• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01938    le farmacie rurali e nelle isole minori, che oggi sono oltre 6.000, oggi sono a rischio di sopravvivenza a fronte della crisi e di una normativa relativa ai fatturati non aggiornata...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01938presentato daPLANGGER Albrechttesto presentato Martedì 19 gennaio 2016 modificato Mercoledì 20 gennaio 2016, seduta n. 551

   PLANGGER, ALFREIDER, GEBHARD, SCHULLIAN, OTTOBRE e MARGUERETTAZ. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   le farmacie rurali e nelle isole minori, che oggi sono oltre 6.000, oggi sono a rischio di sopravvivenza a fronte della crisi e di una normativa relativa ai fatturati non aggiornata all'andamento della vita secondo gli indici Istat;
   queste farmacie, per la loro ubicazione in piccoli agglomerati, hanno un'importante funzione sociale, in quanto rappresentano spesso l'unico presidio sanitario esistente sul territorio, dove solitamente opera un professionista laureato, a disposizione degli utenti 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno;
   la farmacia rurale, infatti, è presente anche nelle zone prive di molti servizi pubblici, quali l'ufficio postale, le scuole, una caserma dei carabinieri, ed è proprio in queste realtà che il cittadino trova nel farmacista il sanitario in grado di assicurargli senza ritardo non solo tutti i medicinali di cui ha necessità, ma anche gli eventuali interventi di primo soccorso;
   il farmacista rurale, per di più, vive una situazione imprenditoriale caratterizzata da un forte impegno sotto il profilo finanziario, in quanto le difficoltà di rifornimento impongono la necessità di dotare la farmacia di ingenti scorte di medicinali per far fronte, immediatamente, alle richieste dei malati;
   nella provincia autonoma di Bolzano, l'azienda sanitaria qualche mese fa ha individuato, con un decreto (decreto del direttore ospedali di ripartizione n. 6964 del 27 maggio 2015), le farmacie con diritto allo sconto previsto dalla legge 28 dicembre 1995, n. 549, e della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
   l'azienda sanitaria, così facendo, ha cambiato i parametri di riferimento e messo in difficoltà, in particolare, le piccole farmacie rurali che sono di massima utilità proprio nelle zone disagiate, lontane dai centri urbani e delle strutture sanitarie pubbliche;
   il nuovo calcolo del fatturato, in base ai nuovi parametri, ha avuto come risultato che circa 10 farmacie rurali, di cui 4 con presidi farmaceutici, devono ora applicare sconti all'azienda sanitaria dal 6 per cento al 21,25 per cento, anziché dell'1,5 per cento, con una differenza annuale di fatturato per farmacia di circa – 20.000 euro;
   tale ribasso, insieme al mancato aggiornamento degli importi relativi al fatturato sulla base degli indici Istat dal 1996 ad oggi, com’è immaginabile, non è indifferente per le ditte coinvolte e, proprio nel caso dei presidi farmaceutici, potrebbe comportare la loro chiusura –:
   se ritenga possibile aggiornare gli importi relativi al fatturato delle farmacie rurali sulla base dell'adeguamento degli indici Istat dal 1996 ad oggi e, contestualmente, introdurre un criterio in base al quale non si faccia concorrere il fatturato del dispensario con il fatturato della farmacia principale ad esso connessa con riferimento agli sconti da applicare, al fine di salvaguardare la sopravvivenza delle farmacie rurali stesse. (3-01938)