• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01574-A/024 premesso che: il decreto-legge in esame contiene, tra le altre, misure volte a disciplinare l'alternanza scuola-lavoro; attualmente l'ordinamento italiano prevede che l'ultimo...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01574-A/024presentato daNICCHI Marisatesto diGiovedì 31 ottobre 2013, seduta n. 109

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame contiene, tra le altre, misure volte a disciplinare l'alternanza scuola-lavoro;
attualmente l'ordinamento italiano prevede che l'ultimo anno dell'obbligo scolastico può anche essere sostituito dall'apprendistato, di fatto riducendo l'obbligo scolastico a 15 anni. Tale scelta, compiuta nella passata legislatura, ha svilito il diritto alla formazione e surrettiziamente ha tentato di imporre il superamento dell'età minima per poter lavorare, fissata dalla legge a 16 anni; dal versante formativo lo svilimento del diritto all'istruzione rappresenta il fallimento di un'intera collettività, soprattutto per i giovani più svantaggiati e non solo economicamente. In tal modo sono stati bloccati gli sforzi fatti per accrescere il grado di civiltà e di democrazia reale nel nostro Paese; l'innalzamento dell'obbligo di frequenza scolastica fino a 16 anni è stato deciso dal Parlamento dopo un lungo iter parlamentare, superando il generico concetto di «diritto all'istruzione fino a 16 anni», in precedenza contenuto in alcune misure di legge. In questo modo la scuola dell'obbligo italiana, pubblica e gratuita, costruita con molti sacrifici durante un percorso di 150 anni di storia del nostro Paese, si è posta al livello di altri paesi europei, dove peraltro va affermandosi la tendenza ad innalzare l'obbligo scolastico a 18 anni d'età;
sempre nel corso della scorsa legislatura sono state modificate le norme in materia di apprendistato, arrivando a definire tale tipologia contrattuale quale quella normale di ingresso nel mondo del lavoro. Ma nonostante le innovazioni introdotte, l'apprendistato continua a essere del tutto sbilanciato sul versante «lavoro» e poco o nulla su quello «formativo» o dell'istruzione, ripresentando una situazione di fallimento degli obiettivi. In tal modo i diritti dei giovani italiani sono traditi due volte;
l'apprendistato, che viene presentato anche come un argine alla dispersione scolastica, non è efficace neppure per questo. La dispersione va combattuta mettendo a disposizione della scuola strumenti efficaci e risorse umane e monetarie adeguate, cui deve provvedere la politica. L'OCSE, la Banca mondiale, l'Unione europea e tutti i più recenti studi sul capitale umano chiedono di aumentare la permanenza a scuola degli adolescenti;
fornire l'apprendistato senza una formazione culturale più ampia, al di fuori della formazione del lavoro in senso stretto, significa andare a colpire soprattutto le classi più svantaggiate e le aree più disagiate dell'Italia. Un maggior livello di istruzione serve a rendere il lavoratore più flessibile e più ricettivo a programmi di formazione futura. Uno dei problemi più grandi del sistema economico e produttivo italiano è proprio la scarsa qualificazione dei tanti lavoratori che, entrati in azienda a 14 o 15 anni, hanno maturato una professionalità talmente specifica a un certo tipo di produzione, che poi diventa difficile riconvertirli o sottoporli a nuova formazione molti anni dopo,

impegna il Governo

a elevare l'età dell'obbligo a 18 anni, sospendendo la possibilità di svolgere l'apprendistato a partire dall'età di 15 anni, fino a quando non saranno adottate regole e buone prassi minime ed uniformi nell'intero Paese, che garantiscano una formazione interna e esterna degli apprendisti che sia effettiva e efficace.
9/1574-A/24. Nicchi.