ed argomenti importantissimi e centrali nel welfare e nella difesa dei diritti delle donne in particolare, e a detta dei presentatori, dovrebbero essere oggetto di una specifica delega, eventualmente anche presso la Presidenza del Consiglio,

impegnano il Governo

a proporre nel più breve tempo possibile la nomina di un Ministro senza portafoglio cui affidare le deleghe relative alle politiche della famiglia e alle pari opportunità, anche al fine di riunire questioni tra loro intimamente collegate e centrali nella vita dei cittadini e individuando così un nuovo membro del Governo, che possa rappresentare un solido punto di riferimento, operativo ed efficace, nel dispiego delle necessarie iniziative sociali che ai temi citati fanno riferimento.
(7-00147) «Di Vita, Cecconi, Dall'Osso, Grillo, Lorefice, Baroni, Silvia Giordano, Mantero, Dadone, Nuti, Fraccaro, Dieni, Toninelli, Cozzolino, Luigi Di Maio, Di Benedetto, Spadoni, Mucci, Ferraresi, Businarolo, Agostinelli, Nesci, Colonnese, Spessotto, Vignaroli».