• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.6/00153 udita la relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia, premesso che: gli interventi legislativi approvati, come ad esempio la riforma della geografia...



Atto Senato

Risoluzione in Assemblea 6-00153 presentata da CIRO FALANGA
giovedì 21 gennaio 2016, seduta n.564

Il Senato,
udita la relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia,
premesso che:
gli interventi legislativi approvati, come ad esempio la riforma della geografia giudiziaria (decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 e n. 156), la legge delega sulla depenalizzazione (legge 28 aprile 2014, n. 67), il provvedimento cosiddetto svuotacarceri (legge 21 febbraio 2014, n. 10), la responsabilità civile del giudice (legge 27 febbraio 2015, n. 18) ed i provvedimenti ancora in fase di approvazione definitiva, quali l'introduzione del reato di omicidio stradale, di tortura e di femminicidio, ancorché in parte condivisibili, non hanno risolto il dramma della giustizia italiana che è rappresentato dalla mancata attuazione dell'articolo 111 della Costituzione sul giusto processo e sulla sua ragionevole durata. In proposito devesi considerare che un sistema giudiziario ha ripercussioni anche di natura economica, soprattutto in un momento di grave crisi come quella che sta ancora vivendo il nostro Paese, impedendogli in tal modo di risultare attrattivo per l'imprenditoria internazionale;
un sistema di giustizia efficiente, accompagnato da una legalità del territorio, costituisce elemento di richiamo per gli imprenditori esteri;
il sistema carcerario italiano colloca il nostro Paese in quell'area critica meritevole di censura da parte dell'Europa - così come avvenuto - e la previsione di un risarcimento pecuniario previsto non risolve il problema di garantire alla popolazione carceraria una condizione di vita che sia rispettosa della dignità dell'uomo e dei diritti inviolabili della persona. Sebbene vi sia stata una riduzione della popolazione carceraria, è fondamentale evidenziare come una condizione di vita carceraria disumana contrasta con il principio costituzionale circa la natura della pena che deve essere riabilitativa, rieducativa e non meramente punitiva;
da anni si auspica un più corretto equilibrio tra i poteri dello Stato e le interferenze, senza voler parlare di contrasti, tra il potere politico ed il potere giudiziario possono essere risolti attraverso:
a) una diversa modalità di elezione del Consiglio superiore della magistratura, che eviti l'odioso sistema delle correnti che non consente un equilibrato e corretto espletamento delle funzioni costituzionali di tale organo;
b) una seria affermazione normativa della responsabilità del giudice penale con adeguate previsioni di misure disciplinari che prescindano da quel gioco perfido dei termini di colpa grave e dolo;
c) una netta distinzione delle carriere tra organi inquirenti ed organi giudicanti, affinché si possa realizzare in forma visibile, trasparente e chiara, la figura del giudice terzo ed imparziale,
impegna il Governo ad intraprendere tutte le iniziative necessarie:
a prevedere la separazione netta delle carriere dei magistrati, tale da garantire l'assoluta indipendenza del giudice;
ad apportare un'ulteriore modifica della legge sulla responsabilità civile dei magistrati in modo da assicurare al cittadino, ingiustamente danneggiato da provvedimenti del giudice o del pubblico ministero, l'ottenimento in tempi celeri del risarcimento del danno da parte dello Stato e dello stesso magistrato, nel rispetto del principio di cui all'articolo 25 della Costituzione;
a prevedere una revisione della composizione e del sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura, con l'indicazione tassativa dei propri compiti e funzioni, nel rispetto della legge;
a prevedere una riforma della magistratura onoraria che dia dignità ed autorevolezza al giudice di pace, considerato che tale magistratura risolve in gran parte l'annoso problema dell'eccessivo carico giudiziario.
(6-00153)
FALANGA, MAZZONI, AMORUSO, AURICCHIO, BONDI, COMPAGNONE, CONTI, D'ANNA, GAMBARO, IURLARO, LANGELLA, Eva LONGO, PICCINELLI, REPETTI, RUVOLO, SCAVONE, VERDINI.