• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11722    il 13 gennaio 2016, il figlio del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, dottor Nicola Gratteri, è stato vittima di un presunto atto intimidatorio;    secondo quanto...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11722presentato daNESCI Dalilatesto diMercoledì 20 gennaio 2016, seduta n. 551

   NESCI, CRIPPA, LUIGI DI MAIO, SIMONE VALENTE, LUIGI GALLO, DI BATTISTA, FRACCARO, VIGNAROLI, TOFALO, FRUSONE, DIENI, PARENTELA, GRILLO, NUTI, BASILIO, CORDA, VILLAROSA, ALBERTI, FICO, PESCO, CANCELLERI, DELL'ORCO, MANLIO DI STEFANO, SIBILIA, SPADONI, GRANDE, COZZOLINO, TONINELLI, L'ABBATE, SCAGLIUSI e PAOLO BERNINI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:
   il 13 gennaio 2016, il figlio del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, dottor Nicola Gratteri, è stato vittima di un presunto atto intimidatorio;
   secondo quanto raccontato dallo stesso ragazzo che abita in un edificio vicino all'università di Messina dove lo stesso studia, delle persone avrebbero suonato al campanello del suo appartamento presentandosi come «poliziotti»: ma dal pianerottolo il ragazzo avrebbe poi notato due persone incappucciate scendere le scale dal piano sopra al suo;
   il dottor Gratteri è uno dei magistrati maggiormente esposti nella lotta alla ’ndrangheta con specifico riferimento al traffico di stupefacenti. Proprio su questo fronte il procuratore aggiunto ha coordinato decine di inchieste che hanno portato all'arresto di narcotrafficanti ed al sequestro di ingenti quantità di cocaina provenienti dal centro America, innestando un durissimo colpo agli affari e agli interessi della criminalità organizzata;
   il ruolo del dottor Gratteri è fondamentale anche per l'opera di divulgazione della cultura anti-mafia tramite libri e convegni a cui partecipa, specie nelle scuole di tutta Italia;
   secondo quanto si legge su « Il Quotidiano del Sud» del 18 gennaio 2016, «le forze dell'ordine intendono chiarire al più presto quanto avvenuto mercoledì scorso [...] Per farlo gli investigatori stanno visionando le immagini delle telecamere di sicurezza sparse nella zona, nella speranza di poter trovare almeno un elemento, un'immagine che li metta sulla pista giusta per risalire agli autori del gesto»;
   «Al momento – continua il succitato articolo – nessuna ipotesi viene esclusa, ma tra gli investigatori di carabinieri, che conducono le indagini, e polizia, messinesi e reggini, e della procura di Messina che li coordina, si è fatta largo l'idea che si sia trattato di un messaggio indiretto al magistrato impegnato su delicate indagini su ‘ndrangheta e rapporti con i "colletti bianchi" e narcotraffico, di cui le cosche calabresi sono attrici protagoniste» –:
   di quali elementi dispongano in relazione all'accaduto;
   se non ritengano di aumentare le misure atte a garantire l'incolumità al dottor Gratteri e ai suoi familiari.
(4-11722)