• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07413    il Consorzio Thetis prende origine nel 1993 da un progetto pilota urbano europeo a carattere tecnologico, finanziato, oltre che da soci industriali tra i quali Tecnomare, società del...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07413presentato daMARTELLA Andreatesto diMartedì 19 gennaio 2016, seduta n. 550

   MARTELLA, MOGNATO, MURER e ZOGGIA. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
   il Consorzio Thetis prende origine nel 1993 da un progetto pilota urbano europeo a carattere tecnologico, finanziato, oltre che da soci industriali tra i quali Tecnomare, società del gruppo ENI, dall'Unione europea, dalla regione Veneto, e dal comune di Venezia e finalizzato alla riqualificazione di alcuni capannoni dell'area dell'Arsenale di Venezia dimostrando la concreta fattibilità di iniziative volte a trasformazioni compatibili e rispettose dell'unicità storica dei luoghi coniugate a innovazione tecnologica;
   dal 1996 il consorzio diviene Thetis spa, società che opera all'interno dell'Arsenale di Venezia occupandosi di progetti ed opere tecnologiche rivolte all'ambiente ed al territorio, in particolare sviluppando soluzioni per l'adattamento ai cambiamenti climatici applicate ad ambienti complessi quali le aree urbane, i laghi, le lagune, le aree fluviali e costiere nell'ottica di una sostenibilità energetica, soluzioni per una mobilità sostenibile di persone e merci, con un occhio di riguardo per i trasporti terrestri e la navigazione marittima, il tutto sostenuto da innovativi servizi di ingegneria ed una forte attenzione per l'ambiente al fine di migliorare la qualità della vita urbana;
   il Centro Thetis è stato il primo significativo intervento, dall'immediato dopoguerra, di recupero urbanistico avvenuto nel cuore di Venezia;
   nella sua ventennale attività la società ha ampliato le proprie competenze interessandosi alla salvaguardia della laguna di Venezia, a progetti per il riequilibrio e recupero ambientale, alla lotta all'inquinamento nella laguna e nell'area di Marghera e nell'utilizzo di sistemi intelligenti nei trasporti;
   dal 2000, l'esperienza di Thetis è stata riconosciuta da qualificati clienti nazionali ed internazionali, quali Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, regioni del Veneto e della Sardegna, Unione europea, Banca mondiale, Banco interamericano de Desarrollo, UNDP, città di Boston, società di gestione del trasporto urbano locale in importanti città in Italia (Venezia, Roma, Bologna, Ferrara, Reggio Emilia, Vicenza), Malta, Inghilterra (Liverpool e Newcastle), Egitto (Il Cairo) e Cina (Pechino);
   la società nella sua struttura operativa ed organizzativa risente della specificità dei rapporti con il Consorzio Venezia Nuova (CVN), in quanto una parte consistente del business è connessa a contratti generati dal socio di maggioranza. La previsione dei risultati economici risente del generale rallentamento della domanda dello stesso Consorzio Venezia Nuova;
   le residue attività da svolgere per conto del CVN, principalmente quelle relative ai servizi di direzione lavori, si stanno riducendo considerevolmente rispetto agli anni precedenti con l'avvicinarsi della chiusura dei lavori, richiedendo, tra l'altro, personale con competenze sempre più specialistiche. Va inoltre considerato che l'attuale mercato italiano non prevede progetti per la realizzazione di grandi opere come il Mose che necessitino di un'organizzazione di direzione lavori con numero di addetti come quella di Thetis spa;
   le vicende giudiziarie che hanno riguardato i soci della società e portato al commissariamento del Consorzio Venezia Nuova, hanno causato un impatto negativo sul mercato esterno, verso il quale, dal 2013, è stata reindirizzata l'attività commerciale di Thetis;
   il piano triennale 2015-2017 dell'azienda prevede una severa diminuzione del fatturato, passato da 25 milioni di euro del 2013 a 16 milioni di euro (preconsuntivo 2015) a causa del progressivo ridursi delle attività del CVN, ha portato il management a elaborare le proiezioni economiche patrimoniali per il periodo 2015-2017, sulla base di obiettivi minimi di volumi in grado di garantire sostenibilità finanziaria della società, che riducono ulteriormente il valore della produzione a 15 milioni di euro;
   conseguenza di questa situazione è stata che i soci di Thetis, nel giugno 2015, hanno optato per la vendita della società, così da anticipare i problemi legati al previsto esaurimento delle attività di ingegneria e di assistenza tecnica affidate dal Consorzio Venezia Nuova nell'ambito della realizzazione del sistema MOSE, evitando quindi di investire per consentire alla società una prospettiva di mercato;
   alla società incaricata dal Consorzio Venezia Nuova di mettere sul mercato Thetis sono arrivate manifestazioni di interesse esclusivamente da società straniere e per specifici rami d'azienda;
   le citate manifestazioni di interesse saranno analizzate nei prossimi mesi, anche per la difficoltà di valutare il rapporto con il Consorzio Venezia Nuova una volta alienata la quota azionaria;
   è questa una delle ragioni della mancanza di candidature di soggetti italiani;
   la società ha comunicato con lettera del 28 settembre 2015 alle organizzazioni sindacali l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per riduzione del personale, ai sensi della legge n. 223 del 23 luglio 1991 e successive modificazioni e integrazioni, riguardante n. 20 lavoratori. Una riduzione del personale non strategico secondo quanto previsto dal citato piano triennale, approvato dall'assemblea dei soci, che tiene conto della riduzione delle attività nell'ambito dei lavori per il sistema Mose e per favorire la vendita della società che ovviamente viene ridimensionata nelle sue potenzialità;
   in data 15 gennaio 2016, dopo oltre tre mesi di trattative, l'azienda e le parti sociali hanno raggiunto l'accordo che ha permesso di dimezzare il numero degli esuberi portandoli da n. 20 unità a n. 10 unità con la conseguente attivazione della procedura di mobilità non oppositiva. Pertanto, il personale dipendente di Thetis passerà dalle attuali 124 unità a 114 unità;
   Thetis dà occupazione a più di 100 persone, tra ingegneri, architetti, specialisti ambientali, esperti di tecnologie avanzate, dell'età media di 40 anni;
   n. 26 lavoratori attualmente operano presso l'ufficio tecnico antinquinamento dell'ex magistrato alle acque oggi provveditorato interregionale alle opere pubbliche del Veneto-Trentino Alto Adige-Friuli Venezia Giulia, occupato negli obblighi istituzionali derivanti dalla normativa speciale per Venezia; tali attività potranno proseguire solo finché resterà attivo il contratto con il CVN che scade il 31 dicembre 2016 e nel caso non fosse rinnovato darebbe adito a una ulteriore importante riduzione del personale;
   Thetis per il valore delle conoscenze e competenze maturate deve essere considerata un patrimonio non solo dei suoi azionisti, che pure la vogliono vendere, ma della creatività di Venezia e del know how italiano nel settore;
   nell'immediato futuro vi sono all'orizzonte importanti appuntamenti di trasformazione del contesto urbanistico della stessa città di Venezia che riguardano: la portualità, il recupero dell'area di Marghera, la valorizzazione più ampia del patrimonio edilizio e questo anche al servizio di altre realtà in cui progetti di rigenerazione urbana diventano propedeutici ad attività di rilancio socioeconomico;
   in questo contesto salvaguardare il futuro di Thetis come società significa non disperdere il patrimonio di un marchio importante del made in Venezia esportato con competenza in tutto il mondo, costituito dalle competenze e professionalità multidisciplinari del suo personale, maturate in un territorio complesso e che ha saputo affermarsi diventando attrattore di cervelli –:
   se il Governo sia a conoscenza del processo di dismissione in atto che riguarda Thetis e se, considerato il patrimonio tecnico e professionale maturato, con prestigiosi risultati, nel corso di questi anni di attività, non intenda promuovere un tavolo istituzionale di confronto sul futuro della società al fine di acquisire informazioni e valutare le prospettive di mercato con l'obiettivo di evitare uno smembramento della stessa società a vantaggio di realtà straniere e salvaguardare i livelli occupazionali, in una fase storica in cui processi di rigenerazione urbana per Venezia ed il Paese assumono una rilevanza strategica anche nell'ambito delle politiche di rilancio economico per l'Italia. (5-07413)